Tutti gli articoli della categoria: Eventi

Bencini A. (2022) DIVENTARE PADRE. Sguardi sulla paternità interiore

Firenze, 15/1/2022 Come riproposto in un passo del libro, la storia del movimento psicoanalitico ha sempre visto nella figura paterna un ruolo fondante: dal padre come figura centrale nella vita mentale dell’individuo e della società (Freud, 1914), al padre che sostiene la diade madre-bambino (Winnicott, 1966), al padre visto come terzo specifico e processo in movimento. Al padre è stato sempre assegnato il ruolo di “terzo” rispetto alla diade madre-bambino, diventando promotore di quella discontinuità che separa il bambino dalla madre, che si interpone alla loro fusione, facendo sì che la madre sia madre e il bambino sia bambino. La funzione paterna ha assunto la funzione di porre il limite, il limite all’indistinto, all’anarchia, alle pulsioni permettendo a loro di acquistare una forma evolutiva e di accedere al pensiero. Come afferma Pellizzari, in molti miti dell’origine in principio vi è uno stato caotico, dove tutto è indifferenziato, privo di forma: “alla nascita naturale si innesta una dimensione simbolica, quella del riconoscimento, che nell’antichità si concretizzava con l’elevazione del figlio al cielo da parte del padre. …

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LACCI di Daniele Luchetti. Recensione di Vincenza Quattrocchi

Note sul film Lacci presentato alla Manifattura Tabacchi il16 luglio 2021 in occasione della rassegna BUIO IN SALA, frutto della collaborazione trala Fondazione Stensen e il Centro Psicoanalitico di Firenze.Non siamo nell’atmosfera di “Storia di un matrimonio,” ma neanche in quella di “La guerradei Roses”. Se nel primo l’amore espresso, nel tentativo di proteggere il figlio, è salvo, siapure nella separazione, nel secondo separarsi vuol dire distruggere insieme le cose amatee costruite in coppia, fino a morire e paradossalmente, condividere la sorte fatale.Il film Lacci, tratto dal romanzo omonimo di Domenico Starnone, con tre voci narrantiVanda, Aldo, Anna, è fedele e armonico rispetto al libro come può esserlo un film, conimmagini che dicono più degli asciutti dialoghi. In questo caso, la lettura del testocompleta la visione e non la confonde e, questo mio breve commento, risente sia dellavisione del film, che della lettura del libro.Le scene proposte dal regista tratteggiano con suggestione gli aspetti essenziali deltesto. Sappiamo che c’è stata una stretta collaborazione tra il regista e lo scrittore.Il racconto descrive un interno in cui …

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Programma scientifico 2022

Identificazioni/identità/identitario Soggetto e oggetto tra clinica e realtà SCARICA il programma scientifico in pdf GENNAIO Sabato 15 gennaio 10-13 Sulla paternità. Dialoghi a partire dal libro “Diventare padre sguardi sulla paternità interiore “ Giovedì 20 gennaio 21-23  Gruppi al lavoro Gruppo Malcontenti FEBBRAIO Giovedì 17 febbraio 21-23 Graziano Graziani La presenza e la persona dell’analista Giovedì 24 febbraio 21 Assemblea MARZO Giovedì 10 marzo 21-23 Sandra Maestro La formazione dello psicoanalista e delle identità analitiche: ulteriori riflessioni sul IV Pilastro Sabato 19 marzo 10-13 Presentazione libro Anna Maria Nicolò Rotture Evolutive Giovedì 24 marzo 21-23 Paolo Fabozzi APRILE Giovedì 7 aprile 21-23 Adriana Ramacciotti Identificazione alienante. Riflessioni a partire da un caso clinico. Il filo materno MAGGIO Giovedì 5 maggio 21-23 Andrea Bencini A proposito di Martina, una giovane donna in analisi. Un lutto e i suoi destini Giovedì 19 maggio 21-23 Gruppi al lavoro Consultazione 26/29 maggio Congresso Società Psicoanalitica Italiana GIUGNO Giovedì 9 giugno 21-23 Cecilia Ieri Sogno e melanconia SETTEMBRE Sabato 17 settembre 9.30-13.30 Il corpo. Clinica, storia, identità Fernanda Alfieri, Virginia …

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Diventare Padre. Sguardi sulla paternità interiore

15/01/2022 ore 10 – 12:30 Incontro su piattaforma ZOOM PRESENTAZIONE LIBRO A cura di: Laura MoriPrefazione di: Fiorella MontiPostfazione di: Giuseppe Nicoletti   INTERVENGONO: ANDREA BENCINI  (Psicoanalista SPI) PIETRO CLEMENTE (Antropologo) ISABELLA LAPI (Psicoterapeuta AFPP) ARIANNA LUPERINI (Psicoanalista SPI) RAFFAELLA TANCREDI (Psicoanalista SPI) coordina CHIARA MATTEINI    Iscrizioni: Invia una mail a cpf@spi-firenze.it con oggetto “Iscrizione 15 gennaio”   Scarica la locandina  

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Tancredi R. (2021), La psicoanalisi con bambini, adolescenti, genitori nei vari contesti di cura

Desidero ringraziare il collega Maurizio Stangalino per questo suo lavoro che offre a tutti noi  motivi di riflessione, che credo vadano anche  oltre lo specifico della cura psicoanalitica con i bambini.   Ed è per me particolarmente stimolante  potermi confrontare con lui , riconoscendo radici comuni pur con sviluppi forse  in direzioni diverse. La trascrizione del seminario condotto da Donald Meltzer e Martha Harris presso il servizio di NPI dell’indimenticata Marcella Balconi,   mi ha fatto rivivere l’esperienza dei miei anni formativi alla Fondazione Stella Maris di Pisa, dove tuttora lavoro e dove forse ho messo per la prima volta piede , non ancora laureata, studentessa del corso in npi tenuto dai professori Pfanner e Marcheschi alla facoltà di medicina,  proprio partecipando al primo “stage di psicoterapia infantile” tenuto in quella sede da Meltzer ed Harris nel luglio 1980. Leggere il seminario la cui trascrizione il collega ha collocato in apertura del suo libro  mi ha portato a chiedermi cosa rimane nel mio lavoro clinico in Istituzione di queste prime esperienze , tenendo presente che io lavoro …

