Tutti gli articoli della categoria: Archivio relazioni

In questa sezione si trovano i materiali dei seminari organizzati dal Centro Psicoanalitico di Firenze

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Saraò G. (2018) Sul pensiero di Giovanni Hautmann

  Testo della relazione di Giuseppe Saraò presentata al convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”.   Firenze, sabato 19 maggio 2018 “Non molto tempo fa, in compagnia di un amico silenzioso e di un poeta già famoso, feci una passeggiata in una contrada estiva in piena fioritura. Il poeta ammirava la bellezza della natura intorno a noi ma non ne traeva gioia. Lo turbava che tutta quella bellezza era destinata a perire, che col sopraggiungere dell’inverno sarebbe scomparsa: come del resto ogni bellezza umana, come tutto ciò che di bello e nobile gli uomini hanno creato o potranno creare. Tutto ciò che egli avrebbe altrimenti amato e ammirato gli sembrava svilito dalla caducità cui era destinato”. (Freud, 1915)  Freud ha scritto pagine memorabili sulla caducità, sull’inquietante necessità umana di contemplare qualcosa di immensamente più grande di noi, ma che ridefinisce e da senso alla nostra esistenza, e su come gli uomini siano costretti a confrontarsi con la transitorietà, con la finitezza e la precarietà che ci espongono spesso all’esperienza del lutto, e nello stesso tempo …

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Marzi A. (2018) Il pensiero di Giovanni Hautmann. Alcune linee guida introduttive

Testo della relazione di Andrea Marzi presentata al convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”. Firenze, sabato 19 maggio 2018 Questo intervento prende spunto da un lavoro, molto più esteso, che è stato presentato in pubblico e poi pubblicato su “Contrappunto” qualche tempo fa a firma del sottoscritto e di Gregorio Hautmann. Ad esso si rimanda per ulteriori approfondimenti. Nel panorama della psicoanalisi italiana, sul piano storico-dinamico, Giovanni Hautmann appare inserirsi nel filone che, partendo dai primi pionieri della disciplina in Italia, Musatti in testa, vira nel filone kleiniano (con Fornari, per es.), percorrendolo intensamente per poi corroborarlo e rinnovarlo con le acquisizioni Bioniane, che Hautmann, insieme con pochi altri (Corrao, per es.) ha con decisione contribuito a diffondere e ad ampliare con originalità. E’ lui stesso (Hautmann, 2002) che sottolinea come la sua formazione sia stata caratterizzata sia dallo studio e rivisitazione di Freud sia dal rapporto con autori che hanno formulato nuovi modelli descrittivi della mente, con nuove modalità teorico-cliniche e nella pratica analitica. Tra queste idee guida ce ne sono alcune fondamentali. Una …

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Meucci P. (2018) Presentazione del Convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”

Testo della relazione di Paolo Meucci presentata al convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”.   Firenze, sabato 19 maggio 2018 È con vero piacere che oggi coordino questa giornata di lavori dedicati a Giovanni Hautmann, del cui pensiero teorico e del cui lavoro con  gruppi ed istituzioni ci parleranno i relatori.  Da parte mia penso sia utile –per introdurre questa mattinata- riportare innanzitutto alcuni punti della sua biografia.  Hautmann è nato nel 1927 a Firenze, città dove si è laureato in Medicina, dove ha svolto la sua attività psicoanalitica e dove è infine morto nell’ottobre  dell’anno passato. Città che per i suoi 80 anni gli aveva per altro tributato un partecipato riconoscimento. Nell’intervista che ho avuto il piacere di fargli anni fa per Spiweb, raccontava di come alcune esperienze iniziali di lavoro a Firenze avessero influenzato il suo successivo percorso analitico. In questa città fondò e diresse il Centro Medico Psico-Pedagogico e parallelamente il Servizio di Osservazione per Minori del Ministero di Grazia e Giustizia. È lì, nel lavoro con questi bambini e adolescenti e …

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Ramacciotti A. (2018) Discussione intorno al lavoro di Antonio Alberto Semi “Metodo analitico e esame di realtà”

