Tutti gli articoli della categoria: Archivio relazioni

In questa sezione si trovano i materiali dei seminari organizzati dal Centro Psicoanalitico di Firenze

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Boccanegra L. (2018) Per Giovanni Hautmann

Testo della relazione di Luigi Boccanegra presentata al convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”.* Firenze, sabato 19 maggio 2018 *Chi scrive ha cercato di mantenere allo scritto il carattere conversativo che ha avuto l’incontro, in sintonia con il contributo delle testimonianze riportate. Devo ai contributi riferiti poi nel corso della mattinata da A.Marzi, N.Landi e A.Suman il fatto di essermi chiarito meglio le settimane seguenti e di essere stato in grado di scrivere quanto avevo esposto “a braccio” per l’occasione. Il testo non contiene un aneddoto di carattere “migratorio” raccontato in chiave anti-leghista sul tema caro alla  scolastica medioevale dei quattro trascendentali (il bello, il buono, il vero, il giusto). Espresso nel lessico dialettale degli infermieri aveva senso soltanto se comunicato al momento in quella sede (Educatorio del Fuligno).   “La parola è per metà di colui che parla…”  (Jean Starobinski, Archinto, 2013). Vi ringrazio molto perchè è un grande onore per me essere stato invitato ad intervenire con un contributo personale in un’occasione così vostra come questa di oggi. Ho con me un corpo …

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Suman A. (2018) I seminari di gruppo di Giovanni Hautmann

Testo della relazione di Antonio Suman presentata al convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”.   Firenze, sabato 19 maggio 2018                            PREMESSA STORICA  30 anni fa nel dare inizio, con un primo editoriale, alla rivista Contrappunto, rivolgevo un ringraziamento a Giovanni Hautmann per il suo importante contributo alla formazione della AFPP iniziato negli anni 70 e proseguito per molti anni. I membri del Gruppo Fiorentino di Psicoterapia Psicoanalitica, poi trasformato in AFPP, si incontravano mensilmente presso la Biblioteca dell’Ospedale Psichiatrico di San Salvi, per i seminari clinici da lui condotti. Era un momento importante perché costituiva una mattinata di riflessione che interrompeva l’operare quotidiano conferendo un senso “altro” al nostro lavoro. Un’ottica psicoanalitica applicata in setting non tradizionali e con pazienti di diverse patologie, anche psicotiche. Niente poteva essere dato per scontato, c’erano una prassi e una tecnica tutte da trovare. Era una ricerca che aveva il sapore dell’esplorazione di nuove possibilità operative cliniche. Non si trattava propriamente di un lavoro di supervisione …

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Saraò G. (2018) Sul pensiero di Giovanni Hautmann

  Testo della relazione di Giuseppe Saraò presentata al convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”.   Firenze, sabato 19 maggio 2018 “Non molto tempo fa, in compagnia di un amico silenzioso e di un poeta già famoso, feci una passeggiata in una contrada estiva in piena fioritura. Il poeta ammirava la bellezza della natura intorno a noi ma non ne traeva gioia. Lo turbava che tutta quella bellezza era destinata a perire, che col sopraggiungere dell’inverno sarebbe scomparsa: come del resto ogni bellezza umana, come tutto ciò che di bello e nobile gli uomini hanno creato o potranno creare. Tutto ciò che egli avrebbe altrimenti amato e ammirato gli sembrava svilito dalla caducità cui era destinato”. (Freud, 1915)  Freud ha scritto pagine memorabili sulla caducità, sull’inquietante necessità umana di contemplare qualcosa di immensamente più grande di noi, ma che ridefinisce e da senso alla nostra esistenza, e su come gli uomini siano costretti a confrontarsi con la transitorietà, con la finitezza e la precarietà che ci espongono spesso all’esperienza del lutto, e nello stesso tempo …

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Marzi A. (2018) Il pensiero di Giovanni Hautmann. Alcune linee guida introduttive

