Tutti gli articoli della categoria: Film
Film presentati
BUIO IN SALA-L’orchestra stonata di Emmanuel Courcol. Commento di Teresa Lorito
Il film di Emmanuel Courcol, L’orchestra stonata, presentato in anteprima nella sezione Cannes Première nel 2024, ha avuto un’ottima accoglienza dalla critica e dal pubblico. Film piacevole nasconde, dietro un’apparente leggerezza tipica della commedia francese, una molteplicità di temi importanti ed emotivamente complessi. Temi individuali e collettivi, fotografie di interni familiari e occupazioni di fabbriche che rischiano la chiusura, confronto con la malattia e la genetica, si intersecano nella narrazione. I due protagonisti centrali sono affiancati da coprotagonisti che portano con sé significati non meno rilevanti. Le vicende individuali si intrecciano con quelle collettive in una sorta di danza che culmina con il finale corale del Bolero di Ravel. La presenza della musica nel film è più di una colonna sonora, è una specie di controcanto alla narrazione, ci trasporta in mondi musicali diversi, quanto diversi sono i mondi dei protagonisti. Durante il film, questi mondi si trasformano e creano spazi comuni accompagnati , o forse preceduti, dalla musica seguendo la lezione di Schopenauer che dice “… la musica è un’arte …
Leggi tuttoBUIO IN SALA 2025 – L’uomo d’argilla di Anaïs Tellenne. Commento di Stefania Nicasi
Due sono gli indizi in apertura: la caccia alle talpe e il souvenir che la postina porta da Praga. Su questi torneremo. Comincio col dirvi la prima impressione che mi ha lasciato il film. È un’impressione sensoriale, sensuale, sconvolgente. Un effetto simile, ma mediato dalla parola scritta, me lo aveva fatto la lettura del romanzo vitalistico di Lawrence: Lady Chatterley si innamora del guardiacaccia, un amore che si consuma nel bosco lasciandosi alle spalle la raffinata ma esangue e dissanguata (siamo nel 1928, all’indomani della prima guerra mondiale) civiltà dalla quale lei proviene. Sono stata letteralmente catturata dalle scene di posa, dalle mani che plasmano l’argilla, culminanti nella potente scena erotica – la scena madre appunto – il cui effetto, se ci fossero dubbi, si apprezza nella sequenza immediatamente successiva. Mi era parso un film che prima di tutto parla al corpo – sicuramente aveva parlato al mio. Nel momento in cui lo sfiora, lo esplora e lo plasma, lo anima. Non è questo il prodigio che compiono la manipolazione materna del neonato …
Leggi tuttoBUIO IN SALA 2025 – Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini. Commento di Enza Quattrocchi
Nel corso della rassegna CINEMA E PSICOANALISI : BUIO in sala 2025, ho commentato per il Centro Psicoanalitico di Firenze il film :Il tempo che ci vuole, primo film di Francesca Comencini, figlia minore dell’omonimo regista Luigi Comencini, il tema della paternità è un tema centrale. Incontriamo Francesca bambina e la seguiamo fino all’età adulta. L’opera esprime l’evidente desiderio della regista dì onorare suo padre e la figura paterna. Colloca la sua telecamera in un percorso orientato esclusivamente verso la relazione di Francesca e del padre Luigi. Il resto della famiglia che sappiamo essere molto affiatata e ricca di valori, viene per il momento accantonato e dunque, in questa occasione, oscurato. Gli episodi dell’infanzia si armonizzano e si collegano con la fase della vita adulta. Francesca ed il padre, solo loro due e il loro rapporto negli anni. Lei è una bambina che bazzica nel set del film Pinocchio e osserviamo gli aspetti ricchi di significato, le pietre miliari che tracciano la sua crescita. La figura paterna è riconosciuta solo nel corso del 5°secolo …
