Autore: redazione

“Ciak si gira” Siena ottobre – novembre 2018 🗓

Ciak si gira! Psicoanalisi al cinema Cinema Nuovo Pendola via S.Quirico, 13 Siena Da ottobre a novembre 2018 si svolgerà a Siena, presso la consueta sede del cinema “Nuovo Pendola” la decima edizione di incontri dal titolo “Ciak si gira”, imperniata sul rapporto fra Cinema e Psicoanalisi. L’evento è come sempre organizzato in collaborazione fra il Centro Psicoanalitico di Firenze e l’Associazione Senese di Psicoterapia Psicoanalitica, con il patrocinio del Comune di Siena.  La serie di incontri qui proposta, oramai giunta al dodicesimo anno, vedrà, come negli anni precedenti, la partecipazione di uno psicoanalista che assieme al pubblico guarda, ascolta e commenta un film, focalizzando la sua attenzione non solo sul film proiettato ma anche all’effetto che il film, e il suo commento al film, suscitano nel pubblico. Non si tratta cioè di spiegare l’opera cinematografica di turno dal punto di vista psicoanalitico né tanto meno di impartire una dotta lezione su un qualche argomento di psicoanalisi, ma piuttosto di favorire la percezione e l’ascolto degli echi interiori suscitati dalla visione stessa.  I film proiettati …

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La diagnosi, le diagnosi. Firenze 27 ottobre 2018 🗓

  Centro Psicoanalitico di Firenze La diagnosi, le diagnosi. Setting e lavoro clinico nei contesti di cura istituzionali    Sabato 27 ottobre 2018, ore 9.30-13.30  Educatorio di Fuligno (sala Blu) via Faenza 48 Firenze  Il seminario fa parte di un progetto complesso che prevede un confronto continuo con le istituzioni di cura; quest’anno abbiamo previsto 2 incontri seminariali allargati. Il primo seminario si è tenuto il 18 gennaio 2018 (interventi di A. Correale , F. Piperno, V. Quattrocchi, M. De Berardinis, M. Armellini).    Abbiamo bisogno di istituzioni che nel tempo possano preservare una cultura clinica moderna e aperta, un confronto che veda al centro il piacere del lavoro clinico, che dia dignità e valore all’esperienza di incontrare l’altro senza pregiudizi e possa cogliere il valore della molteplicità dei punti di vista.  La finalità della iniziativa è di poter riflettere sui processi diagnostici e sul lavoro clinico, non solo semplicemente come una prestazione specialistica, ma come un processo di cura composto di vari passaggi e setting terapeutici, che nei casi difficili devono essere in- tegrati …

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Muri da attraversare. Confini da esplorare

Muri da attraversare, confini da esplorare Mura, confini, passaggi, i paesaggi umani, tuttora, costruiscono costantemente barriere e confini, e i paesaggi interni, psichici riflettono un non dissimile confondersi di contatti e disconnessioni, di difese, forclusioni, fusioni e tentativi di integrazione. Da sempre l’uomo ha costruito mura per disegnare la realtà, da sempre un confine ha segnato il luogo immaginato del non ritorno, da sempre il tentativo di aggirare quel muro, di attraversarlo di ridisegnarlo, ha accompagnato il procedere del pensiero. E’ attorno a questa tematica che si intersecano diversi interventi di questo autunno sul sito del Centro Psicoanalitico di Firenze. Le mura sono quelle che costituivano il confine attorno all’area di San Salvi, un muro abbattuto negli anni dell’entrata in vigore della legge 180, a conquistare con fatica, contraddizioni, rotture, un contatto possibile con la realtà esterna. Di quell’esperienza e delle sue caratteristiche nell’area fiorentina ci parlano gli interventi di Giuseppe Saraò, Enza Quattrocchi e Bianca Pananti. Lo sguardo di due operatori che come giovani psichiatri hanno vissuto quei cambiamenti e quello di una psicoterapeuta …

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La legge 180 a Firenze. Il Centro Attività Espressive la Tinaia

