“DINIEGO E SPERANZA. Trasformazioni del negativo” di Giuseppe Armogida e Maurizio Balsamo. Recensione di Cecilia Ieri
Dal sottosuolo all’uomo Dal lavoro del negativo al possibile del desiderio “Ascoltatemi! Perché sono questo e questo. E soprattutto non scambiatemi per altro!” “Bisogna essere nati per respirare quell’aria…” Nelle settimane che precedono il silenzio finale Nietzsche sente indispensabile dire “chi sono io”. Immagine che sembra avere qualche similitudine, affinità, con alcuni frammenti di Antonine Artaud nella sua corrispondenza, al contempo creativa e drammatica, con Jaques Rivière. Alcuni elementi dello scambio rivelano, da parte di Artaud, una duplice necessità sottolineata come centrale nel libro oggetto di questa recensione, ‘nodo’ di alcune traiettorie di vita e di alcune forme di sofferenza: come poter esteriorizzare un’espressività capace di bellezza che seppur comprendente difficoltà di pensiero e un invivibile possa incontrare delle possibilità di riconoscimento? E’ a partire dai frammenti di uno scambio che Giuseppe Armogida e Maurizio Balsamo, nel loro libro appena uscito Diniego e speranza. Trasformazioni del negativo (Ed. Mimesis, 2025), interrogano le forme e i possibili destini del negativo, le sue potenzialità di messa al lavoro in analisi, così come di alcuni nostri concetti che possono continuare …
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