Tutti gli articoli della categoria: Recensioni

laggiu nel profondo

Laggiù nel profondo: recensione di M. G. Vassallo Torrigiani 🗓

A. Marzi e F. Ricci, Laggiù nel profondo. Mondo letterario e mondo psicoanalitico in Lehane, McCarthy, Schintzler, Serrano, Tobino, Nuova Immagine Editrice, Siena, 2017. “Probabilmente, noi e lui, attingiamo alle stesse fonti, lavoriamo sopra lo stesso oggetto, ciascuno di noi con un metodo diverso, e la coincidenza dei risultati sembra costituire la garanzia che abbiamo entrambi lavorato in modo corretto” (S. Freud, 1906, p.333). Così scriveva Freud nella Gradiva, esprimendo la sua ammirazione nei confronti di poeti e scrittori e riconoscendo loro la straordinaria capacità di aver intuito l’esistenza dell’inconscio, in qualche modo scoprendolo prima della psicoanalisi. Riteneva che essi, rivolgendo l’attenzione alla propria interiorità, attraverso le loro opere erano riusciti a dare forma espressiva alla dimensione inconscia dell’esperienza, senza aver avuto bisogno di conoscerne le “leggi” che “si trovano contenute nelle [loro] opere”; mentre invece lo psicoanalista dovrà faticosamente, con studio e applicazione, rintracciare “queste leggi analizzando le [loro] opere poetiche, così come le ricaviamo dai casi di malattia reale”. Freud, e tutta una tradizionale metodologia di analisi letteraria che a lui si richiama, …

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Immersioni a varia profondità

Andrea Marzi Commento a La stanza profonda. Romanzo di Vanni Santoni Laterza Solaris, Bari, 2017 . Sono molti i pensieri e gli stati d’animo che sorgono alla lettura di questo nuovo libro di Vanni Santoni. Ci sarebbero molte cose da dire anche sul piano strettamente letterario, ma ragioni di spazio e “di incarico” mi inducono a focalizzare l’attenzione su aspetti che generino qualche riflessione psicoanalitica. Ci sono due caratteristiche che mi hanno colpito subito: la prima riguarda la (ri)scoperta di una condizione ludico-immersiva ante litteram che emerge dai Giochi di Ruolo (GDR) a tavolino e che si espanderà esponenzialmente coi videogiochi, a testimonianza che immersione, personaggi fittizi, avatar e via dicendo non sono sorti dal nulla in Internet, bensì si radicano in esperienze precedenti e si trasformano acquisendo dimensioni via e via preponderanti nel tempo. Il videogioco (o condizioni simili che richiedano immersività in ambienti digitali) incrementa e macropantografa quindi caratteristiche già esistenti. Le facce concentrate sulla possibilità di tessere un mondo che possa esistere “nello spazio mentale condiviso” fa riflettere proprio sul continuum tra …

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“OSPITI STRANIERI”.

Un presente che lavora il presente e la possibilità di un’isola.   In questo Non-resoconto tenterò di dire qualcosa di ciò che si è sedimentato in me in seguito alla partecipazione al Convegno “La psicoanalisi interprete del tempo presente” (Roma,  17-18-19 febbraio 2017) organizzato dalla rivista Psiche e dall’UFR Ètudes Psychanalytiques dell’Università Paris Diderot (Paris 7).   Perché iniziare con un “non”? Per la prima immagine che è arrivata a me dell’iniziativa quando essa ha cominciato a circolare nei limen, interni ed esterni, di cui è fatta anche la psicoanalisi in fieri, in costruzione o in giacenza, psicoanalisi che quando le cose funzionano è sempre in cerca di nuove forme, inquieta e a tratti, perché no, necessariamente anche inquietante.   Un No dunque “per” la psicoanalisi.   Per la pensabilità e la messa in moto di un lavoro psichico, anche là dove siamo ben oltre il principio di piacere e siamo costretti a pensare e ad interrogarci su qualcosa che sembra la materializzazione della distruttività demoniaca, inarrestabile. Prendo spunto da quest’ultimo aspetto per ricordare le due anime/sottotitoli del Convegno, tra loro anche in tensione: …

