Autore: redazione

Nel centenario, la psicoanalisi è il laboratorio del futuro

“Nel centenario, la psicoanalisi è laboratorio di futuro”, così il Presidente della Società Psicoanalitica Italiana, Ronny Jaffè, in occasione del centenario della Società Psicoanalitica Italiana. L’appuntamento è il 27 settembre al Palazzo delle Esposizioni di Roma per una giornata di commemorazione rivolta a esponenti del mondo culturale e scientifico per riflettere sul presente e aprire prospettive sul futuro.   Cento anni dopo la sua fondazione, la Società Psicoanalitica Italiana un sapere vivo che si reinventa con il tempo. La psicoanalisi oggi è più necessaria che mai perché insegna ad abitare la complessità, a dare parola all’inconscio, a riconoscere nelle differenze e nelle mutazioni non una minaccia ma la materia stessa della nostra vita comune.   L’inconscio, oggetto del sapere psicoanalitico, non è soltanto un concetto clinico: è una forza vitale che attraversa i corpi e le società, una dimensione che impedisce alla soggettività di chiudersi in un sistema. Se Freud ci ha insegnato che l’inconscio è “altrove” rispetto al pensiero cosciente, il nostro tempo ci chiede di riconoscere che quell’altrove è divenuto questione sociale e …

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In memoria di Arrigo Bigi

di Graziano Graziani   Pochi giorni prima di Ferragosto, in una città spopolata e ribollente, Arrigo ci ha lasciato per il suo viaggio verso l’infinito. Era nato come me sulla Via Emilia, a Modena nel 1930. Anche se i panni nell’Arno li aveva lavati molto meglio di quanto abbia fatto io, qualche inflessione di quei luoghi era rimasta, per questo, forse, la sua presenza mi ha sempre trasmesso un senso di familiarità: era l’unico al Centro cui potevo fare qualche battuta in dialetto con la quasi certezza di essere capito. Familiarità non significa tuttavia ampia conoscenza personale, la nostra era una amicizia coltivata soprattutto in ambito professionale e, pur se il nostro incontro risale al 1988 allorquando intrapresi con lui una supervisione di training, moltissime eventi della sua vita, anche lavorativa, restano a me ignoti. Non so quindi se sono la persona più adatta a tracciare quello che è stato il suo percorso: diversi saranno i vuoti e le ombre che altri potranno cogliere e colmare.   Arrigo si traferì con la sua prima moglie …

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BUIO IN SALA 2025 – L’uomo d’argilla di Anaïs Tellenne. Commento di Stefania Nicasi

Due sono gli indizi in apertura: la caccia alle talpe e il souvenir che la postina porta da Praga. Su questi torneremo.   Comincio col dirvi la prima impressione che mi ha lasciato il film. È un’impressione sensoriale, sensuale, sconvolgente. Un effetto simile, ma mediato dalla parola scritta, me lo aveva fatto la lettura del romanzo vitalistico di Lawrence: Lady Chatterley si innamora del guardiacaccia, un amore che si consuma nel bosco lasciandosi alle spalle la raffinata ma esangue e dissanguata (siamo nel 1928, all’indomani della prima guerra mondiale) civiltà dalla quale lei proviene.   Sono stata letteralmente catturata dalle scene di posa, dalle mani che plasmano l’argilla, culminanti nella potente scena erotica – la scena madre appunto – il cui effetto, se ci fossero dubbi, si apprezza nella sequenza immediatamente successiva. Mi era parso un film che prima di tutto parla al corpo – sicuramente aveva parlato al mio. Nel momento in cui lo sfiora, lo esplora e lo plasma, lo anima. Non è questo il prodigio che compiono la manipolazione materna del neonato …

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“INIZI DIFFICILI. Rischi, prevenzione e cura in età evolutiva”A cura di Rosamaria Di Frenna, Rossana Gentile, Maria Giuseppina Pappa. Recensione di Elisabetta Bellagamba

  ”Un dolore condiviso è un dolore a cui è stato estratto il veleno…Se abbiamo la fortuna di essere capiti in modo amorevole e di continuare ad amare nonostante frustrazioni, delusioni e disastri che sono parte della vita, la nostra dimensione relazionale e la nostra consapevolezza di essa continueranno ad approfondirsi e a estendersi verso orizzonti sempre più ampi” (pag.27 Isca Wittenberg, “Sulla fine e sull’inizio”)   “Inizi difficili”, lavoro fresco di stampa, racchiude una coralità di interventi sull’età evolutiva, ognuno dei quali mostra, con molta sensibilità e delicatezza, l’importanza di prendersi cura degli inizi, di un essere vivente che è appena nato. Il momento della nascita è la prima linea di demarcazione, di cesura, tra una fine e un inizio, fine della vita intrauterina, con i suoi spazi contenitivi che attutiscono i suoni, e inizio della vita nel mondo esterno che segna l’incontro con lo sguardo della madre, con le sue braccia, con luci e suoni, con una temperatura diversa cui iniziare a adattarsi. La nascita è probabilmente il cambiamento più intenso a cui …