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Da Pelo A. (2021), La psicoanalisi con bambini, adolescenti, genitori nei vari contesti di cura

Un modello possibile nei Servizi?   Ringrazio Maurizio e tutti i colleghi che hanno reso possibile il realizzarsi di questa giornata di confronto tra  psicoterapeuti, che a diverso titolo e in diversi luoghi lavorano e si interrogano sulle possibili estensioni della psicoanalisi nei servizi di Salute Mentale dell’età evolutiva. Credo che poterci trovare e pensare insieme ad un possibile paradigma di cura psicanalitica, in un momento storico in cui talvolta la psicanalisi è obsoleta, possa essere di grande sostegno a coloro che, nelle “trincee” dei servizi pubblici, cercano almeno di poter tenere un assetto di pensiero riflessivo, rispettoso di loro stessi come curanti e di coloro che domandano di essere curati nella loro interezza.  Nel suo libro Stangallino, nel “solco bioniano”, co-costruisce insieme al paziente (e al lettore) una rappresentazione onirica da veglia di tale possibile modello nella difficile realtà attuale dei servizi pubblici, sempre più in affanno a causa della carenza cronica di risorse (economiche e di personale) e per l’aumento esponenziale di richieste di cura.   Nel testo che segue, ho ripreso brevemente …

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Pappa M. (2021), La psicoanalisi con bambini, adolescenti, genitori nei vari contesti di cura

6 Novembre 2021 La cura psicoanalitica ritrovata Sulle psicoterapie psicoanalitiche Un Seminario inedito di Donald Meltzer e Martha Harris: “Qualcosa di psicoanalitico”   Nel ringraziarvi tutti, vi porgo il saluto di Anna Ferruta, che purtroppo oggi non può essere qui presente per la concomitanza con un altro impegno istituzionale, riportandovi il suo pensiero: “Penso che la psicoanalisi possa trovare setting pienamente validi nei contesti istituzionali dove diventa possibile utilizzare il suo potenziale di cura e di ricerca. Tale ricchezza della psicoanalisi è prevalentemente confinata negli studi professionali, e quindi può esprimersi in modo limitato, relativamente a certe patologie, e soprattutto non può accompagnare i momenti cruciali dello sviluppo psicofisico del bambino nell’ambiente. La proposta del modello di Maurizio Stangalino nasce da una ricca esperienza di frequentazione psicoanalitica e dal lavoro istituzionale in prima persona”. Il libro di Maurizio Stangalino, di recente pubblicazione, “La cura psicoanalitica con bambini, adolescenti e genitori. Un modello possibile nei Servizi” (2021), è un libro particolarmente prezioso nel panorama psicoanalitico contemporaneo, e si pone in continuità con un altro libro fondamentale, …

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Meterangelis G. (2021) Ascolto e pensiero clinico: incontro tra psicoanalisi e salute mentale

                                                                “ Possiamo  immaginare un                                                                                                     analista muto, ma non un                                                                    analista sordo”                                                                    Leopold Nosek  (cit da S. Akhtar)            In un lavoro pubblicato sull’IJPA nel 2005, Evelyne Schwaber, l’analista che più di altri ho posto l’attenzione al tema dell’ascolto in psicoanalisi si chiede:” Che cosa ascoltiamo, le modulazioni, le allusioni, i toni, le parole, o ciò che viene dopo? Che cosa succede dopo?” ed ancora “ In che modo ascoltiamo?” La sua risposta a queste domande è che ascoltiamo con le nostre convinzioni e con ciò che abbiamo imparato a vedere. Mi sembra che questo presupposto teorico non solo sia ancora pertinente ma ci mette nella condizione di considerare che i modi con cui ascoltiamo sono in relazione agli sviluppi teorici non solo della psicoanalisi ma anche di quella che è stata l’evoluzione dell’organizzazione dei Servizi psichiatrici territoriali e dei suoi modi di rapportarsi alla …

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Saraò G. (2021) Ascolto e pensiero clinico: incontro tra psicoanalisi e salute mentale

Introduzione La parola ascolto fa pensare alla musica, il canale sonoro come fonte di conoscenza privilegiata; stare nel suono è un’esperienza primordiale, è un patrimonio di ogni essere umano, pensiamo ai primi vagiti, allo scambio sonoro con chi ci ha accudito e ancora prima all’universo sonoro di un feto dentro la placenta. E’ una fenomenologia complessa che ci accompagna nella nostra vita, è un nostro modo di stare nel mondo che ci caratterizza continuamente, è un’impronta irrepetibile che parla di noi e della nostra storia personale. L’udire però è diverso dall’ascoltare, c’è bisogno di un buon udito per poter distinguere i materiali sonori, i rumori di sottofondo, i disturbi connessi all’atto dell’ascoltare: l’udire è soltanto il presupposto dell’ascoltare. Può capitarci nella vita quotidiana di parlare e non sentirci ascoltati. parlare non è sempre sufficiente e talvolta si parla ed usiamo la voce per occupare lo spazio di interazione con l’altro e noi sappiamo che questa è un’esperienza che ci mette in contatto con uno spiacevole sentimento di rifiuto e di sostanziale infelicità. Quindi l’atto di …

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