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IL PICCOLO REGNO

Wu Ming 4 Bompiani, Milano, 2016 “Quello che ci spaventa da bambini, ci spaventa per sempre” È la frase che compare alla fine della premessa de “Il piccolo regno”, libro di Wu Ming 4, uno dei membri del collettivo Wu Ming (fra i loro molti bellissimi titoli mi piace ricordare “Manituana” e “L’armata dei sonnambuli”). Quello che ci spaventa da bambini, ci spaventa per sempre, questo il cuore di un libro sorprendente, che potrebbe apparire ad un distratto letteratura per ragazzi, e forse in fondo lo è, come lo sono “L’isola di Arturo” o “Il Barone rampante” però. Storie universali, che cercano di cogliere il momento nel quale lo sguardo cambia, e le cose sembrano trasformarsi davanti ai nostri occhi (o forse siamo noi che le guardiamo per la prima volta, dopo averle a lungo viste senza potercene accorgere?). È un libro che apre numerosi piani di lettura. Io sceglierò quello del rapporto con il passato, con il “tempo che non passa” come lo chiamava Pontalis, che pare rincorrerci da sempre, da prima ancora che …

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Dove troverete un padre come il mio

Rossana Campo (2015)  Ed. Ponte Alle Grazie  Premio Strega Giovani 2016 Recensione a cura di Enza Quattrocchi  Leggendo il libro di Rossana Campo, mi sono resa conto ben presto che nasconde ben altro sotto le mentite spoglie di un libro autobiografico e che raccoglie le vicende di una famiglia con un padre “sballato e inaffidabile, sicuramente simpatico” Renato, (il suo nome è ripetuto infinite volte nel testo) e una madre, Concetta, bella, virtuosa, intelligente, il vero pilastro dell’incerta famiglia nel suo precario abituro. Accedevo alla lettura con una certa diffidenza per i romanzi autobiografici tout court. Eppure di narrazione è fatta la mia vita professionale, ma di altra narrazione dove il “qui e ora” si trasforma, al cospetto di un terzo, in un percorso di ricongiungimento dell’”ora con l’allora”, senza la pacificazione consolatoria del vogliamoci tutti, bene. Invece, leggendo “Dove troverete un altro padre come il mio”, mi sono piacevolmente imbattuta in qualcosa di simile. Più che di un racconto si tratta della riappropriazione di un’identità contrastata. Potrei parlare di padri e del loro ruolo …

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Come scegliersi lo psicoanalista

Giangaetano Bartolomei Editore Rosenberg & Sellier ( 1° edizione 2000, 2° edizione 2011 )   Psichiatra, psicologo, psicoanalista, psicoterapeuta: quali le differenze, quale la formazione, quale il loro modo di operare? A quali risultati deve portare un’analisi ben riuscita? Come fare a scegliere l’analista giusto per noi? Gli psicoanalisti presenti sul mercato hanno ricevuto formazioni anche molto diverse per impostazioni e serietà; inoltre, anche tra gli psicoanalisti con lo stesso curriculum formativo, le differenze personali sono così grandi da far sì che un analista adatto per un paziente possa risultare totalmente inadatto per un altro. Questa guida semplice e chiara è l’ABC di quello che ognuno dovrebbe sapere prima di iniziare un trattamento psicoanalitico: se riusciremo a fare la scelta giusta – ci assicura l’autore – lo psicoanalista potrà fare per noi quello che nessun altro potrebbe mai fare.   Leggi le recensioni del libro di G.Di Chiara (Riv.Psicoanalisi) e di G.Gorla (Setting).

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Recensione di G.Gorla di “Come scegliersi lo psicoanalista” di G.Bartolomei.

Gorla, G. (2001). Recensione del libro di Giangaetano Bartolomei (2000). Come scegliersi lo psicoanalista. Rosenberg & Sellier, Torino, che pubblichamo per gentile concessione della rivista Setting, 11: 145-147.   Come scegliersi lo psicoanalista è un breve saggio di Gian Gaetano Bartolomei, membro della Società Psicanalitica Italiana e docente all’Università di Pisa di Sociologia della conoscenza, recentemente pubblicato in una veste grafica curata e gradevole nella sua semplicità da Rosenberg & Sellier (Torino, 2000, pagine 142). Il libretto è stato “pensato e scritto” per coloro che, non sapendo nulla, o quasi, di psicoanalisi, avvertono il bisogno di un aiuto psicologico e che, spinti dall’urgenza della loro condizione di sofferenza a “fidarsi e ad affidarsi”, rischiano di perdersi nella babele delle offerte di intervento psicoterapeutico e di fare delle scelte sbagliate, che aggraveranno la situazione o che, nel migliore dei casi, faranno perdere loro tempo e denaro. Ma proprio per il fatto di porsi in modo chiaro e onesto dalla parte di chi è supposto non sapere e quindi di obbligarsi ad usare «un linguaggio semplice e …

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Recensione di G.Di Chiara di “Come scegliersi lo psicoanalista” di G.Bartolomei.

