Tutti gli articoli della categoria: Territori, esplorazioni

La legge 180 a Firenze. Il Centro Attività Espressive la Tinaia

Centro Attività Espressive La Tinaia/Associazione La Nuova Tinaia Onlus   Via di S. Salvi 12- 50135 Firenze – tel. 055-6933578  fax 055-6933901 latinaia@asf.toscana.it   www.latinaia.org 1975, Ospedale psichiatrico fiorentino Vincenzo Chiarugi: riprendendo un’esperienza rivolta ai ricoverati realizzata tra il ’64 e il ’72,  viene riaperto, nei locali della casa colonica in cui si era sviluppato precedentemente, il Centro Attività Espressive La Tinaia. È l’iniziativa di un’equipe di operatori e in particolare l’impegno di due infermieri – ceramista l’uno, maestro d’arte l’altro – che consente il riavvio delle attività, lavorazione della creta e ceramica in una prima fase a cui si aggiungono, successivamente, il disegno e la pittura. Sullo sfondo dei radicali processi di revisione e critica dei modelli dominanti messi in moto dai movimenti degli anni ’70 e nel generale clima di fermento e di impegno civile che attraversano la società, La Tinaia degli inizi, ponendosi “all’interno di una prospettiva di lavoro antiistituzionale”  rappresenta di fatto una palese rottura della logica custodialistica e repressiva che imperniava l’istituzione psichiatrica fino alla riforma del 1978 (legge 180). …

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Pananti B. Col nome del delirio. La legge 180 a Firenze

Col nome del delirio Storia di un manicomio, una memoria recuperata Bianca Pananti, psicoterapeuta di gruppo, dal 2003 lavora in ambito della salute mentale adulti, ( progetti sulla narrazione autobiografica e sulla memoria collettiva). Collabora con vari enti ed associazioni in cui la ricerca artistica si sposa con quella clinica e terapeutica.  Quando nel 2008 coordinavo le “case famiglia”, per la Salute Mentale del Quartiere 2 di Firenze, il dott. Giuseppe Saraò mi chiese di raccogliere le storie di quei pazienti che erano stati ricoverati in manicomio e di cui si erano perdute le cartelle cliniche. La ricerca evidenziò grosse lacune non soltanto nella memoria dei singoli pazienti, ma anche e soprattutto nella storia generale del manicomio.      Anni dopo partecipando al trasferimento di questi stessi pazienti in strutture definite “a vita”, dove avrebbero vissuto l’ultima parte della loro esistenza, sentii l’esigenza di ricomporre la storia del manicomio attraverso le testimonianze di chi l’aveva vissuta in prima persona, e di colmare quel vuoto di memoria che adesso mi appariva un’intollerabile mancanza, un buco nero …

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Quattrocchi V. Maggio 180. La legge 180, una vicinanza scomoda, una rivoluzione culturale. La legge 180 a Firenze

Maggio 1978: La legge 180, una vicinanza scomoda, una rivoluzione culturale, sociale e sanitaria che ancora incuriosisce il mondo intero. Vincenza Quattrocchi, Psichiatra Psicoanalista (membro ordinario SPI). Già Direttore DSM ASL 11 Regione Toscana Empoli Il titolo esprime in sintesi ciò che, in base alla mia esperienza, è stato quel momento e ciò che ancora vuol dire. Apparentemente la legge arrivò improvvisa dall’oggi al domani, ma in realtà c’erano tutte le premesse affinché ciò divenisse una realtà, il clima culturale da anni si esprimeva attorno alla messa in discussione delle istituzioni e certamente un uomo, un medico, uno psichiatra, Franco Basaglia (“..i manicomi non si cambiano si distruggono”), è stato una geniale espressione dell’epoca. Mi colloco nella storia dei servizi toscani da me raggiunti nel 1976, dopo una breve ma intensa esperienza emiliana presso un Centro che si era costituito, fondando le sue basi sui presupposti del movimento basagliano di quei tempi. Gli ospedali Psichiatrici negli anni avevano perso ogni funzione terapeutica e le pessime condizioni dei ricoverati erano il frutto della collusione tra gli aspetti più …

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Saraò G. La soggettività degli ultimi. La legge 180 a Firenze

La  soggettività degli ultimi e l’esperienza torrentizia della 180  Giuseppe Saraò, psichiatra, psicoanalista, membro ordinario SPI, presidente Centro Psicoanalitico di Firenze. Già responsabile Servizio Salute Mentale Adulti Quartiere 2, Firenze. La legge 180 e il pensiero di Basaglia hanno rappresentato una rottura dalla quale è nata un’esperienza complessa, fatta di luci e di ombre. Una profonda trasformazione non solo della assistenza psichiatrica ma anche della cultura della società: qualcosa di profondamente nuovo che oggi possiamo indicare, senza cadere nella retorica, come la ricerca e la costante valorizzazione della soggettività dei nostri pazienti. L’esperienza di rottura della 180 è stata un’onda lunga che ha travolto la fortezza del manicomio partendo dagli ultimi, i più matti, i più poveri, spesso dimenticati: tutti quei pazienti su cui la psichiatria ufficiale si dichiarava impotente. Pazienti gravi e fortemente regrediti che avevano perso la dignità di esseri umani e che proprio nei sintomi, nelle stereotipie e bizzarrie portavano incisi sul proprio corpo i residui di una soggettività che si manifestava, protestava e resisteva; occuparsi di questi pazienti dimenticati significava valorizzare …

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