In memoria di Arrigo Bigi
di Graziano Graziani Pochi giorni prima di Ferragosto, in una città spopolata e ribollente, Arrigo ci ha lasciato per il suo viaggio verso l’infinito. Era nato come me sulla Via Emilia, a Modena nel 1930. Anche se i panni nell’Arno li aveva lavati molto meglio di quanto abbia fatto io, qualche inflessione di quei luoghi era rimasta, per questo, forse, la sua presenza mi ha sempre trasmesso un senso di familiarità: era l’unico al Centro cui potevo fare qualche battuta in dialetto con la quasi certezza di essere capito. Familiarità non significa tuttavia ampia conoscenza personale, la nostra era una amicizia coltivata soprattutto in ambito professionale e, pur se il nostro incontro risale al 1988 allorquando intrapresi con lui una supervisione di training, moltissime eventi della sua vita, anche lavorativa, restano a me ignoti. Non so quindi se sono la persona più adatta a tracciare quello che è stato il suo percorso: diversi saranno i vuoti e le ombre che altri potranno cogliere e colmare. Arrigo si traferì con la sua prima moglie …
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