PROGRAMMA SCIENTIFICO 2026 – Ciclo di seminari aperti con ECM
La parola e la sua ombra infantile, illusione, mancanza, rappresentazione Rilke indirizzò a Lou le sue ultime parole, lei continuò a scrivergli “alla cieca” tutti i giorni Cosa succede, in fondo, in un’analisi? ‘Niente’ se non parole, se è tale, un niente che è tutto. Attraverso la parola, come anelito e movimento, e la cornice, l’analisi, laboratorio delle formazioni dell’inconscio e delle loro trasformazioni, dalle più divertenti alle più drammatiche, diviene luogo elettivo di irruzione del fuori tempo, del ‘prima’ e l’al di lá dal linguaggio. Il laboratorio analitico depone, almeno in parte, il tentativo di padroneggiamento dell’Io, al tempo stesso convocandolo nella sua sostanza inevitabilmente melanconica, là dove esso si costituisce e si istituisce proprio attraverso introiezioni possibili a seguito di perdite, mancanze, assenza e identificazioni, bene che vada, queste ultime sempre plurali, contraddittorie, in divenire. In analisi, l’apparire tumultuoso di una parola anacronica, diviene squarcio sull’irreversibile, sulla vita e sulla morte, sulla caducità che abita la bellezza e sulla bellezza che ne mitiga talvolta in parte la drammaticità. …
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