Di Chiara, G. (2001). Recensione del libro di Giangaetano Bartolomei (2000). Come scegliersi lo psicoanalista. Rosenberg & Sellier, Torino, che pubblichamo per gentile concessione della Riv. Psicoanalisi, 47:597-599.   Ho subito letto con interesse questo libro di Giangaetano Bartolomei per un motivo molto semplice : tanti anni fa, all’inizio del mio lavoro, la diffusione della informazione sulla psicoanalisi era assai poca e, il più delle volte, affidata a incerti e poco preparati divulgatori, che penetravano con le loro prospettive fantasiose, idealizzanti o denigranti, nella stanza dell’analisi, a fianco dei sistemi difensivi dei pazienti. La situazione è cambiata, certamente, nell’attuale epoca della diffusa chiacchera psi-psa, ma non in meglio: è aumentato a dismisura il volume degli scritti dedicati all’argomento, ma essi sprofondano, nella generalità dei casi, in un pantano di cattiva informazione su pratiche psicologico-psicoterapiche, che poco o nulla hanno a che fare con la psicoanalisi, che rimane così molto nominata e poco conosciuta. Che uno psicoanalista con, in più, una specifica competenza sociologica, metta mano a un libro di divulgazione e informazione sulla psicoanalisi è …

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Patrizia Bonanzinga: Spazi di Relazione.

Galleria Passaggi, Pisa, 8 Ottobre- 3 Dicembre 2016 Maria Grazia Vassallo   Bella, interessante e ricca di suggestioni la personale di Patrizia Bonanzinga, fotografa e instancabile viaggiatrice, i cui lavori hanno dato luogo a diverse esposizioni e pubblicazioni- anche internazionali- oltre ad essere presenti nelle collezioni della Galleria Nazionale e al MAXXI di Roma e di altre sedi pubbliche e private in Italia e all’estero. In mostra a Pisa una selezione di opere recenti, relative a tre distinti corpus di immagini che esplorano ciascuno luoghi differenti: il “sublime” naturale delle terre artiche (Groenlandia), gli spazi architettonici di antichi edifici eretti dai colonizzatori portoghesi in Mozambico (Nelle Mie Stanze), e contesti metropolitani contemporanei in America (The Big Data World). Bonanzinga si mette in relazione con questi spazi non con distacco documentaristico, bensì registrandone evocazioni, risonanze, interrogazioni, consegnandoci immagini animate da una complessità di trame emozionali e di senso che contengono molto più di ciò che mostrano, e sotterraneamente collegate da una riflessione sulla temporalità, e di conseguenza sulla memoria. “Io, fotografa, scatto principalmente con l’iPhone, come …

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Pazienti che fanno paura

Report di Annalisa da Pelo AMHPPIA, AFPP,SIPP,SPI Firenze 7 Maggio 2016 Questo seminario è stato il secondo di due seminari organizzati nel 2016 dal Centro Psicoanalitico di Firenze (CPF), e dalle altre associazioni di psicoterapia analitica del territorio fiorentino (AMHPPIA, AFPP, SIPP), che hanno avuto come tema principale “Il corpo”. Nel corso delle due giornate la dimensione corporea ha assunto un ruolo di primo piano, non solo come “estensione della psiche di cui essa stessa è ignara”, o come luogo incarnato tramite il quale possiamo venire a comprendere il comportamento intenzionale altrui ma anche luogo dove si esprimono e parlano la paura, la violenza, la malattia. Un registro fisico, viscerale, sensoriale, prima che mentale (e verbale) tramite il quale l’analista può venire a contatto con aspetti del paziente altrimenti non contattabili. Il primo seminario dal titolo “Il costrutto dell’intersoggettività: dialogo tra Psicoanalisi e neuroscienze” si è svolto, sempre allo Stensen, il 26 gennaio 2016 con due interessanti relazioni di Vittorio Gallese e Tiziana Bastianini. Nel seminario del 7 maggio 2016: “Pazienti che fanno paura”, Benedetta …

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