Tutti gli articoli della categoria: Recensioni

Almudena Grandes, La figlia ideale, ED. Guanda, 2020 di Rossella Vaccaro

  Perché in un sito che parla e racconta di psicoanalisi trova spazio una sezione dedicata ai libri di narrativa? Perché pensiamo che leggere un libro sia, come per chi intraprende un percorso psicoanalitico, accingersi a un viaggio che aumenta la conoscenza del mondo, ma anche di sé e degli altri. Leggere aiuta a pensare e arricchire la propria mente, stimola domande e immaginazione. Si legge per conoscere, per sapere scrivere, per tenere lontano il mondo esterno ma anche per osservarlo più da vicino, per immergersi come in un sogno o per incontrare nuove e sconosciute realtà. Chi legge vive più vite, ne incontra molte altre e conosce meglio la propria. Infine, i libri possono essere alleati fedeli e discreti della quotidianità e leggere può costituire un efficace antidoto contro le avversità della vita. Buona lettura. Questa sezione è dedicata ai romanzi. Girovagando virtualmente tra gli scaffali della libreria, ecco i consigli di lettura di Rossella Vaccaro.   Almudena Grandes, sessanta anni, scrittrice affermata, è stata definita dal premio Nobel Mario Vargas Llosa come una …

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LA CURA PSICOANALITICA CON BAMBINI,ADOLESCENTI E GENITORI. Un modello possibile nei servizi di Maurizio Stangalino

Con un Seminario inedito di D. Meltzer e M. HarrisPrefazione di Anna Ferrutadi Maurizio StangalinoMilano : Franco Angeli 2021 Le ricerche più attuali in neurofisiologia, Infant Research e psicoanalisi relazionale, offrono l’opportunità diriconfigurare un “modello possibile”, e realizzabile, di cura del disagio psichico nel contesto istituzionale deiServizi per l’età evolutiva, oggi sovraccaricati da un alto numero di richieste e spesso in grado di fornire solorisposte operative di riduzione dei sintomi o prassi cliniche standardizzate.L’autore presenta un modello “essenziale” di intervento, basato su una visione psicoanalitica della cura, chevalorizza la specificità evolutiva del trattamento e una dinamica relazionale trasformativa che coinvolgebambini, adolescenti, genitori, insegnanti. Diagnosi, terapia individuale, partecipazione attiva di tutti isoggetti, danno forma a un “prendersi cura” attento sia alla singolarità del caso sia al contributodell’ambiente, della scuola e della famiglia. L’interesse della proposta risiede anche nel “si può fare”.Il libro offre un interessante tragitto a partire da una rilettura critica di un Seminario inedito di D. Meltzer eM. Harris (a cui si aggiunge un contributo di Meg Harris Williams): viene ripercorso tutto lo sviluppo teoricoe …

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Sul masochismo. L’enigma della psicoanalisti. Riflessioni nella teoria, nella clinica e nell’arte. Recensione di Paola Freer

Si tratta di un volume molto ricco, che contiene un’ampia ed esaustiva riflessione sul masochismo a partire dalla concezione di Freud. Alla dettagliata esposizione della teoria freudiana sul masochismo segue una disamina della letteratura psicoanalitica veramente approfondita, con ampi richiami alla filosofia e riferimenti alle euroscienze. Il filone teorico principale preso in considerazione nel libro ha come autori di riferimento Freud, Laplanche e Lacan. Seguono a questa parte teorica un’ampia sezione dedicata alla clinica del masochismo e una sezione ricca di affascinanti incursioni nell’arte, in particolare la letteratura ma soprattutto il cinema, una forma artistica molto cara all’autrice. Infine c’è una sezione intitolata “Dal soggetto alla cultura”, che tratta del rapporto del masochismo col lavoro della cultura, il Kulturarbeit freudiano, fondato sulla rinuncia pulsionale, sulla sublimazione e sul masochismo. Nonostante la complessità e l’oscurità enigmatica dei concetti trattati, questo non risulta un testo ermetico, una qualità che rientra nello stile dell’autrice. Sul masochismo fa parte di una trilogia che comprende un testo sulla sublimazione, pubblicato nel 2015, un testo sulla pulsione di morte, del 2016, …