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gina mori

In Ricordo di Gina Ferrara Mori

Costernati riceviamo la notizia della scomparsa di Gina Ferrara Mori. Ripubblichiamo in suo ricordo una breve biografia ed una video-intervista a cura di Paolo Meucci.   Gina Ferrara Mori è nata nel 1923 a Firenze dove si è laureata alla facoltà di Medicina e Chirurgia, specializzandosi poi in Pediatria, e lavorando prima in ospedale con i neonati, poi come medico psicologo, sia nei servizi di Igiene mentale del comune di Firenze, sia all’interno dell’Istituto di Psicologia dell’Università della sua città. Fin dall’inizio, attraverso esperienze cliniche diverse, è stata attratta dallo studio della relazione madre-bambino, a cui dedicò le sue prime pubblicazioni, e da questo interesse è partita la spinta ad approfondire la sua formazione in ambito psicoanalitico. Un percorso che ha condiviso con il marito Franco Mori, conosciuto in gioventù durante gli studi di medicina, anche lui medico e psicoanalista. Gina inizia la sua formazione come psicoanalista nel 1967con l’analisi personale e successivamente il training presso l’Istituto Milanese di Psicoanalisi, fino a diventare analista con funzioni di training della della SPI. Insieme a Franco entrò …

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BUIO IN SALA 2025-RASSEGNA DI CINEMA E PSICOANALISI

17° edizione 14 maggio – 11 giugno 2025 Cinema Astra Firenze Info: Presso Cinema Astra Firenze Piazza Beccaria 9 Tel. 340 4551859 biglietto intero € 9,00 biglietto ridotto convenzioni € 7.00 biglietto ridotto soci CPF e under 30: € 6,00 Abbonamento 5 film: € 30,00 prevendite su https://www.liveticket.it/astrafirenze Mercoledì 14 maggio – ore 20.30 OH CANADA di Paul Schrader (Usa 2024,94) con Richard Gere, Uma Thurman, Jacob Elordie   Intervengono: Rosapia Lauro Grotto e Giuseppe Sarao C e n t r o Psicoanalitico di Firenze Centro Ricerca psicoanalitica coppia-famiglia di Firenze Venerdi 23 maggio – ore 20.30 A COMPLETE UNKNOWN di James Mangold (Usa 2024, 141) con Timothée Chalamet, Elle Fanning, Edward Norton   Interviene: Giovanni Foresti Centro Psicoanalitico di Pavia Mercoledì 28 maggio – ore 20.30 L’ORCHESTRA STONATA di Emmanuel Courcol (Francia 2024, 103)   Interviene: Teresa Lorito Centro Psicoanalitico di Firenze   Mercoledi 4 giugno – ore 20.30 IL TEMPO CHE CI VUOLE di Francesca Comencini (Italia 2024, 110) con Fabrizio Gifuni   Interviene: Vincenza Quattrocchi Centro Psicoanalitico di Firenze Mercoledì 11 giugno – …

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CICLO IL GIOCO DELLE PASSIONI – Domandare per domandare: la reltà dell’uomo. Sabato 10 maggio ore 9.30-13.30 con Gemma Zontini. Discussant Cecilia Ieri

Partendo da una serie di interrogativi sullo statuto del desiderio (che cos’é il desiderio? coincide con la pulsione? con il principio di piacere o del Nirvana?), questo seminario di Gemma Zontini affronta la questione dell’ambiguità tra desiderio e pulsione per poi passare ad interrogare, in maniera originale, la dinamica del soddisfacimento e la natura dello stesso. Per l’Autrice, sarebbe il diverso dispiegarsi dell’azione motoria specifica a divenire cardine del soddisfacimento del desiderio. La posizione della motricità, qui proposta come una topica intermedia tra soggetto e oggetto, sarebbe in grado di circoscrivere un Es e allo stesso tempo di dare un contributo alla costituzione dell’Io. Utilizzando la teorizzazione di Lacan, Zontini aprirà poi l’interrogativo sul perché, quando l’azione motoria specifica é la parola, il desiderio debba passare non per una qualunque formulazione lingustica e significante ma per la domanda. Il desiderio puó restare in circolo in questo ‘domandare per domandare’, in questo divenire domanda di segno dell’Altro, non riconducibile ad una spinta pulsionale esauribile nella scarica. Nei casi in cui il simbolico non intercetti più la …

