Autore: redazione

LA SIMMETRIA DEI DESIDERI di Eshkol Nevo. Recensione di Enza Quattrocchi

Non si deve esser sazi di un’amicizia come lo si è di altre cose, perché, quanto più, le amicizie sono vecchie, tanto più vanno tenute care, come quei vini che reggono il tempo; infatti, è vero quel che si dice, che bisogna mangiare insieme molti moggi di sale, affinché sia completo il dono dell’amicizia. Cicerone – De Amicizia. Tra Haifa e Tel Aviv, questa è la storia di quattro amici dal liceo, amici per e della vita. Yuval, Io narrante, di perfetta educazione anglosassone, racconta. e Questo riguarda aspetti identitari, con le sue due lingue che elegantemente si alternano e con i suoi occhi che pensano. Sta ora dentro, ora fuori dal gruppo, di cui sembra essere l’occulto leader, pacato e costruttivo rispettoso degli altri. Di sé stesso dice: sono un cavallo che resta nel box. Yoann, detto Churchill, è invece sicuro di sé ed è l’evidente il leader indiscusso. Parte da loro due il quartetto che si forma con l’ingresso di Amichai e di Ofir. I quattro sono accomunati dal disagio rispetto alla figura …

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SOTTOSOPRA – Laboratorio di letture freudiane

  “Carlina, innamorata di Nino, si infila il suo paltò” (Fachinelli, 1970)   Rovesciamento e sovversione di pensiero come elementi di movimento auspicati in questa proposta di Laboratori freudiani. Un’uscita dalla rappresentazione, spesso stereotipata del pensiero freudiano oppure intesa come l’assunzione passiva di un discorso su un supposto Freud ‘già noto’, questi laboratori si propongono di essere un invito alla possibilità di un nuovo contatto con alcuni scritti, alla larga dal rischio di assunzione/ introiezione solo delle ‘frattaglie’ di un pensiero o di semplificazioni a cui spesso viene ridotto. Momenti di lettura e di approfondimento per la messa in discussione del pensiero comune riguardo a quello freudiano, in realtà complesso e rimasto sempre in divenire, questi laboratori auspicano la rimessa in moto di un originario-attuale per riappropriarsene in modo nuovo, per la sua espansione, anche per creativi travisamenti se basati su una conoscenza di base approfondita della specificità dei sui lavori, alla luce dell’inesauribile che sta al fondo dello sguardo che i grandi pensatori riescono a trasmettere, a lasciarci in dono. Un tentativo, come l’esperienza …

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AI CONFINI DI NUOVE REALTÀ – Trasformazioni dei modelli teorico-clinici nel lavoro con bambini e adolescenti

Il Centro Psicoanalitico di Firenze partecipa all’VIII Convegno Nazionale della Società Psicoanalitica Italiana “Ai confini di nuove realtà. Trasformazioni dei modelli teorico-clinici nel lavoro con bambini e adolescenti” che si terrà a Milano, presso la Fondazione Cariplo, il 22 e 23 novembre 2025.   Il convegno affronta le trasformazioni dei modelli teorici e clinici della psicoanalisi nel lavoro con l’infanzia e l’adolescenza, esplorando temi come le nuove configurazioni familiari, la varianza di genere, il rapporto con il corpo, il digitale e i sogni adolescenziali come spazio di pensabilità e trasformazione.   Il Centro parteciperà con Benedetta Guerrini Degl’Innocenti, Giuseppe Saraò ed Elisa Casini che presenteranno i propri lavori  rispettivamenente, nei panel  “Sogni Adolescenti”,  “Bambini serimente probliematici: un lavoro congiunto con i genitori”, e “Tempo, spazio e corpo nell’era del digitale”. Annalisa Da Pelo, membro del Comitato Scientifico Nazionale, sarà chair del panel “Sogni Adolescenti”.   Tutte le informazioni Su SPIWEB:   Ai confini di nuove realtà 

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CICLO IL GIOCO DELLE PASSIONI – La passione dell’indifferenziato Sabato 25 ottobre ore 9.30-13-30 con Laura Ambrosiano