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Giovanni Hautmann e la passione del pensiero.Recensione a cura di Ilaria Sarmiento

Il libro “Giovanni Hautmann e la passione del pensiero”, nasce da una giornata di studio in suo ricordo e contiene i contribuiti  che Gabriela Gabbriellini, Arianna Luperini e Simona Nissim hanno curato e coordinato. Il libro “Giovanni Hautmann e la passione del pensiero”, nasce da una giornata di studio in suo ricordo e contiene i contribuiti  che Gabriela Gabbriellini, Arianna Luperini e Simona Nissim hanno curato e coordinato. Il libro “Giovanni Hautmann e la passione del pensiero”, nasce da una giornata di studio in suo ricordo e contiene i contribuiti  che Gabriela Gabbriellini, Arianna Luperini e Simona Nissim hanno curato e coordinato. Il libro “Giovanni Hautmann e la passione del pensiero”, nasce da una giornata di studio in suo ricordo e contiene i contribuiti  che Gabriela Gabbriellini, Arianna Luperini e Simona Nissim hanno curato e coordinato. Il libro “Giovanni Hautmann e la passione del pensiero”, nasce da una giornata di studio in suo ricordo e contiene i contribuiti  che Gabriela Gabbriellini, Arianna Luperini e Simona Nissim hanno curato e coordinato. Il libro “Giovanni Hautmann e …

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Valérie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori, ed. E/O, 2019 di Rossella Vaccaro

Valérie Perrin, nota sceneggiatrice e moglie del regista Claude Lelouch (Un uomo, una donna), è la protagonista di un vero e proprio caso editoriale, grazie al suo secondo libro[1], Cambiare l’acqua ai fiori. Il romanzo esce silenziosamente nell’estate del 2019, ma grazie al passaparola tra lettori e librai vende nel giro di un anno circa 180.000 copie, diventando un best seller internazionale e aggiudicandosi prestigiosi riconoscimenti letterari. La protagonista, Violette, sopravvissuta alla prova più dolorosa della vita, è la guardiana di un piccolo cimitero del Nord della Francia. L’insolito lavoro non la rattrista, anzi ama prendersi cura delle lapidi, dei fiori, degli animali, mentre intesse e protegge il dialogo tra vivi del paese e i morti che sorveglia. La capacità di lettura dell’animo umano con cui l’autrice tratteggia il personaggio di Violette trasforma ciò che inizialmente può apparire un racconto uniforme in una storia che, in un gioco quasi cinematografico, alterna costantemente più immagini e più voci, dando prova della lunga esperienza dell’autrice come fotografa di scena. La vita di Violette scorre con apparente semplicità, …

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La stanza dei sogni

Nella stanza dei sogni. Un analista e i suoi pazienti. Di Roberto Goisis. Recensione di Teresa Lorito

Parafrasando quello che dice l’autore stesso, Nella stanza dei sogni si legge come un romanzo, ma non è un romanzo; potrebbe essere un saggio, ma non lo è; potrebbe essere un compendio sulla teoria e tecnica della psicoanalisi, ma non ne ha la scansione, forse è un insieme di biografie, ma in realtà è un’autobiografia. Goisis scrive un libro che scompone tutti i generi letterari e li ricompone per creare un suo personalissimo modo di raccontare. La scomposizione e ricomposizione mi pare il tratto saliente del libro. La sua vita, la sua professione, la sua carriera, i suoi luoghi, i suoi pazienti, tutto è raccontato per brevi sequenze, tutto appare singolo, ma, invece, tutto è un coro che canta la sua passione per la vita, per le persone, per la psicoanalisi, per gli amici, per la sua famiglia, per i suoi pazienti. Dal giovane medico che si specializza al professionista affermato, passando attraverso delusioni, successi, sconforti, perdite e ritrovamenti. Descriverei il libro come un lavoro al telaio. La trama è una teoria del setting che …