Centro Attività Espressive La Tinaia/Associazione La Nuova Tinaia Onlus   Via di S. Salvi 12- 50135 Firenze – tel. 055-6933578  fax 055-6933901 latinaia@asf.toscana.it   www.latinaia.org 1975, Ospedale psichiatrico fiorentino Vincenzo Chiarugi: riprendendo un’esperienza rivolta ai ricoverati realizzata tra il ’64 e il ’72,  viene riaperto, nei locali della casa colonica in cui si era sviluppato precedentemente, il Centro Attività Espressive La Tinaia. È l’iniziativa di un’equipe di operatori e in particolare l’impegno di due infermieri – ceramista l’uno, maestro d’arte l’altro – che consente il riavvio delle attività, lavorazione della creta e ceramica in una prima fase a cui si aggiungono, successivamente, il disegno e la pittura. Sullo sfondo dei radicali processi di revisione e critica dei modelli dominanti messi in moto dai movimenti degli anni ’70 e nel generale clima di fermento e di impegno civile che attraversano la società, La Tinaia degli inizi, ponendosi “all’interno di una prospettiva di lavoro antiistituzionale”  rappresenta di fatto una palese rottura della logica custodialistica e repressiva che imperniava l’istituzione psichiatrica fino alla riforma del 1978 (legge 180). …

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Pananti B. Col nome del delirio. La legge 180 a Firenze

Col nome del delirio Storia di un manicomio, una memoria recuperata Bianca Pananti, psicoterapeuta di gruppo, dal 2003 lavora in ambito della salute mentale adulti, ( progetti sulla narrazione autobiografica e sulla memoria collettiva). Collabora con vari enti ed associazioni in cui la ricerca artistica si sposa con quella clinica e terapeutica.  Quando nel 2008 coordinavo le “case famiglia”, per la Salute Mentale del Quartiere 2 di Firenze, il dott. Giuseppe Saraò mi chiese di raccogliere le storie di quei pazienti che erano stati ricoverati in manicomio e di cui si erano perdute le cartelle cliniche. La ricerca evidenziò grosse lacune non soltanto nella memoria dei singoli pazienti, ma anche e soprattutto nella storia generale del manicomio.      Anni dopo partecipando al trasferimento di questi stessi pazienti in strutture definite “a vita”, dove avrebbero vissuto l’ultima parte della loro esistenza, sentii l’esigenza di ricomporre la storia del manicomio attraverso le testimonianze di chi l’aveva vissuta in prima persona, e di colmare quel vuoto di memoria che adesso mi appariva un’intollerabile mancanza, un buco nero …

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Quattrocchi V. Maggio 180. La legge 180, una vicinanza scomoda, una rivoluzione culturale. La legge 180 a Firenze

Maggio 1978: La legge 180, una vicinanza scomoda, una rivoluzione culturale, sociale e sanitaria che ancora incuriosisce il mondo intero. Vincenza Quattrocchi, Psichiatra Psicoanalista (membro ordinario SPI). Già Direttore DSM ASL 11 Regione Toscana Empoli Il titolo esprime in sintesi ciò che, in base alla mia esperienza, è stato quel momento e ciò che ancora vuol dire. Apparentemente la legge arrivò improvvisa dall’oggi al domani, ma in realtà c’erano tutte le premesse affinché ciò divenisse una realtà, il clima culturale da anni si esprimeva attorno alla messa in discussione delle istituzioni e certamente un uomo, un medico, uno psichiatra, Franco Basaglia (“..i manicomi non si cambiano si distruggono”), è stato una geniale espressione dell’epoca. Mi colloco nella storia dei servizi toscani da me raggiunti nel 1976, dopo una breve ma intensa esperienza emiliana presso un Centro che si era costituito, fondando le sue basi sui presupposti del movimento basagliano di quei tempi. Gli ospedali Psichiatrici negli anni avevano perso ogni funzione terapeutica e le pessime condizioni dei ricoverati erano il frutto della collusione tra gli aspetti più …

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Saraò G. La soggettività degli ultimi. La legge 180 a Firenze