La relazione che verrà presentata si riferisce ad una concezione dello sviluppo non lineare, alla continua compresenza, nell’apparato psichico, di due funzionamenti distinti e complementari, uno indifferenziato e l’altro soggettivato. Questa concezione, presente in numerosi psicoanalisti, apre molte questioni teoriche e, soprattutto, cliniche.   La Relatrice: Laura Ambrosiano vive e lavora a Milano,psicoanalista con funzioni di training della SPI e dell’IPA, ha svolto funzioni Istituzionali, al livello locale nel Centro MIlanese di psicoanalisi Cesare Musatti, e al livello nazionale. Ha pubblicato diversi articoli sulla Rivista di psicoanalisi e tra i libri si ricorda “Ululare con i lupi” (2003) e l’ultimo “Lo spazio del lutto” (2023).   Il Discussant: Stefano Calamandrei è psichiatra e psicoanalista, Membro Ordinario SPI con Funzioni di Training, Socio del Centro Psicoanalitico di Firenze del quale è stato Segretario Scientifico. È stato Responsabile del Pronto Soccorso psichiatrico, S.P.D.C., di Careggi-Oblate e ha diretto il “Villino Ponte di Mezzo”, una struttura riabilitativa per giovani psicotici. Autore di numerosi articoli, Ha pubblicato nel 2016 il libro “L’identità Creativa. Psicoanalisi e Neuroscienze del pensiero simbolico …

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VIAGGIATORI NEL TEMPO – Psicoanalisi e letteratura

Attimi, stagioni, anni, epoche… il tempo che scorre non sempre coincide con quello che si arresta, si nasconde e riappare dentro di noi. Di questo tempo disordinato e aritmico, che dilata un attimo e scolorisce gli anni, che confonde le stagioni, ma serba precisa e inconfondibile l’immagine di una bocca o di una macchia di sole, la scrittura riesce ad intercettare il battito.   La psicoanalisi d’altra parte riconosce nel tempo che la letteratura fa apparire quella qualità unica della temporalità psichica che compare nella stanza d’analisi. Siamo in fondo tutti singolari viaggiatori nel tempo, sospesi fra gli attimi e i giorni della vita vissuta e tutte le storie dimenticate o mai accadute che tuttavia occupano uno spazio dentro di noi. Come scrive Fernando Pessoa: la letteratura, come tutta l’arte, è la dimostrazione che la vita non basta.   INGRESSO LIBERO

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“DINIEGO E SPERANZA. Trasformazioni del negativo” di Giuseppe Armogida e Maurizio Balsamo. Recensione di Cecilia Ieri

Dal sottosuolo all’uomo Dal lavoro del negativo al possibile del desiderio     “Ascoltatemi! Perché sono questo e questo. E soprattutto non scambiatemi per altro!” “Bisogna essere nati per respirare quell’aria…”   Nelle settimane che precedono il silenzio finale Nietzsche sente indispensabile dire “chi sono io”. Immagine che sembra avere qualche similitudine, affinità, con alcuni frammenti di Antonine Artaud nella sua corrispondenza, al contempo creativa e drammatica, con Jaques Rivière. Alcuni elementi dello scambio rivelano, da parte di Artaud, una duplice necessità sottolineata come centrale nel libro oggetto di questa recensione, ‘nodo’ di alcune traiettorie di vita e di alcune forme di sofferenza: come poter esteriorizzare un’espressività capace di bellezza che seppur comprendente difficoltà di pensiero e un invivibile possa incontrare delle possibilità di riconoscimento?   E’ a partire dai frammenti di uno scambio che Giuseppe Armogida e Maurizio Balsamo, nel loro libro appena uscito Diniego e speranza. Trasformazioni del negativo (Ed. Mimesis, 2025), interrogano le forme e i possibili destini del negativo, le sue potenzialità di messa al lavoro in analisi, così come di alcuni nostri concetti che possono continuare …

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PROGRAMMA SCIENTIFICO 2026 – Ciclo di seminari aperti con ECM

La parola e la sua ombra infantile, illusione, mancanza, rappresentazione     Rilke indirizzò a Lou le sue ultime parole, lei continuò a scrivergli “alla cieca” tutti i giorni     Cosa succede, in fondo, in un’analisi? ‘Niente’ se non parole, se è tale, un niente che è tutto. Attraverso la parola, come anelito e movimento, e la cornice, l’analisi, laboratorio delle formazioni dell’inconscio e delle loro trasformazioni, dalle più divertenti alle più drammatiche, diviene luogo elettivo di irruzione del fuori tempo, del ‘prima’ e l’al di lá dal linguaggio. Il laboratorio analitico depone, almeno in parte, il tentativo di padroneggiamento dell’Io, al tempo stesso convocandolo nella sua sostanza inevitabilmente melanconica, là dove esso si costituisce e si istituisce proprio attraverso introiezioni possibili a seguito di perdite, mancanze, assenza e identificazioni, bene che vada, queste ultime sempre plurali, contraddittorie, in divenire.   In analisi, l’apparire tumultuoso di una parola anacronica, diviene squarcio sull’irreversibile, sulla vita e sulla morte, sulla caducità che abita la bellezza e sulla bellezza che ne mitiga talvolta in parte la drammaticità. …

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