Tutti gli articoli della categoria: Rubriche

Muri da attraversare. Confini da esplorare

Muri da attraversare, confini da esplorare Mura, confini, passaggi, i paesaggi umani, tuttora, costruiscono costantemente barriere e confini, e i paesaggi interni, psichici riflettono un non dissimile confondersi di contatti e disconnessioni, di difese, forclusioni, fusioni e tentativi di integrazione. Da sempre l’uomo ha costruito mura per disegnare la realtà, da sempre un confine ha segnato il luogo immaginato del non ritorno, da sempre il tentativo di aggirare quel muro, di attraversarlo di ridisegnarlo, ha accompagnato il procedere del pensiero. E’ attorno a questa tematica che si intersecano diversi interventi di questo autunno sul sito del Centro Psicoanalitico di Firenze. Le mura sono quelle che costituivano il confine attorno all’area di San Salvi, un muro abbattuto negli anni dell’entrata in vigore della legge 180, a conquistare con fatica, contraddizioni, rotture, un contatto possibile con la realtà esterna. Di quell’esperienza e delle sue caratteristiche nell’area fiorentina ci parlano gli interventi di Giuseppe Saraò, Enza Quattrocchi e Bianca Pananti. Lo sguardo di due operatori che come giovani psichiatri hanno vissuto quei cambiamenti e quello di una psicoterapeuta …

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La legge 180 a Firenze. Il Centro Attività Espressive la Tinaia

Centro Attività Espressive La Tinaia/Associazione La Nuova Tinaia Onlus   Via di S. Salvi 12- 50135 Firenze – tel. 055-6933578  fax 055-6933901 latinaia@asf.toscana.it   www.latinaia.org 1975, Ospedale psichiatrico fiorentino Vincenzo Chiarugi: riprendendo un’esperienza rivolta ai ricoverati realizzata tra il ’64 e il ’72,  viene riaperto, nei locali della casa colonica in cui si era sviluppato precedentemente, il Centro Attività Espressive La Tinaia. È l’iniziativa di un’equipe di operatori e in particolare l’impegno di due infermieri – ceramista l’uno, maestro d’arte l’altro – che consente il riavvio delle attività, lavorazione della creta e ceramica in una prima fase a cui si aggiungono, successivamente, il disegno e la pittura. Sullo sfondo dei radicali processi di revisione e critica dei modelli dominanti messi in moto dai movimenti degli anni ’70 e nel generale clima di fermento e di impegno civile che attraversano la società, La Tinaia degli inizi, ponendosi “all’interno di una prospettiva di lavoro antiistituzionale”  rappresenta di fatto una palese rottura della logica custodialistica e repressiva che imperniava l’istituzione psichiatrica fino alla riforma del 1978 (legge 180). …

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Pananti B. Col nome del delirio. La legge 180 a Firenze

Col nome del delirio Storia di un manicomio, una memoria recuperata Bianca Pananti, psicoterapeuta di gruppo, dal 2003 lavora in ambito della salute mentale adulti, ( progetti sulla narrazione autobiografica e sulla memoria collettiva). Collabora con vari enti ed associazioni in cui la ricerca artistica si sposa con quella clinica e terapeutica.  Quando nel 2008 coordinavo le “case famiglia”, per la Salute Mentale del Quartiere 2 di Firenze, il dott. Giuseppe Saraò mi chiese di raccogliere le storie di quei pazienti che erano stati ricoverati in manicomio e di cui si erano perdute le cartelle cliniche. La ricerca evidenziò grosse lacune non soltanto nella memoria dei singoli pazienti, ma anche e soprattutto nella storia generale del manicomio.      Anni dopo partecipando al trasferimento di questi stessi pazienti in strutture definite “a vita”, dove avrebbero vissuto l’ultima parte della loro esistenza, sentii l’esigenza di ricomporre la storia del manicomio attraverso le testimonianze di chi l’aveva vissuta in prima persona, e di colmare quel vuoto di memoria che adesso mi appariva un’intollerabile mancanza, un buco nero …

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Quattrocchi V. Maggio 180. La legge 180, una vicinanza scomoda, una rivoluzione culturale. La legge 180 a Firenze