Testo della relazione di Adriana Ramacciotti presentata al convegno “Metodo psicoanalitico ed esame di realtà “. Firenze, sabato 14 aprile 2018 Ringrazio Alberto Semi di averci parlato del metodo psicoanalitico e dell’esame di realtà. Vorrei soffermarmi brevemente su due questioni che in particolare mi hanno stimolato della sua relazione: La prima è quella della “innaturalità” del metodo analitico È condivisibile perché è così naturale scordarsi dei sogni, l’autoanalisi non è affatto un fenomeno spontaneo. Nella propria analisi – pur conoscendo la regola fondamentale – quante volte essa viene meno, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Lo stesso nel nostro lavoro, non sempre ci risulta facile rimanere su un’idea per quanto strana essa possa essere o su un sentimento o una sensazione che ci turba mentre ascoltiamo.  Penso che questa innaturalità renda anche ragione delle caratteristiche singolari del training psicoanalitico, cosi come dell’alta frequenza che caratterizza l’analisi. Penso che segnalare l’innaturalità del metodo analitico sia importante, perché proprio tale innaturalità crea curiosità. E ritengo che la curiosità che nasce in noi e nei pazienti sia …

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Semi A.A. (2018) Metodo psicoanalitico e esame di realtà

Testo della relazione di Antonio Alberto Semi presentata al convegno “Metodo psicoanalitico ed esame di realtà “. Firenze, sabato 14 aprile 2018 Inizio ringraziando dell’invito ed entrando subito nel merito. Sono qui, seduto a questa sedia con davanti a me molte persone, in una stanza ampia. Al mio fianco persone amiche. Si tratta di una serie di dati percettivi ineludibili mescolati però ad altri elementi di pensiero, che consistono in giudizi e in altre rappresentazioni e affetti. Un giudizio è per esempio la qualifica di ‘amiche’ alla dottoressa Sessarego e alle altre dottoresse e, inevitabilmente, l’affetto che si unisce a questa qualifica. Come dire che la storia del mio rapporto con loro interferisce con o altera o aumenta lo spessore della percezione. Viceversa, vedere molte persone a me non note può stimolare la mia curiosità ma non altera la percezione, in prima battuta. Beninteso poi ci sono anche qui dei giudizi: dire che la stanza è ‘ampia’ implica un giudizio sulle dimensioni, ad esempio. Perfino dire la parola ‘stanza’ implica un giudizio qualificativo sulla percezione. …

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Breccia M. (2018) L’esame di realtà

Testo della relazione di Marina Breccia presentata al convegno “Metodo psicoanalitico ed esame di realtà”. Firenze, sabato 14 aprile 2018 Ringrazio Semi che ci ha portato questo interessante lavoro sull’ “esame di realtà” e la segretaria scientifica che mi ha invitato a partecipare al dibattito discutendo con voi questo, direi questi, argomenti, perché li trovo assai interessanti e centrali sotto più profili. Di certo di metodo innanzitutto, ora più che mai rispetto ai casi difficili che troviamo in seduta, ma li trovo argomenti interessanti anche per approfondire la visione che può avere la psicoanalisi degli e sugli stessi fenomeni che la riguardano come gruppo sociale, Green ricordava che ogni analista non dovrebbe mai smettere di interrogare il suo transfert sulla psicoanalisi, ed infine li trovo interessanti immaginando che la psicoanalisi possa essere, se non si fa mettere da parte, un valido interlocutore per una lettura più ampia della società intesa nel senso più esteso del termine, in cui esame e principio di realtà possono e dovrebbero essere presidi insostituibili. Per queste e molte altre ragioni …

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Mitoraj Marzi intervento Pisa Intimità variazioni psicoanalitiche

Marzi A. (2017). Relazione presentata al convegno “Intimità. Variazioni psicoanalitiche”

Testo della relazione presentata al convegno “Intimità. Variazioni psicoanalitiche”  Pisa16 settembre 2017, che pubblichiamo per gentile concessione dell’Autore. Il mio intervento, nel breve tempo concesso, cercherà di focalizzarsi su alcuni punti salienti del rapporto tra psicoanalisi e cyberspazio e in particolare con gli aspetti che concernono l’analisi a distanza. Essendo impossibile qualsiasi pretesa di esaustività, l’intervento cercherà di stimolare riflessioni e partecipazione del pubblico. Sarà innanzitutto importante sottolineare come l’aspetto della virtualità può suggerirci qualcosa sulla “mente” (come oggetto di lavoro analitico) in quanto condivide con essa lo statuto di luogo/non luogo che, pur avendo una base fisica, materiale (il cervello e il sistema nervoso, o la struttura dell’hardware) risulta appunto smaterializzato. Si sottolineerà l’aspetto di luogo-metafora, che tuttavia continua a dover essere colto con le coordinate di spazio e tempo. Qui mentale e spazio virtuale del cyberspace si rimandano reciprocamente – in forma di similitudine o di allusioni reciproche – in quanto entrambi sono immaginati come dotati di un volume atto ad accogliere contenuti specifici di ogni natura: aspetti, stati d’animo, fantasie, oppure innumerevoli …