Testo della relazione di Andrea Marzi presentata al convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”. Firenze, sabato 19 maggio 2018 Questo intervento prende spunto da un lavoro, molto più esteso, che è stato presentato in pubblico e poi pubblicato su “Contrappunto” qualche tempo fa a firma del sottoscritto e di Gregorio Hautmann. Ad esso si rimanda per ulteriori approfondimenti. Nel panorama della psicoanalisi italiana, sul piano storico-dinamico, Giovanni Hautmann appare inserirsi nel filone che, partendo dai primi pionieri della disciplina in Italia, Musatti in testa, vira nel filone kleiniano (con Fornari, per es.), percorrendolo intensamente per poi corroborarlo e rinnovarlo con le acquisizioni Bioniane, che Hautmann, insieme con pochi altri (Corrao, per es.) ha con decisione contribuito a diffondere e ad ampliare con originalità. E’ lui stesso (Hautmann, 2002) che sottolinea come la sua formazione sia stata caratterizzata sia dallo studio e rivisitazione di Freud sia dal rapporto con autori che hanno formulato nuovi modelli descrittivi della mente, con nuove modalità teorico-cliniche e nella pratica analitica. Tra queste idee guida ce ne sono alcune fondamentali. Una …

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Meucci P. (2018) Presentazione del Convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”

Testo della relazione di Paolo Meucci presentata al convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”.   Firenze, sabato 19 maggio 2018 È con vero piacere che oggi coordino questa giornata di lavori dedicati a Giovanni Hautmann, del cui pensiero teorico e del cui lavoro con  gruppi ed istituzioni ci parleranno i relatori.  Da parte mia penso sia utile –per introdurre questa mattinata- riportare innanzitutto alcuni punti della sua biografia.  Hautmann è nato nel 1927 a Firenze, città dove si è laureato in Medicina, dove ha svolto la sua attività psicoanalitica e dove è infine morto nell’ottobre  dell’anno passato. Città che per i suoi 80 anni gli aveva per altro tributato un partecipato riconoscimento. Nell’intervista che ho avuto il piacere di fargli anni fa per Spiweb, raccontava di come alcune esperienze iniziali di lavoro a Firenze avessero influenzato il suo successivo percorso analitico. In questa città fondò e diresse il Centro Medico Psico-Pedagogico e parallelamente il Servizio di Osservazione per Minori del Ministero di Grazia e Giustizia. È lì, nel lavoro con questi bambini e adolescenti e …

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Ramacciotti A. (2018) Discussione intorno al lavoro di Antonio Alberto Semi “Metodo analitico e esame di realtà”

Testo della relazione di Adriana Ramacciotti presentata al convegno “Metodo psicoanalitico ed esame di realtà “. Firenze, sabato 14 aprile 2018 Ringrazio Alberto Semi di averci parlato del metodo psicoanalitico e dell’esame di realtà. Vorrei soffermarmi brevemente su due questioni che in particolare mi hanno stimolato della sua relazione: La prima è quella della “innaturalità” del metodo analitico È condivisibile perché è così naturale scordarsi dei sogni, l’autoanalisi non è affatto un fenomeno spontaneo. Nella propria analisi – pur conoscendo la regola fondamentale – quante volte essa viene meno, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Lo stesso nel nostro lavoro, non sempre ci risulta facile rimanere su un’idea per quanto strana essa possa essere o su un sentimento o una sensazione che ci turba mentre ascoltiamo.  Penso che questa innaturalità renda anche ragione delle caratteristiche singolari del training psicoanalitico, cosi come dell’alta frequenza che caratterizza l’analisi. Penso che segnalare l’innaturalità del metodo analitico sia importante, perché proprio tale innaturalità crea curiosità. E ritengo che la curiosità che nasce in noi e nei pazienti sia …

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Semi A.A. (2018) Metodo psicoanalitico e esame di realtà

Testo della relazione di Antonio Alberto Semi presentata al convegno “Metodo psicoanalitico ed esame di realtà “. Firenze, sabato 14 aprile 2018 Inizio ringraziando dell’invito ed entrando subito nel merito. Sono qui, seduto a questa sedia con davanti a me molte persone, in una stanza ampia. Al mio fianco persone amiche. Si tratta di una serie di dati percettivi ineludibili mescolati però ad altri elementi di pensiero, che consistono in giudizi e in altre rappresentazioni e affetti. Un giudizio è per esempio la qualifica di ‘amiche’ alla dottoressa Sessarego e alle altre dottoresse e, inevitabilmente, l’affetto che si unisce a questa qualifica. Come dire che la storia del mio rapporto con loro interferisce con o altera o aumenta lo spessore della percezione. Viceversa, vedere molte persone a me non note può stimolare la mia curiosità ma non altera la percezione, in prima battuta. Beninteso poi ci sono anche qui dei giudizi: dire che la stanza è ‘ampia’ implica un giudizio sulle dimensioni, ad esempio. Perfino dire la parola ‘stanza’ implica un giudizio qualificativo sulla percezione. …