Leggi tuttoBUIO IN SALA 2025- CRESCENDO
Evento speciale Firenze, cinema Astra, 19 giugno 2025 Il film Ispirato alla West-Eastern Divan Orchestra, voluta da Daniel Barenboim e Eduard Said, Crescendo (2019) è un film tedesco del regista israeliano Dror Zahavi. Presentato in anteprima al Festival del cinema di Monaco il 3 luglio 2019, è stato applaudito per dieci minuti. Trama. Un celebre direttore, Eduard Sporck, viene incaricato di comporre un’orchestra di giovani musicisti palestinesi e israeliani per poi dirigerla in occasione di una Conferenza per la pace in Medio Oriente. Il clima fra i musicisti è talmente difficile che il Maestro decide di trasferire le prove in Italia, in Alto Adige. Faticosamente le tensioni si allentano, l’orchestra funziona. Ma alla vigilia del concerto, un tragico incidente manda tutto all’aria. Il Cineforum Al termine della proiezione, al cospetto della platea gremita, film è stato commentato e discusso con il pubblico da Mario Ancillotti, musicista, e Mario Rossi Monti, psicoanalista, con la partecipazione straordinaria di Adele Posani, insegnante di Flauto e Musica da Camera presso il Barenboim Said Center for …
Leggi tuttoBUIO IN SALA 2025-RASSEGNA DI CINEMA E PSICOANALISI
17° edizione 14 maggio – 11 giugno 2025 Cinema Astra Firenze Info: Presso Cinema Astra Firenze Piazza Beccaria 9 Tel. 340 4551859 biglietto intero € 9,00 biglietto ridotto convenzioni € 7.00 biglietto ridotto soci CPF e under 30: € 6,00 Abbonamento 5 film: € 30,00 prevendite su https://www.liveticket.it/astrafirenze Mercoledì 14 maggio – ore 20.30 OH CANADA di Paul Schrader (Usa 2024,94) con Richard Gere, Uma Thurman, Jacob Elordie Intervengono: Rosapia Lauro Grotto e Giuseppe Sarao C e n t r o Psicoanalitico di Firenze Centro Ricerca psicoanalitica coppia-famiglia di Firenze Venerdi 23 maggio – ore 20.30 A COMPLETE UNKNOWN di James Mangold (Usa 2024, 141) con Timothée Chalamet, Elle Fanning, Edward Norton Interviene: Giovanni Foresti Centro Psicoanalitico di Pavia Mercoledì 28 maggio – ore 20.30 L’ORCHESTRA STONATA di Emmanuel Courcol (Francia 2024, 103) Interviene: Teresa Lorito Centro Psicoanalitico di Firenze Mercoledi 4 giugno – ore 20.30 IL TEMPO CHE CI VUOLE di Francesca Comencini (Italia 2024, 110) con Fabrizio Gifuni Interviene: Vincenza Quattrocchi Centro Psicoanalitico di Firenze Mercoledì 11 giugno – …
Leggi tutto“Buio in Sala 2024” – “Leyla e i suoi fratelli: una finestra sull’Iran nostro contemporaneo” commento di Virginia De Micco
Così lontano così vicino, verrebbe voglia di dire guardando questo film iraniano complesso e sorprendente che ci consente di gettare uno sguardo su una società e un modo di tessere le relazioni tra i generi e le generazioni da un lato così ’diverso’ dal nostro, dall’altro invece più simile di quanto potessimo immaginare. Chissà se il regista del film, premiato a Cannes e poi sottoposto ad un grottesco provvedimento di ‘rieducazione’ artistica da parte del regime iraniano, avrà anche sentito una eco del viscontiano “Rocco e i suoi fratelli”, eco quasi inevitabile per lo spettatore italiano, soprattutto di fronte al racconto di una vera e propria epopea di trasformazioni sociali, colte però attraverso l’intreccio di relazioni familiari in cui quotidianità e drammaticità convivono fianco a fianco: più incline a toni ‘epici’ il racconto di Visconti, più con toni da commedia grottesca questo di Saeed Roustay. Varrà la pena anche di specificare che il film precede l’ondata di proteste del movimento “Donna Vita Libertà” la cui breve stagione di speranza è stata seguita da una …
