Tutti gli articoli della categoria: Film

Film presentati

Cinema e Psicoanalisi – Firenze 2 dicembre 🗓

Lunedì 2 dicembre 2019 CINEMA ODEON FIRENZE ore 20.30   MANCHESTER BY THE SEA di Kenneth Lonergan (2016) versione italiana biglietto 10 euro   Presentano l’evento GLORIA GERMANI Odeon MARCO LUCERI Odeon STEFANIA NICASI Psicoanalista SPI CPF   Commento dopo la proiezione  a cura di CHIARA MATTEINI Psicoanalista SPI CPF MARCO LUCERI Odeon   Odeon 2 dicembre

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Blue my mind Spazio Uno Firenze 14 giugno 🗓

Wanted Cinema Patrocinio Società Psicoanalitica Italiana   Centro Psicoanalitico di Firenze Dialoghi Aperti Cinema e Psicoanalisi   Venerdì 14 giugno ore 21.20 Cinema Spazio Uno Via del Sole 10 Firenze   BLUE MY MIND un film di Lisa Brühlmann Interviene Chiara Matteini Premi: miglior film Festival di Zurigo, miglior Film nella sezione Alice Nella città della Festa del Cinema di Roma, Swiss Film Prize, nominato e candidato ad altri 14 premi. La quindicenne Mia trasloca con i genitori alle porte di Zurigo. Da sempre, la ragazza si sente a disagio all’interno della famiglia così da trovarsi spesso a domandare alla madre se sia stata adottata, ma senza mai ricevere risposta. Mentre vive l’adolescenza in modo piuttosto selvaggio, il suo corpo comincia a mutare… Una mutazione carnale, sporca, che in certi momenti ricorda, se non addirittura omaggia, quella avvenuta a Natalie Portman ne Il Cigno Nero di Darren Aronofsky. La regista Lisa Brühlmann esordisce con una storia mai scontata, che utilizza una cupa fantasia per portare nuova linfa in un genere che forse ne ha bisogno. Vincitore a Roma nella sezione Alice nella città, …

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“Ciak si gira” Siena ottobre – novembre 2018 🗓

Ciak si gira! Psicoanalisi al cinema Cinema Nuovo Pendola via S.Quirico, 13 Siena Da ottobre a novembre 2018 si svolgerà a Siena, presso la consueta sede del cinema “Nuovo Pendola” la decima edizione di incontri dal titolo “Ciak si gira”, imperniata sul rapporto fra Cinema e Psicoanalisi. L’evento è come sempre organizzato in collaborazione fra il Centro Psicoanalitico di Firenze e l’Associazione Senese di Psicoterapia Psicoanalitica, con il patrocinio del Comune di Siena.  La serie di incontri qui proposta, oramai giunta al dodicesimo anno, vedrà, come negli anni precedenti, la partecipazione di uno psicoanalista che assieme al pubblico guarda, ascolta e commenta un film, focalizzando la sua attenzione non solo sul film proiettato ma anche all’effetto che il film, e il suo commento al film, suscitano nel pubblico. Non si tratta cioè di spiegare l’opera cinematografica di turno dal punto di vista psicoanalitico né tanto meno di impartire una dotta lezione su un qualche argomento di psicoanalisi, ma piuttosto di favorire la percezione e l’ascolto degli echi interiori suscitati dalla visione stessa.  I film proiettati …

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Patrizia Bonanzinga: Spazi di Relazione.

