Tutti gli articoli della categoria: Recensioni

“Ciak si gira” Siena ottobre – novembre 2018 🗓

Ciak si gira! Psicoanalisi al cinema Cinema Nuovo Pendola via S.Quirico, 13 Siena Da ottobre a novembre 2018 si svolgerà a Siena, presso la consueta sede del cinema “Nuovo Pendola” la decima edizione di incontri dal titolo “Ciak si gira”, imperniata sul rapporto fra Cinema e Psicoanalisi. L’evento è come sempre organizzato in collaborazione fra il Centro Psicoanalitico di Firenze e l’Associazione Senese di Psicoterapia Psicoanalitica, con il patrocinio del Comune di Siena.  La serie di incontri qui proposta, oramai giunta al dodicesimo anno, vedrà, come negli anni precedenti, la partecipazione di uno psicoanalista che assieme al pubblico guarda, ascolta e commenta un film, focalizzando la sua attenzione non solo sul film proiettato ma anche all’effetto che il film, e il suo commento al film, suscitano nel pubblico. Non si tratta cioè di spiegare l’opera cinematografica di turno dal punto di vista psicoanalitico né tanto meno di impartire una dotta lezione su un qualche argomento di psicoanalisi, ma piuttosto di favorire la percezione e l’ascolto degli echi interiori suscitati dalla visione stessa.  I film proiettati …

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Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento

Islam e Firenze   Presentazione di Paola D’Agostino  Direttore Musei del Bargello La rassegna espositiva Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento è frutto di una collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi e i Musei del Bargello. Per due anni, un comitato scientifico internazionale con i funzionari, storici dell’arte, Valentina Conticelli e Matteo Luca Ceriana – rispettivamente in servizio presso gli Uffizi e presso il Bargello – hanno lavorato alla realizzazione di una mostra monumentale: quasi duecento opere, esposte nei due musei.  Il Museo Nazionale del Bargello conserva uno dei nuclei più importanti di arte islamica in Italia, proveniente dalle collezioni mediceo-granducali, e arricchito dall’imponente insieme di opere d’arte donate nel 1889 dall’antiquario lionese Louis Carrand, cui si aggiunsero la donazione di armi di Costantino Ressman (1899) e quella di tessuti di Giulio Franchetti (1906). Nelle quattro sezioni in cui si articola la mostra al Bargello è illustrato un periodo fondamentale di ricerca, collezionismo e di allestimenti museali di fine Ottocento e inizio Novecento, con opere della già citata donazione Carrand e …

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Breccia M. Oscurità

Questo contributo di Marina Breccia sviluppa un filo associativo collegato alla bellissima mostra “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” frutto di una collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi e i Musei del Bargello, non un commento, che lasciamo al puntuale contributo del direttore dei Musei del Bargello Paola D’Agostino, ma un lavoro analitico e associativo, intorno a tutto ciò che scompare ai nostri occhi, come gli esempi meravigliosi di arte islamica presenti nelle collezioni fiorentine e in molti casi esposte per la prima volta mostrano. Tutto un mondo di relazioni, di contatti, di dialoghi silenziosi fra culture, che a volte rischiamo di non-vedere, di oscurare, di sommergere nelle pieghe del conosciuto. Così è nel gioco fra visibile ed invisibile, fra cecità e visione, fra luce ed oscurità che possiamo sperimentare l’inesauribile lavoro psichico che ci rende umani. OSCURITA’ Marina Breccia Vorrei qui brevemente indicare come la nostra percezione visiva possa essere più o meno oscurata e come la cecità-oscurità che ne derivi abbia caratteristiche multiple ed eterogenee. E’ partendo da una sorta di …