Leggi tutto“Buio in sala” 2024 – “Past Lives” – Commento di Cristina Saottini
Past Lives regia di Celine Song (2023) Past Lives è l’opera prima della drammaturga e regista Celine Song, coreana, naturalizzata canadese che vive a New York, come la protagonista del film che è ampiamente autobiografico. Film che è ora in concorso con due candidature al premio Oscar, fra qualche giorno vedremo i risultati È un film delicato, tenero, quasi sognante, così apparentemente lineare nella sua struttura narrativa che lo scorrere delle azioni potrebbe, in fondo, essere riassunto in poche righe, nonostante i tre livelli temporali su cui è costruito. Ed è anche un film molto coreano, fatto di sguardi, di silenzi, di emozioni più alluse che esplicite. Questo non sorprende chi, come me, ama i drama coreani i K-drama, (per gli appassionati cito Mr. Sunshine o Crash landing on you) in cui anche nelle più appassionate storie d’amore non c’è quasi contatto fisico e la capacità di attendere, di sublimare, di rinunciare, porta dentro alla passione un sensuale distacco malinconico. Il tema della perdita e della nostalgia per l’unione perduta, che si cerca ma …
Leggi tutto“Buio in sala” 2024 – “Misericordia” – Commento di Anna Cordioli
Misericordia. È con questa parola -scritta sulla fiancata di un’auto- che si chiude il bellissimo e omonimo film di Emma Dante. IL LUOGO DELLE ORIGINI “Misericordia” si apre con un uomo che prende a botte una donna incinta. Attorno non c’è nessuno che possa salvarla, solo una natura potente fatta di grotte arse e del mare che attende nuovi naufragi. Un attimo dopo sentiamo il pianto di un neonato, abbandonato in una nicchia della roccia. È orfano. Nessuno ce lo spiega ma lo sappiamo. È solo e nudo, gettato in questo mondo, senza alcuna tutela. Solo una pecora sente il suo pianto e cerca di soccorrerlo. Questa immagine sembra rappresentare una sorta di presepio monco, solo una pecora e il bambinello, un presepio degli orfani. È dunque questa l’origine, tragica, quasi mitologica, di Arturo, che rincontriamo, già grade, mentre corre accompagnato da gregge del pastore. Ci accorgiamo subito che Arturo è diverso agli altri bambini. Non solo perché è molto più vecchio di loro ma perché la sua mente è di gran lunga più …
Leggi tutto“Buio in Sala” 2024 – “Il Caftano Blu” – Commento di Irene Ruggiero
Il caftano blu, il secondo lungometraggio della regista e sceneggiatrice marocchina Maryam Touzani, racconta una storia ambientata nella bottega tradizionale nella quale il malem (maestro) Halim (Saleh Bakri) confeziona e ricama il caftano, l’antica veste musulmana di origine persiana, mentre la moglie Mina (Lubna Azabal) si occupa del rapporto con i clienti. Mina sembra gestire quasi ogni aspetto della vita della coppia, in casa come in negozio, mentre Halim appare quasi sottomesso. Tuttavia Mina valorizza profondamente le qualità del marito, il suo amore per il dettaglio e la sua passione per la bellezza. La loro relazione, intessuta di abitudini costruite negli anni, fatta di lunghi silenzi, scarne parole, piccoli gesti e profondi sguardi densi di comunicatività, è attraversata anche da momenti di allegria e divertimento (particolarmente espressiva è la scena in cui Mina mima la cliente altezzosa ed esigente che non comprende la qualità del lavoro di Halim). Halim e Mina sembrano inizialmente una coppia di mezza età come tante altre, ma ben presto lo scorrere della narrazione rivela che nel loro matrimonio c’è un …
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