Pontormo Jacopo Carucci Pontorme Empoli 1494-Firenze 1557Pontormo e Rosso Fiorentino.

Divergenti vie della “maniera”.
8 Marzo – 20 Luglio 2014, Palazzo Strozzi, Firenze.


Una psicoanalista in visita alla mostra - Commento di Maria Grazia Vassallo

La Visitazione di Carmignano, dipinta dal Pontormo intorno al 1528 e oggetto di una “rivisitazione” in slow motion nel 1995, da parte del videoartista americano Bill Viola, è forse non  caso l’immagine-manifesto di questa mostra fiorentina.

Pontormo e Rosso furono definiti dal Vasari come i pittori della “maniera moderna”, in quanto introdussero ardite innovazioni compositive e cromatiche nei consolidati canoni artistici del primo ’500. Il video di Bill Viola, ispirato al dipinto del Pontormo, non solo è espressione di un dialogo creativo tra passato e presente, ma è anche testimonianza dell’incessante aprirsi dell’arte al nuovo, là dove Viola mostra di riuscire ad utilizzare le “moderne” tecnologie dell’immagine con risultati espressivi di intensa poeticità.

Rosso e Pontormo, nati entrambi nel 1494 in Toscana, a pochi chilometri l’uno dall’altro, si incontrarono come giovani allievi nella bottega di Andrea del Sarto. Stanza dopo stanza, l’affascinante percorso della mostra si sviluppa accostando e confrontando le loro opere: dagli affreschi nel Chiostro della Santissima Annunziata, attraverso i dipinti di soggetto sacro, le pale d’altare, i ritratti e i disegni, seguiamo il progressivo divergere dei loro esiti espressivi. Diversi per personalità – bizzarro e ipocondriaco il Pontormo, colto e riflessivo il Rosso – li dividono anche le scelte in campo politico – schierato con i Medici e radicato a Firenze l’uno, girovago per l’Italia l’altro, che concluse la sua vita a Fontainebleau come pittore di corte di Francesco I.

E tuttavia, al di là di tutto, i due sono accomunati da una condivisa insofferenza verso gli statici equilibri classici, e dalla spregiudicatezza con cui esplorano soluzioni nuove ed originali. Luci irreali e colori mai visti, di una tersa luminosità quasi onirica; espressioni dei volti realistiche o trasognate; gesti esaltati e concitati o illanguiditi;torsioni di membra e di corpi, turbinare di vesti e panneggi.

La definirei una sublime pittura dell’emozione, di quel movimento interno che ci afferra, ci trasporta, ci muove e ci commuove.

Nella Visitazione  di Pontormo, soggetto del dipinto è l’episodio biblico dell’incontro tra l’adolescente Maria, in attesa di un figlio il cui immacolato concepimento le è stato annunciato da una creatura sovrannaturale, ed Elisabetta, un’anziana parente che nonostante la tarda età sta anche lei per diventare madre per la prima volta – il bambino sarà Giovanni Battista.

Su uno sfondo architettonico essenziale, raddoppiate da due figure femminili dallo sguardo fisso –mostrate frontalmente – Maria ed Elisabetta sono raffigurate di profilo: due corpi in cui palpita una vita si avvicinano in un morbido intreccio di braccia, lo sguardo trepido di Maria e quello dolce di Elisabetta si incontrano con intensa concentrazione, i panneggi rigonfi delle vesti di entrambe si toccano squillando di incredibili rosa, azzurro, arancio, verde.

C’è l’impressione di un movimento fluido come di danza, un’emozione sospesa in una specie di fermo immagine.

In The Greeting, presentato alla Biennale di Venezia del 1995, Bill Viola ha usato questo quadro come punto di partenza per il suo lavoro. I motivi compositivi e cromatici del video riprendono sostanzialmente il dipinto di Pontormo, anche se le donne sono tre e abbigliate con vesti più moderne. Con  la tecnica della slow motion, 45 secondi di girato vengono espansi fino a durare 10 minuti, e questo consente di assistere al dispiegarsi della mimica delle emozioni in tutte le più minute sfumature.

Viola “anima” l’immagine, introducendovi il tempo e il movimento. Si dipana un prima e un dopo dell’incontro tra le due donne: la donna anziana sta parlando con un’altra donna, quando si accorge dell’arrivo di qualcuno che conosce; si salutano gioiosamente, poi la nuova arrivata  si allontana.  Mentre la giovane si avvicina festosa e sussurra qualcosa all’orecchio della più anziana, una folata di vento muove gli abiti e la luce cambia, quasi a rappresentare plasticamente l’emozione suscitata dall’incontro, dalla rivelazione, un’emozione che trasforma lo stato mentale e la percezione dell’atmosfera e dell’ambiente intorno.

Lo spettatore del video assiste ad una narrativa emozionale che avvince per intensità e forza espressiva. L’incontro in cui una giovane donna affida la gioia ed il turbamento per il suo segreto alla commossa accoglienza di una donna più matura, diventa quasi una metafora fuori dal tempo e dalla storia, riuscendo ad evocare in ognuno l’esperienza emotiva della condivisione di una gioia o di un’inquietudine, del conforto e della rassicurante dolcezza dell’abbraccio di un’altra mente capace di accogliere e contenere.

Maria Grazia Vassallo Torrigiani

Ecco alcuni secondi di The Greeting