La  soggettività degli ultimi e l’esperienza torrentizia della 180  Giuseppe Saraò, psichiatra, psicoanalista, membro ordinario SPI, presidente Centro Psicoanalitico di Firenze. Già responsabile Servizio Salute Mentale Adulti Quartiere 2, Firenze. La legge 180 e il pensiero di Basaglia hanno rappresentato una rottura dalla quale è nata un’esperienza complessa, fatta di luci e di ombre. Una profonda trasformazione non solo della assistenza psichiatrica ma anche della cultura della società: qualcosa di profondamente nuovo che oggi possiamo indicare, senza cadere nella retorica, come la ricerca e la costante valorizzazione della soggettività dei nostri pazienti. L’esperienza di rottura della 180 è stata un’onda lunga che ha travolto la fortezza del manicomio partendo dagli ultimi, i più matti, i più poveri, spesso dimenticati: tutti quei pazienti su cui la psichiatria ufficiale si dichiarava impotente. Pazienti gravi e fortemente regrediti che avevano perso la dignità di esseri umani e che proprio nei sintomi, nelle stereotipie e bizzarrie portavano incisi sul proprio corpo i residui di una soggettività che si manifestava, protestava e resisteva; occuparsi di questi pazienti dimenticati significava valorizzare …

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Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento

Islam e Firenze   Presentazione di Paola D’Agostino  Direttore Musei del Bargello La rassegna espositiva Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento è frutto di una collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi e i Musei del Bargello. Per due anni, un comitato scientifico internazionale con i funzionari, storici dell’arte, Valentina Conticelli e Matteo Luca Ceriana – rispettivamente in servizio presso gli Uffizi e presso il Bargello – hanno lavorato alla realizzazione di una mostra monumentale: quasi duecento opere, esposte nei due musei.  Il Museo Nazionale del Bargello conserva uno dei nuclei più importanti di arte islamica in Italia, proveniente dalle collezioni mediceo-granducali, e arricchito dall’imponente insieme di opere d’arte donate nel 1889 dall’antiquario lionese Louis Carrand, cui si aggiunsero la donazione di armi di Costantino Ressman (1899) e quella di tessuti di Giulio Franchetti (1906). Nelle quattro sezioni in cui si articola la mostra al Bargello è illustrato un periodo fondamentale di ricerca, collezionismo e di allestimenti museali di fine Ottocento e inizio Novecento, con opere della già citata donazione Carrand e …

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Breccia M. Oscurità

Questo contributo di Marina Breccia sviluppa un filo associativo collegato alla bellissima mostra “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” frutto di una collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi e i Musei del Bargello, non un commento, che lasciamo al puntuale contributo del direttore dei Musei del Bargello Paola D’Agostino, ma un lavoro analitico e associativo, intorno a tutto ciò che scompare ai nostri occhi, come gli esempi meravigliosi di arte islamica presenti nelle collezioni fiorentine e in molti casi esposte per la prima volta mostrano. Tutto un mondo di relazioni, di contatti, di dialoghi silenziosi fra culture, che a volte rischiamo di non-vedere, di oscurare, di sommergere nelle pieghe del conosciuto. Così è nel gioco fra visibile ed invisibile, fra cecità e visione, fra luce ed oscurità che possiamo sperimentare l’inesauribile lavoro psichico che ci rende umani. OSCURITA’ Marina Breccia Vorrei qui brevemente indicare come la nostra percezione visiva possa essere più o meno oscurata e come la cecità-oscurità che ne derivi abbia caratteristiche multiple ed eterogenee. E’ partendo da una sorta di …

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Attraversare i muri

Marina Abramović (2016) Attraversare i muri. Un’autobiografia con James Kaplan. Giunti, Firenze 2018. Titolo originale Walk Through Walls. A Memoir Recensione a cura di Chiara Matteini Ci sono molte possibili linee di lettura dell’autobiografia di Marina Abramović, un autoritratto di artista, la necessità  di ogni essere umano di dare una forma alla propria biografia, quel tentativo di ordinare il caos dell’esistenza attraverso un filo, dei segni, delle traiettorie di significato, che regola sempre ogni operazione autobiografica. Così in queste pagine si incontrano tante Marina Abramović, la figlia di un eroe di guerra (un padre  idealizzato e amatissimo, ma in fondo distante e perduto, assente per lungo tempo dalla vita della figlia dopo il divorzio dalla madre), l’artista che ha rivoluzionato la performance art, la volitiva ragazza di Belgrado che è convinta che con la volontà sia possibile abbattere ogni ostacolo, l’icona del successo planetario di The Artist Is Present  (Museum of Modern Art, New York, 2010), la compagna di Ulay, con il quale attraversano gli spazi mutevoli di una relazione esplorata in un intreccio creativo …

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