Maggio 1978: La legge 180, una vicinanza scomoda, una rivoluzione culturale, sociale e sanitaria che ancora incuriosisce il mondo intero. Vincenza Quattrocchi, Psichiatra Psicoanalista (membro ordinario SPI). Già Direttore DSM ASL 11 Regione Toscana Empoli Il titolo esprime in sintesi ciò che, in base alla mia esperienza, è stato quel momento e ciò che ancora vuol dire. Apparentemente la legge arrivò improvvisa dall’oggi al domani, ma in realtà c’erano tutte le premesse affinché ciò divenisse una realtà, il clima culturale da anni si esprimeva attorno alla messa in discussione delle istituzioni e certamente un uomo, un medico, uno psichiatra, Franco Basaglia (“..i manicomi non si cambiano si distruggono”), è stato una geniale espressione dell’epoca. Mi colloco nella storia dei servizi toscani da me raggiunti nel 1976, dopo una breve ma intensa esperienza emiliana presso un Centro che si era costituito, fondando le sue basi sui presupposti del movimento basagliano di quei tempi. Gli ospedali Psichiatrici negli anni avevano perso ogni funzione terapeutica e le pessime condizioni dei ricoverati erano il frutto della collusione tra gli aspetti più …

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Saraò G. La soggettività degli ultimi. La legge 180 a Firenze

La  soggettività degli ultimi e l’esperienza torrentizia della 180  Giuseppe Saraò, psichiatra, psicoanalista, membro ordinario SPI, presidente Centro Psicoanalitico di Firenze. Già responsabile Servizio Salute Mentale Adulti Quartiere 2, Firenze. La legge 180 e il pensiero di Basaglia hanno rappresentato una rottura dalla quale è nata un’esperienza complessa, fatta di luci e di ombre. Una profonda trasformazione non solo della assistenza psichiatrica ma anche della cultura della società: qualcosa di profondamente nuovo che oggi possiamo indicare, senza cadere nella retorica, come la ricerca e la costante valorizzazione della soggettività dei nostri pazienti. L’esperienza di rottura della 180 è stata un’onda lunga che ha travolto la fortezza del manicomio partendo dagli ultimi, i più matti, i più poveri, spesso dimenticati: tutti quei pazienti su cui la psichiatria ufficiale si dichiarava impotente. Pazienti gravi e fortemente regrediti che avevano perso la dignità di esseri umani e che proprio nei sintomi, nelle stereotipie e bizzarrie portavano incisi sul proprio corpo i residui di una soggettività che si manifestava, protestava e resisteva; occuparsi di questi pazienti dimenticati significava valorizzare …

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Il nuovo sito

Il sito del Centro Psicoanalitico di Firenze si rinnova. Il desiderio è quello di creare uno spazio plurale, in dialogo aperto con linguaggi e realtà culturali differenti, mantenendo la ricchezza di contenuti raccolti e diffusi in questi anni. Speriamo di continuare ad essere un luogo di scambio per chi è interessato alla psicoanalisi e alle sue tante declinazioni (teoriche, cliniche, culturali), un luogo di pensiero libero, molteplice, in ascolto. Vorremmo instaurare un dialogo sui temi e sulle questioni che la contemporaneità ci pone, provare a funzionare come una bussola per rintracciare dialoghi, contraddizioni, storie. In questo senso proveremo a porci “in ascolto” di quello emerge, non solo nelle produzioni teoriche della psicoanalisi classica e contemporanea e nelle domande infinite che la realtà suscita nel lavoro clinico, ma anche nella letteratura, nel cinema, nella realtà tutta, che rifiuta sempre di assoggettarsi ai nostri tentativi di appropriazione, che rivendica la propria invincibile molteplicità. Se il sito continuerà ad informare sulle iniziative del Centro Psicoanalitico di Firenze in Toscana, e proporrà le relazioni presentate agli eventi, consolidando così …

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Giovanni Hautmann. Un maestro della psicoanalisi

Ricordo di Giovanni Hautmann Martedì 10 ottobre ci ha lasciato Giovanni Hautmann. L’Esecutivo del Centro Psicoanalitico di Firenze, esprimendo il dolore di tutti i soci, ricorda con affetto e riconoscenza uno dei suoi fondatori ed un maestro della psicoanalisi italiana. Per molti di noi è stato uno psicoanalista dallo sguardo acuto e curioso, attento e rigoroso; una presenza appassionata e generosa che ci ha accompagnato nel tempo. Un pensatore raffinato con una grande disponibilità e sensibilità all’ascolto dell’altro. Dal 1963 psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana, di cui è stato presidente dal 1986 al 1990, profondo conoscitore del pensiero di Bion, che ha interpretato con creatività, autore di importanti contributi sulla funzione analitica e sulla dimensione gruppale della mente. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: Il mio debito con Bion (Borla,1999), La psicoanalisi tra arte e biologia (Borla,1999), Funzione analitica e mente primitiva (ETS, 2002). I suoi seminari sono stati raccolti a cura di A. Brignone nel volume I seminari analitici di gruppo di Giovanni Hautmann (ETS, 1999). Ci piace ricordarlo con un bellissimo estratto da Funzione analitica e mente primitiva in cui racconta la sua psicoanalisi, intrecciata strettamente e …