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edoardo-tresoldi Thinkings-Oltre il Muro 2014, Sapri Matteini soggetti segreti destinatari sconosciuti

Matteini C. (2017). Soggetti segreti, destinatari sconosciuti

Testo della relazione presentata al convegno “Intimità. Variazioni psicoanalitiche”  Pisa 16 settembre 2017, che pubblichiamo per gentile concessione dell’Autrice.   La questione che oggi ci viene proposta è sorprendentemente densa di possibili risonanze, e anche soggetta ad un’infinità di piani di lettura. E’ evidente il rischio di banalizzare una materia tutt’altro che semplice o di forzare in letture rigide una realtà multiforme ed in costante evoluzione. Ho scelto di concentrarmi su una piccola porzione del rapporto umano con il web, ovvero la possibilità di produrre, ricevere, tradurre messaggi. Una caratteristica antropologica fondamentale a cui l’avvento dell’era digitale ha garantito caratteristiche eclatanti. Mi pare che riflettere sul rapporto fra lo spazio intimo e il web richieda prima di tutto di affrontare alcuni dei paradossi che questa rivoluzione comunicativa ha attivato. È uscito da pochi mesi “Il libro digitale dei morti” di Giovanni Ziccardi (UTET, 2017), prontuario per una questione un po’ di anni fa ancora futuribile e arcana, oggi pressante: che ne sarà, dopo la nostra morte, dei nostri dati digitali, delle foto, dei profili, dei …

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Ferruta A. (2017), Winnicott come scienziato e come artista

Testo della relazione presentata al convegno “Integrazione e spazio clinico: Winnicott oggi”.  Prato 23 settembre 2017, che pubblichiamo per gentile concessione dell’Autrice.   Abstract L’interesse per le aree primitive della mente ha accompagnato Winnicott lungo il corso di tutta la sua ricerca clinica e teorica: la sua attenzione si concentra sugli aspetti della psiche che presentano sempre potenzialità di sviluppo, nel bambino piccolo come nello psicotico. L’incontro con un’alterità non annientante e capace di entrare in contatto  mette in moto capacità creative di crescita psichica. ‘My latest brain-child’ è un’espressione che si riferisce sia all’inesauribile spirito di ricerca sul funzionamento psichico relazionale, sia alla qualità di ‘non finito’ della costruzione teorica di Winnicott.   Introduzione  Nel saggio letto alla British Psychoanalytical Society nel 1954 e pubblicato sull’International Journal of Psychoanalysis nel 1955 ‘Gli aspetti metapsicologici e clinici della regressione  nell’ambito della situazione analitica’, Winnicott afferma: “L’idea che la psicoanalisi sia un’arte deve gradualmente cedere il posto ad uno studio dell’adattamento dell’ambiente in rapporto alle regressioni dei pazienti. Ma, finché lo studio scientifico dell’adattamento non si sarà …

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winnicott Caldwell 2017 le opere di Winnicott come cornice della ricerca futura

Caldwell L. (2017). Le Opere di Winnicott. Una cornice per la ricerca futura.

Testo della relazione presentata al convegno “Integrazione e spazio clinico: Winnicott oggi”.  Prato 23 settembre 2017, che pubblichiamo per gentile concessione dell’Autrice. Per prima cosa voglio portare la vostra attenzione alle introduzioni di Marco Armellini, Vincenzo Bonaminio, Paolo Fabozzi e Anna Ferruta e dare il giusto rilievo ai loro indispensabili contributi. Essi offrono un panorama approfondito degli studi winnicottiani odierni, che illumina considerevolmente l’intero progetto delle Opere. Essi hanno letto e riletto accuratamente Winnicott  e lo hanno fatto con una mente aperta,  e i loro saggi testimoniano non solo della loro erudizione, ma mostrano anche come tutti noi (compreso lo stesso Winnicott) dipendono dal lavoro degli altri per sviluppare la nostra pratica clinica, e la nostra capacità di essere nel mondo, sia nella stanza di consultazione che al di fuori di essa. Gli autori delle introduzioni ai volumi delle Opere ci hanno dato quello ch costituisce un 13° volume, un filo che ci guida nella globalità dei testi di Winnicott riuniti nelle Opere. Ci portano dentro i testi, sia conosciuti che sconosciuti, con una rinnovata curiosità, e per …

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