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Attraversare i muri

Marina Abramović (2016) Attraversare i muri. Un’autobiografia con James Kaplan. Giunti, Firenze 2018. Titolo originale Walk Through Walls. A Memoir Recensione a cura di Chiara Matteini Ci sono molte possibili linee di lettura dell’autobiografia di Marina Abramović, un autoritratto di artista, la necessità  di ogni essere umano di dare una forma alla propria biografia, quel tentativo di ordinare il caos dell’esistenza attraverso un filo, dei segni, delle traiettorie di significato, che regola sempre ogni operazione autobiografica. Così in queste pagine si incontrano tante Marina Abramović, la figlia di un eroe di guerra (un padre  idealizzato e amatissimo, ma in fondo distante e perduto, assente per lungo tempo dalla vita della figlia dopo il divorzio dalla madre), l’artista che ha rivoluzionato la performance art, la volitiva ragazza di Belgrado che è convinta che con la volontà sia possibile abbattere ogni ostacolo, l’icona del successo planetario di The Artist Is Present  (Museum of Modern Art, New York, 2010), la compagna di Ulay, con il quale attraversano gli spazi mutevoli di una relazione esplorata in un intreccio creativo …

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La Cina è vicina? Cinque concetti proposti alla psicoanalisi

François Jullien,  Cinque concetti proposti alla psicoanalisi, Ed. La Scuola 2014 Recensione a cura di Antonella Sessarego François Jullien è un filosofo e sinologo francese, dirige l’Institut de la Pensèe Contemporaine dell’Università Paris Diderot e come lui stesso  ci dice è un attento ed appassionato lettore di Freud, senza però alcuna esperienza diretta della cura psicoanalitica, nè come analista né come paziente. Sono più abituata a leggere ciò che altri analisti formati e praticanti, hanno scritto, o anche  interessanti saggi di autori che in qualche modo gravitano intorno al mondo psicoanalitico, perché ne hanno fatto esperienza, magari come  analizzati.  Questo libro mi ha incuriosita perché l’autore parte da tutt’altro punto di vista e dice “ se avessi avuto una esperienza prolungata della psicoanalisi, mi ci sarei attaccato, fissato……non avrei avuto la necessaria velocità e la distanza per volteggiare con questa libertà in mezzo a queste questioni..” . François Jullien concepisce quindi  questo saggio tra la lettura di Freud e la frequentazione del pensiero cinese cercando di produrre del tra fra di loro. Il risultato di questo confronto e …

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laggiu nel profondo

Laggiù nel profondo: recensione di M. G. Vassallo Torrigiani 🗓

A. Marzi e F. Ricci, Laggiù nel profondo. Mondo letterario e mondo psicoanalitico in Lehane, McCarthy, Schintzler, Serrano, Tobino, Nuova Immagine Editrice, Siena, 2017. “Probabilmente, noi e lui, attingiamo alle stesse fonti, lavoriamo sopra lo stesso oggetto, ciascuno di noi con un metodo diverso, e la coincidenza dei risultati sembra costituire la garanzia che abbiamo entrambi lavorato in modo corretto” (S. Freud, 1906, p.333). Così scriveva Freud nella Gradiva, esprimendo la sua ammirazione nei confronti di poeti e scrittori e riconoscendo loro la straordinaria capacità di aver intuito l’esistenza dell’inconscio, in qualche modo scoprendolo prima della psicoanalisi. Riteneva che essi, rivolgendo l’attenzione alla propria interiorità, attraverso le loro opere erano riusciti a dare forma espressiva alla dimensione inconscia dell’esperienza, senza aver avuto bisogno di conoscerne le “leggi” che “si trovano contenute nelle [loro] opere”; mentre invece lo psicoanalista dovrà faticosamente, con studio e applicazione, rintracciare “queste leggi analizzando le [loro] opere poetiche, così come le ricaviamo dai casi di malattia reale”. Freud, e tutta una tradizionale metodologia di analisi letteraria che a lui si richiama, …

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Immersioni a varia profondità

Andrea Marzi Commento a La stanza profonda. Romanzo di Vanni Santoni Laterza Solaris, Bari, 2017 . Sono molti i pensieri e gli stati d’animo che sorgono alla lettura di questo nuovo libro di Vanni Santoni. Ci sarebbero molte cose da dire anche sul piano strettamente letterario, ma ragioni di spazio e “di incarico” mi inducono a focalizzare l’attenzione su aspetti che generino qualche riflessione psicoanalitica. Ci sono due caratteristiche che mi hanno colpito subito: la prima riguarda la (ri)scoperta di una condizione ludico-immersiva ante litteram che emerge dai Giochi di Ruolo (GDR) a tavolino e che si espanderà esponenzialmente coi videogiochi, a testimonianza che immersione, personaggi fittizi, avatar e via dicendo non sono sorti dal nulla in Internet, bensì si radicano in esperienze precedenti e si trasformano acquisendo dimensioni via e via preponderanti nel tempo. Il videogioco (o condizioni simili che richiedano immersività in ambienti digitali) incrementa e macropantografa quindi caratteristiche già esistenti. Le facce concentrate sulla possibilità di tessere un mondo che possa esistere “nello spazio mentale condiviso” fa riflettere proprio sul continuum tra …

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“OSPITI STRANIERI”.