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CICLO IL GIOCO DELLE PASSIONI – Il pensiero perverso: passione di annientamento o rifugio della mente? Sabato 29 marzo ore 9.30-13.30 con Stefano Calamandrei

Stefano Calamandrei propone una lettura attuale e aggiornata del pensiero perverso, una modalità di pensiero un pò trascurata dalla psicoanalisi, soprattutto per la difficoltà di avere in analisi pazienti perversi che desiderino affrontare il loro malessere: «Ma questo “pensiero” è sempre stato presente nelle idee di Freud. Si potrebbe sostenere che alla fine la modalità perversa di affrontare la realtà abbia costretto Freud a modificare il suo impianto teorico aprendosi a prospettive più moderne, relative alla scissione dell’Io. Se cerchiamo di non demonizzare, separare, evitare o negare la realtà evidente del pensiero perverso, ci rendiamo conto che è molto utilizzato e molto frequente nella vita quotidiana, direi quasi onnipresente, e che si insinua, appunto un poco perversamente, in maniera inconsapevole all’interno di ogni nostra attività» (S. Calamandrei).   Ripercorrendo in modo chiaro e sintetico la letteratura psicoanalitica (S. Freud, J. Mc Dougal., M. Khan, J. Chasseguet Smirgel, H. Kohut, D. Meltzer, M. e E. Laufer) e soffermandosi su materiale clinico, Calamandrei sviluppa la sua premessa attraverso un discorso originale e coinvolgente che si snoda sulla …

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Ciclo ECM FAD e Programma scientifico 2025

IL GIOCO DELLE PASSIONI  Passioni, possessioni, accadimenti, migrazioni “Non finisce il mondo, finisce un mondo” (Laura Pugno) Agli amori, i transfert, irriducibili potenzialità,nel nostro non venirne mai definitivamente a capo “Ti porterò nel sangue”, scrive Rilke a Lou Salomé, in una delle tante lettere che hanno tessuto e testimoniato il loro legame. Affermazione fulminante e assoluta che ci consente di avvicinarci ad uno dei nodi centrali che interrogano la psicoanalisi sin dalle sue origini e che, in modo diverso, apre una serie di questioni anche rispetto alle configurazioni teorico-cliniche attuali: il gioco delle passioni. Questo tema complesso, oggetto di possibili diramazioni e sviluppi anche da vertici psicoanalitici tra loro molto distanti, offre la possibilità di mettere al lavoro una molteplicità di sguardi, pur conservando, allo stesso tempo, quella di tenere intatto il suo nucleo ineludibilmente anche enigmatico. Se da una parte questo tema-questione apre ad un possibile confronto tra modelli psicoanalitici eterogenei, dall’altro esso dà la possibilità alla psicoanalisi, o alle psicoanalisi, di interrogarsi sulle fondamenta del suo operare e anche sullo statuto epistemologico di questo …

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Leggere per non dimenticare

ciclo d’incontri a cura di Anna Benedetti   Biblioteca delle Oblate Via dell’ Oriuolo 24 – Firenze   Mercoledì 15 gennaio 2025 – ore 17.30   ANNA FERRUTA UNA FINESTRA SULLA PSICOANALISI (Raffaello Cortina, 2024)   Presenta: Benedetta Guerrini Degl’Innocenti   Anna Ferruta propone di affacciarsi al mondo della psicoanalisi con una modalità inconsueta, intrecciando sequenze cliniche e descrizioni del funzionamento psichico per analizzare le più cruciali contraddizioni della vita emotiva. Incontriamo così le immersioni nel non conosciuto dell’inconscio, i conflitti che lacerano il mondo interno tra affermazione di Sé e Alterità necessaria, la solitudine essenziale e il bisogno di vivere in gruppo, la violenza inevitabile contestuale alla compassione, il male e la gioia di vivere, i continui slittamenti tra dolore del corpo e sofferenza della psiche, le straordinarie energie emotive che permettono di superare esperienze di sconforto. Ciò che unisce i differenti paesaggi psichici della teoria e della curapsicoanalitiche è l’esperienza dello stare in relazione, come condizione strutturale indispensabile per i viventi. Abbiamo bisogno di solitudine per essere creativi e di interazione con altri per …

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