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Un divano a Tunisi

Un divano a Tunisi Film diretto e sceneggiato da Manele Labidi Labbè (2020) Commento di Maria Pappa Un divano a Tunisi è un film molto avvincente, oltre che per l’acuta ironia che lo pervade, per la vasta portata dei temi trattati, che toccano ciascuno di noi in modo profondo e universale. Non a caso il film ha ottenuto il premio del pubblico alla mostra del cinema di Venezia. La commedia di Manele Labidi Labbè, esordiente regista franco-tunisina, che ha come attrice protagonista la bravissima Goldshifteh Farahani (a sua volta franco-iraniana), racconta il ritorno in patria, all’indomani della Primavera araba, di Selma  Derwich, una giovane psicoanalista, che decide di lasciare Parigi per aprire un proprio studio alla periferia di Tunisi, dove è nata e ha trascorso la propria infanzia. A Tunisi Selma vuole incoraggiare le persone ad aprirsi liberamente sul suo lettino, anche con l’intento di risollevare il morale dei suoi connazionali dopo lo shock della rivoluzione e la caduta di Ben Ali, ma deve scontrarsi con la diffidenza locale, con l’amministrazione passiva e con un poliziotto …

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Unorthodox commento di Rossella Vaccaro

Unorthodox (miniserie Netflix, 2020) Commento di Rossella Vaccaro Wiliamsburg, Brooklyn, New York, comunità hassidica Satmar, una delle più importanti degli Stati Uniti, nata all’inizio del 1900 in quella che oggi è Satu Mare, Romania, ma all’epoca Ungheria.  Una comunità di circa ottantamila persone che si contraddistingue per norme sociali rigorose, un antisionismo intransigente e composta di sopravvissuti alla Shoah e dai loro figli e nipoti. Una miniserie di Netflix di quattro puntate – la brevità è una scelta vincente – girata in inglese e in yiddish, diretta da Maria Schrader e sceneggiata da Anna Winger, Alexa Karolinski e Daniel Hendler. Una direzione quasi tutta al femminile, che facilmente si rintraccia nella sensibilità con cui sono raccontate le difficili vicende della giovane protagonista. La serie è liberamente ispirata alla biografia di Deborah Feldman, Unorthodox: The Scandalous Rejection of My Hasidic Roots, pubblicato negli USA nel 2012 (Ex ortodossa. Il rifiuto scandaloso delle mie origini chassidiche, ed. Abendstern, 2019), che  ha suscitato fin da subito un acceso dibattito.  Anni fa ebbi l’occasione di soggiornare nella Grande Mela …

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Cinema in Manifattura Richard Jewell

Pubblichiamo i commenti ai film presentati durante la sezione di Buio in sala Cinema e Psicoanalisi all’interno della rassegna estiva del Cinema Stensen alla Manifattura Tabacchi. Richard Jewell di Clint Eastwood (Usa 2019, 129′) Commento di Vincenza Quattrocchi      Tre giorni sull’altare, 88 sulla polvere Il regista racconta e rivisita una storia vera: durante le Olimpiadi del 1996 ad Atlanta, la guardia di sicurezza Richard Jewell, scopre una bomba, si pone con ostinazione affermando i suoi sospetti a dispetto della sottovalutazione dei vari addetti alla sicurezza. L’attentato per il suo gesto ha conseguenze ridotte rispetto alla possibile catastrofe: la morte di due persone e il ferimento di 111 partecipanti alla serata musicale. Clint dall’alto dei suoi lunghi anni di vita vissuta mette il dito su come il pregiudizio (questa è la sua lotta interiore) sia il motore di molte ingiustizie e soprusi. Ci dice come il rapporto tra massa e individuo e tra sistema e individuo, nel mondo contemporaneo, sia, molto sfavorevole per il singolo. Richard è un ragazzone oversize, ingenuo, candido nel suo …

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