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Breccia M. (2018) L’esame di realtà

Testo della relazione di Marina Breccia presentata al convegno “Metodo psicoanalitico ed esame di realtà”. Firenze, sabato 14 aprile 2018 Ringrazio Semi che ci ha portato questo interessante lavoro sull’ “esame di realtà” e la segretaria scientifica che mi ha invitato a partecipare al dibattito discutendo con voi questo, direi questi, argomenti, perché li trovo assai interessanti e centrali sotto più profili. Di certo di metodo innanzitutto, ora più che mai rispetto ai casi difficili che troviamo in seduta, ma li trovo argomenti interessanti anche per approfondire la visione che può avere la psicoanalisi degli e sugli stessi fenomeni che la riguardano come gruppo sociale, Green ricordava che ogni analista non dovrebbe mai smettere di interrogare il suo transfert sulla psicoanalisi, ed infine li trovo interessanti immaginando che la psicoanalisi possa essere, se non si fa mettere da parte, un valido interlocutore per una lettura più ampia della società intesa nel senso più esteso del termine, in cui esame e principio di realtà possono e dovrebbero essere presidi insostituibili. Per queste e molte altre ragioni …

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Guerrini Degl’Innocenti B. (2017) Parole in azione

Testo della relazione presentata al Convegno “Spunti per una psicoanalisi contemporanea. Il pensiero di Sandra Filippini” Firenze, sabato 2 dicembre 2017 Ho scelto questo titolo per questo mio contributo perché mi è sembrato una felice combinazione di caratteristiche fortemente legate all’oggetto del nostro discorso odierno e dalle numerose intersezioni. Innanzitutto perché Parole in azione è il titolo di uno dei primi lavori che Sandra Filippini e Maria Ponsi proposero per la pubblicazione alla Rivista di Psicoanalisi; la redazione di allora, parliamo dei primi anni 90, rifiutò l’articolo, senza nemmeno richiedere modifiche. Il contenuto dell’articolo, ampliato da alcune esemplificazioni cliniche, confluì poi in un seminario nell’ambito dei seminari multipli che si tenne a Bologna nel 1995 e nell’articolo pubblicato poi sulla Rivista nel 1996 con il titolo “Sull’uso del concetto di interazione”. Lo stesso concetto di inter-azione era entrato a far parte anche di un altro lavoro dal titolo “Enactment”, sempre scritto a quattro mani da Sandra e Maria e pubblicato sulla Rivista nel ’93. Potremmo dire che intorno al concetto di inter-azione si sia sviluppata …

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Ponsi M. (2017) “Era il 1990 quando con Sandra…”

Testo della relazione di Maria Ponsi presentata al convegno “Spunti per una psicoanalisi contemporanea. Il pensiero di Sandra Filippini” Firenze, sabato 2 dicembre 2017 Era il 1990 quando con Sandra si decise di fare una ricognizione teorico-clinica del concetto di preconscio. Fu il nostro primo lavoro preparato insieme. Non saprei ben dire perché si scelse proprio questo argomento.  Con Sandra ci eravamo – ‘psicoanaliticamente’ parlando – conosciute da poco.  Avevamo entrambe lavorato nei servizi psichiatrici di Firenze, dopo aver partecipato entrambe a esperienze di psichiatria, come si diceva allora, ‘democratica’ o ‘alternativa’ – ad Arezzo Sandra e a Reggio Emilia io.  Alla fine degli anni ’80 avevamo preso la decisione di porre termine al lavoro psichiatrico nel servizio pubblico (… in quegli anni era possibile andare in pensione presto!) per occuparci a tempo pieno della psicoanalisi; per la quale avevamo maturato curiosità e interesse nel corso delle nostre analisi personali (Manfredi Turillazzi lei e Hautmann io) e durante i seminari del training della SPI, frequentati da Sandra a Roma (dove prevaleva un filone freudiano e …

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