Galleria Passaggi, Pisa, 8 Ottobre- 3 Dicembre 2016 Maria Grazia Vassallo   Bella, interessante e ricca di suggestioni la personale di Patrizia Bonanzinga, fotografa e instancabile viaggiatrice, i cui lavori hanno dato luogo a diverse esposizioni e pubblicazioni- anche internazionali- oltre ad essere presenti nelle collezioni della Galleria Nazionale e al MAXXI di Roma e di altre sedi pubbliche e private in Italia e all’estero. In mostra a Pisa una selezione di opere recenti, relative a tre distinti corpus di immagini che esplorano ciascuno luoghi differenti: il “sublime” naturale delle terre artiche (Groenlandia), gli spazi architettonici di antichi edifici eretti dai colonizzatori portoghesi in Mozambico (Nelle Mie Stanze), e contesti metropolitani contemporanei in America (The Big Data World). Bonanzinga si mette in relazione con questi spazi non con distacco documentaristico, bensì registrandone evocazioni, risonanze, interrogazioni, consegnandoci immagini animate da una complessità di trame emozionali e di senso che contengono molto più di ciò che mostrano, e sotterraneamente collegate da una riflessione sulla temporalità, e di conseguenza sulla memoria. “Io, fotografa, scatto principalmente con l’iPhone, come …

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Mad Men, recensione di Cecilia Ieri

http://eurostreaming.tv/mad-men/   Non sono un’appassionata di serie TV ma quando ho incontrato Mad Men non ho potuto evitare di guardarlo. Nella storia e nelle immagini c’era qualcosa. Quella che segue sarà una recensione necessariamente infedele, non sono un critico e la mia memoria, soprattutto inconscia, attingerà da alcune immagini-stimolo, residui nella mia mente, da usare come un gomitolo da srotolare per sviluppare dei pensieri. Quando ho pensato a qualcosa da recensire la prima cosa che mi è venuta in mente è stato Mad Men, una serie televisiva di qualità1 che mi è parsa seguita poco. La guardavo mentre si parlava molto di In Treatment mentre Mad Men rimaneva nell’ombra. Qualcosa nell’ombra e qualcosa che ha a che fare (anche) con le ombre. La psicoanalisi è un dialogo tra due persone oppure è qualcos’altro? Non è forse la presenza/assenza dell’analista, la sua particolare posizione – interna ed esterna – la precondizione necessaria che consente la messa in forma e il dispiegarsi di qualcosa che rimanda (anche) ad altro rispetto al qui e ora della relazione? Ho pensato …

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Monsieur Lazhar, recensione di Cristina Saottini

Regia di Philippe Falardeau Canada 2012 Candidato all’Oscar come miglior film straniero. Quando il film è uscito, ho avuto qualche perplessità nell’accogliere la proposta di vedere una pellicola canadese che raccontava la storia di una classe elementare in cui si era suicidata l’insegnante. Quando si dice: il mio pregiudizio e superficialità! Con mia sorpresa ho trovato il film meraviglioso, contemporaneamente duro e delicato, drammatico e lieve, un cristallo che riflette una luce che illumina in molte direzioni, una scatola cinese che quando credi di averne aperta una ne trovi un’altra. La cornice del film è la storia che va dalla morte di Martine, l’insegnante che s’impicca in classe, alla scena toccante in cui in un abbraccio un padre ritrova una figlia perduta e una figlia un padre che non c’era. E dentro questa cornice c’è un quadro di grande ricchezza. Évelyne de la Chenelière che interpreta la parte della mamma di Alice ed è quindi ben presente sul set, ha scritto la piéce teatrale da cui è stato tratto il film diretto da Philippe Falardeau. …

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The Lesson, Recensione di V. Quattrocchi

  A conclusione dell’undicesima rassegna Cinema e Psicoanalisi, frutto della collaborazione tra il Centro Psicoanalitico di Firenze e Stensen Cinema, sono stata invitata a commentare il film THE LESSON, un film Bulgaro che uscirà in Italia nel 2016. La rassegna 2015 ha consentito di sviluppare il tema sulla scuola, BUIO IN AULA appunto. Prima di addentrarmi nella breve riflessione sul film desidero esprimere qualche considerazione sul tema scuola. Se il potere motivante dell’insegnare descritto da Massimo Recalcati lo porta ad ipotizzare una scuola-Telemaco che vede un’empatica collaborazione tra docente e discente, contrapposta alla scuola Edipo ed alla scuola Narciso, è importante collocare questa indicazione nella nostra storia più recente. Osservo da tempo che l’aver ucciso il principio di autorità avrebbe dovuto aprire la strada all’autorevolezza che ognuno dovrebbe costruirsi a sua misura ed a misura altrui, ma la morte del principio di autorità ha messo in evidenza che questa operazione non è facile anche se non impossibile e che il principio di autorità di allora altro non era che un habitus, uno scudo per proteggere …