Un presente che lavora il presente e la possibilità di un’isola.   In questo Non-resoconto tenterò di dire qualcosa di ciò che si è sedimentato in me in seguito alla partecipazione al Convegno “La psicoanalisi interprete del tempo presente” (Roma,  17-18-19 febbraio 2017) organizzato dalla rivista Psiche e dall’UFR Ètudes Psychanalytiques dell’Università Paris Diderot (Paris 7).   Perché iniziare con un “non”? Per la prima immagine che è arrivata a me dell’iniziativa quando essa ha cominciato a circolare nei limen, interni ed esterni, di cui è fatta anche la psicoanalisi in fieri, in costruzione o in giacenza, psicoanalisi che quando le cose funzionano è sempre in cerca di nuove forme, inquieta e a tratti, perché no, necessariamente anche inquietante.   Un No dunque “per” la psicoanalisi.   Per la pensabilità e la messa in moto di un lavoro psichico, anche là dove siamo ben oltre il principio di piacere e siamo costretti a pensare e ad interrogarci su qualcosa che sembra la materializzazione della distruttività demoniaca, inarrestabile. Prendo spunto da quest’ultimo aspetto per ricordare le due anime/sottotitoli del Convegno, tra loro anche in tensione: …

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IL PICCOLO REGNO

Wu Ming 4 Bompiani, Milano, 2016 “Quello che ci spaventa da bambini, ci spaventa per sempre” È la frase che compare alla fine della premessa de “Il piccolo regno”, libro di Wu Ming 4, uno dei membri del collettivo Wu Ming (fra i loro molti bellissimi titoli mi piace ricordare “Manituana” e “L’armata dei sonnambuli”). Quello che ci spaventa da bambini, ci spaventa per sempre, questo il cuore di un libro sorprendente, che potrebbe apparire ad un distratto letteratura per ragazzi, e forse in fondo lo è, come lo sono “L’isola di Arturo” o “Il Barone rampante” però. Storie universali, che cercano di cogliere il momento nel quale lo sguardo cambia, e le cose sembrano trasformarsi davanti ai nostri occhi (o forse siamo noi che le guardiamo per la prima volta, dopo averle a lungo viste senza potercene accorgere?). È un libro che apre numerosi piani di lettura. Io sceglierò quello del rapporto con il passato, con il “tempo che non passa” come lo chiamava Pontalis, che pare rincorrerci da sempre, da prima ancora che …

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dove-troverete-un-altro-padre-come-il-mio

Dove troverete un padre come il mio

Rossana Campo (2015)  Ed. Ponte Alle Grazie  Premio Strega Giovani 2016 Recensione a cura di Enza Quattrocchi  Leggendo il libro di Rossana Campo, mi sono resa conto ben presto che nasconde ben altro sotto le mentite spoglie di un libro autobiografico e che raccoglie le vicende di una famiglia con un padre “sballato e inaffidabile, sicuramente simpatico” Renato, (il suo nome è ripetuto infinite volte nel testo) e una madre, Concetta, bella, virtuosa, intelligente, il vero pilastro dell’incerta famiglia nel suo precario abituro. Accedevo alla lettura con una certa diffidenza per i romanzi autobiografici tout court. Eppure di narrazione è fatta la mia vita professionale, ma di altra narrazione dove il “qui e ora” si trasforma, al cospetto di un terzo, in un percorso di ricongiungimento dell’”ora con l’allora”, senza la pacificazione consolatoria del vogliamoci tutti, bene. Invece, leggendo “Dove troverete un altro padre come il mio”, mi sono piacevolmente imbattuta in qualcosa di simile. Più che di un racconto si tratta della riappropriazione di un’identità contrastata. Potrei parlare di padri e del loro ruolo …

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