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In ricordo di Stefania Manfredi Trillazzi (In ricordo, 6 luglio 2015)

Il Centro Psicoanalitico di Firenze dice addio a Stefania Turillazzi Manfredi che si è spenta a Firenze, nella sua casa in Via delle Campora, il 6 luglio 2015. Stefania Turillazzi Manfredi è stata una figura di spicco della psicoanalisi italiana. Analista con funzioni di training, ha formato decine di allievi nei seminari dell’Istituto Nazionale di Training e in gruppi di supervisione. La trasmissione della psicoanalisi alle nuove  generazioni l’ha appassionata e cimentata. Era consapevole dell’importanza di sviluppare una concettualizzazione teorica delle nuove esperienze della clinica. Il suo pensiero è sempre stato orientato nella direzione della ricerca e del superamento delle barriere alla comunicazione con le aree psichiche meno accessibili. Nata a Grosseto il 20 giugno 1929, si era laureata in Medicina specializzandosi in psicologia. Si era formata a Roma, in analisi con Emilio Servadio e in supervisione con Nicola Perrotti. Nel 1959, a soli trent’anni, era entrata a far parte della SPI che era una Società relativamente piccola. Dal 1972 al 1976 è stata Segretario Scientifico del Centro Psicoanalitico di Firenze e dal 1982 al …

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Benedetta Guerrini Degl’Innocenti ci parla di Sandra Filippini

Benedetta Guerrini Degl’Innocenti ci parla di Sandra Filippini Sandra Filippini è stata una psicoanalista che ha saputo coniugare rigore metodologico e spirito di ricerca, uniti ad una non comune capacità di intercettare quelle tensioni del pensiero che di lì a breve si sarebbero coagulate in questioni concettuali fondamentali per la psicoanalisi. I suoi lavori sul precosncio, sull’enactment e sul concetto di interazione, scritti a quattro mani con Maria Ponsi, sono ancora oggi un punto di riferimento per la comunità psicoanalitica. Ma soprattutto Sandra era abitata da una forte tensione etica che le faceva affermare “che la nostra professione di psicoanalisti non possa andare disgiunta da una attenta considerazione degli aspetti etici se crediamo, con Freud, nel valore terapeutico della verità”. E questa tensione etica l’ha spinta, negli ultimi dieci anni della sua vita, troppo prematuramente chiusa a 57 anni, a impegnarsi come consulente-supervisore dell’associazione Artemisia, Centro contro la violenza verso le donne e i minori. Sandra riteneva che gli aspetti etici diventano importanti, anzi cruciali, proprio quando abbiamo a che fare con situazioni di abuso …

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In ricordo di Stefania Turillazzi Manfredi

In ricordo di Stefania Turillazzi Manfredi  Il Centro Psicoanalitico di Firenze dice addio a Stefania Turillazzi Manfredi che si è spenta a Firenze, nella sua casa in Via delle Campora, il 6 luglio 2015. Stefania Turillazzi Manfredi è stata una figura di spicco della psicoanalisi italiana. Analista con funzioni di training, ha formato decine di allievi nei seminari dell’Istituto Nazionale di Training e in gruppi di supervisione. La trasmissione della psicoanalisi alle nuove  generazioni l’ha appassionata e cimentata. Era consapevole dell’importanza di sviluppare una concettualizzazione teorica delle nuove esperienze della clinica. Il suo pensiero è sempre stato orientato nella direzione della ricerca e del superamento delle barriere alla comunicazione con le aree psichiche meno accessibili. Nata a Grosseto il 20 giugno 1929, si era laureata in Medicina specializzandosi in psicologia. Si era formata a Roma, in analisi con Emilio Servadio e in supervisione con Nicola Perrotti. Nel 1959, a soli trent’anni, era entrata a far parte della SPI che era una Società relativamente piccola. Dal 1972 al 1976 è stata Segretario Scientifico del Centro Psicoanalitico …

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