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La famiglia Belier

Commento di Enza Quattrocchi   Paula Bélier ha sedici anni e da quando è al mondo, è interprete e voce per la sua famiglia. Agricoltori della Normandia, i Bélier, sono sordi come il secondogenito. Paula, la loro primogenita intende e parla, ed è il loro tramite con il mondo: il Sindaco, il medico, il veterinario, e i clienti che al mercato acquistano i formaggi prodotti dalla loro azienda. Paula, divisa tra lavoro e liceo, scopre proprio a scuola grazie a un corso di canto facoltativo di avere una voce possente “una pepita nella gola”. Sostenuta e incoraggiata dal maestro di musica, s’iscrive al concorso canoro indetto da Radio France a Parigi. Paula vive tormentati momenti e nel dilemma se restare con la sua famiglia verso la quale sente la responsabilità d’essere l’unica udente o seguire la sua vocazione, cerca in segreto un compromesso impossibile. Ma con un talento così grande e con una famiglia sufficientemente buona, il sogno può diventare realtà. Incontrare la famiglia Belier porta quasi in simultanea a ridere, sorridere, piangere. Di quattro, …

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Her, commento di Andrea marzi

Her di Spike Jonze – 2014 Commento di Andrea Marzi Francamente si potrebbe scrivere molto a lungo su questo film, soprattutto perché potremmo trattare in parallelo due distinti binari esegetici: uno socio-antropologico, molto denso e interessante, l’altro puramente psicologico e segnatamente psicoanalitico, come si addice a questa serata.Certo binari paralleli ma con le famose “convergenze parallele” (absit iniura verbis): infatti i due piani si intersecano di continuo, e non potrebbe essere altrimenti. Il film ha quindi due ossature: quella della denuncia tecnologica e dell’inquietudine telematica, e quella della vicenda interiore e relazionale, che si confondono e un po’ confondono, scorrendo parallele ma anche interconnesse. Lo stile è alle volte un po’ troppo sentimentalistico, e alcuni critici (pochi, per la verità) hanno sottolineato che è un “ film di fantascienza innocuo e leccatissimo”, scambiato “ per una visione capace di raccontare le inquietudini contemporanee”…”. “…tanto successo con il minimo sforzo, quello di aver leggiucchiato su qualche rubrica di Wired la versione più o meno à la page del dibattito sulle perversioni possibili della tecnologia; aver saccheggiato …

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film

Riflessioni di Maria Grazia Vassallo sul Film di Samuel Becket

Film è un cortometraggio di circa 20 minuti, privo di sonoro. Una straordinaria narrazione visiva di un incubo paranoico in cui il protagonista è braccato da inseguitori per noi invisibili, disperatamente in fuga da ogni sguardo, da se stesso, dalla propria storia, fino a un colpo di scena finale in cui scopriamo che il “perseguitato” – che fino ad allora avevamo sempre visto di spalle o di tre quarti – e il persecutore – che si palesa solo in quel momento – hanno lo stesso volto, sono lo stesso individuo dall’occhio bendato. Come se si trattasse di una parte scissa del protagonista avvertita come entità estranea e minacciosa, che cerca di ricongiungersi a lui con la stessa implacabilità con cui è stata espulsa e dislocata all’esterno, in esseri animati e inanimati. La realtà esterna appare al protagonista come un universo popolato in ogni dove da minacciosi occhi da cui proteggersi, come infiltrata da duplicati/frammenti di ciò che è stato attaccato, fatto a pezzi ed espulso. Diremmo che l’occhio – il precettivo espulso – è bizzarramente …

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