Tutti gli articoli della categoria: Archivio relazioni

In questa sezione si trovano i materiali dei seminari organizzati dal Centro Psicoanalitico di Firenze

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Guerrini Degl’Innocenti B. (2019) Solo/Dialoghi Aperti

Testo dell’intervento di Benedetta Guerrini Degl’Innocenti  per la giornata DIALOGHI APERTI -AUTORI LETTORI PUBBLICO Firenze 11 maggio 2019   Solo, a cura e con testi di Raffaella Tancredi, Barta Edizioni, 2017. Questo che ho il piacere di presentare oggi è un libro piccolo, un libro che si legge di un fiato. L’ho letto la prima volta in poche ore e poi l’ho riletto di nuovo, lentamente, per coglierne l’intenzione. E la prima affermazione che mi pare si possa fare in proposito è che è un libro piccolo, ma non è un piccolo libro.  Anche il titolo che l’autrice ha scelto è un titolo piccolo: Solo. Per capirne il senso profondo e quindi il senso di questo libro, basta leggere l’esergo che l’autrice ha scelto, pochi versi di Edgar Allan Poe.  In questi versi c’è tutto quello che questa operazione editoriale ha di “non-piccolo”, come si legge nella quarta di copertina: la convinzione che la possibilità di condividere sia una capacità peculiare dell’essere umano e che questo tratto specifico dell’uomo possa essere reso fecondo da una società che accoglie …

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Hautmann G. (2019) La cura psicoanalitica contemporanea /Dialoghi Aperti

Testo dell’intervento di Gregorio Hautmann  per la giornata DIALOGHI APERTI -AUTORI LETTORI PUBBLICO Firenze 11 maggio 2019 Bastianini T., Ferruta A., (2018). La cura psicoanalitica contemporanea. Fioriti, Firenze.   Ben 24 psicoanalisti italiani tra i più noti, e tre stranieri – un italo americano che lavora a San Francisco, ma è di casa da noi, in Italia, L. Di Donna, e due maestri della psicoanalisi francese, R. Kaës e R. Roussillon, offrono i loro contributi, suddivisi in quattro sezioni, a questo volume, curato da T. Bastianini ed A. Ferruta, le quali figurano anche tra gli Autori. Il volume è inoltre, per così dire, impreziosito dalla prefazione di A. Ferro, il cui titolo “Estensione del metodo o della tecnica?” già solleva una delle questioni essenziali che costituiscono lo sfondo del libro, (lasciando anche nel contempo intendere la personale propensione dell’Autore), e dalla postfazione di S. Bolognini intitolata “Estensione della pratica clinica”, nella quale, anche in qualità di Past-President dell’IPA, egli ci dà il polso delle molte, forti resistenze che i cambiamenti in atto nella psicoanalisi, quelli che …

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Ferruta A. (2019) La cura psicoanalitica contemporanea/Dialoghi Aperti

Testo dell’intervento di Anna Ferruta per la giornata DIALOGHI APERTI -AUTORI LETTORI PUBBLICO  Firenze 11 maggio 2019 Bastianini T., Ferruta A., (2018). La cura psicoanalitica contemporanea. Fioriti, Firenze. Vorrei soffermarmi su ciascuno dei termini che costituiscono il titolo del libro: cura, psicoanalisi, contemporanea. Contemporanea: sicurezza- setting Quello che conosciamo della mente e della cura è poco, molto resta ancora da conoscere. Questo può ingenerare entusiasmo per la ricerca e anche insicurezza, senso di precarietà, desiderio di fermarsi e consolidarsi in solide certezze.Pensiamo alle diffidenze, resistenze, ostilità, incontrate da scienziati che si sono avventurati in territori sconosciuti del vivente, come Pasteur e Darwin. Molte meno resistenze ha incontrato Einstein, che si è occupato invece delle conseguenze a livello della concezione e percezione del tempo di un nuovo modo di concepire la materia e le trasformazioni tra massa e energia. Si possono citare esempi di scienziati che hanno dovuto affrontare e superare non poche difficoltà per vedere accettate le loro scoperte, che mettevano in crisi certezze acquisite e ridimensionavano il narcisismo dell’essere umano che si sentiva al …

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Nicolò A.M. (2019) Al di là dell’Interpretazione. Note sul cambiamento in psicoanalisi

Testo della relazione presentata al convegno Al di là dell’Interpretazione. Note sul cambiamento in psicoanalisi  Firenze 30 marzo 2019 Pazienti sempre più difficili ci hanno costretto a rivedere la nostra tecnica e a fare particolare attenzione all’esistenza di differenti livelli  di simbolizzazione e di differenti modi di ricordare. Siamo oggi consapevoli che la strada con cui le esperienze traumatiche primitive vengono comunicate non è il linguaggio verbale. Questo ci ha costretto a implicare la persona dell’analista nella stanza di analisi per quanto riguarda le sue sensazioni corporee, le sue percezioni allucinatorie o psicosomatiche (Botella, 2013), i sogni di controtransfert (Ferro, 2005, 2007; Nicolò, 2016), la sua capacità di sognare il sogno che il paziente non fa (Bion, 1992; Ogden, 2004).  Per  molti di questi autori rendere conscio l’inconscio non è più l’obiettivo del lavoro e non si tratta di svelare, ma piuttosto di favorire trasformazioni della coppia analitica e rendere possibili rappresentazioni anche inconsce. In questa prospettiva, il funzionamento psichico dell’analista è parte integrante del processo e del materiale. Anzi nell’ottica di campo, il promotore della …

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Saraò G. (2019) Introduzione al convegno Al di là dell’Interpretazione

Testo della relazione presentata al convegno Al di là dell’Interpretazione. Note sul cambiamento in psicoanalisi  Firenze 30 marzo 2019   Ci sono concetti e teorie che ci accompagnano nella nostra formazione professionale, nel tempo rappresentano dei compagni di viaggio con cui continuamente siamo costretti a confrontarci.  Un ritornare a casa, rincontrare qualcosa che è familiare, che è lì anche quando non ci pensiamo, qualcosa che fa parte della nostra identità anche a nostra insaputa. Parlare del concetto di interpretazione, per chi lavora con metodi psicoanalitici-psicodinamici,  significa avventurarsi in una vasto territorio, in cui ogni generazione di analisti ha lasciato una traccia. Ma questo ritorno comporta un incontro rinnovato, un quid di nuovo che si aggiunge alla storia di quel concetto, un misto rassicurante ed inquietante. Per quanto possiamo ricostruire la genesi e lo sviluppo di quel concetto ci dobbiamo confrontare con l’attuale, la nostra epoca, la nostra visione del mondo.  La comunità degli analisti, a cominciare da Freud, ha scritto moltissimo sullo strumento dell’interpretazione e come tale permane una costruzione che costituisce un aspetto identitario un …

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Ponsi M. (2019) Commento alla relazione di A.M. Nicolò Al di là dell’Interpretazione

Testo della relazione presentata al convegno Al di là dell’Interpretazione. Note sul cambiamento in psicoanalisi  Firenze 30 marzo 2019   Che cosa produce il cambiamento?  – è la domanda che promuove le riflessioni che Anna Nicolò ci propone nella sua relazione. E’ una domanda che nasce dal fatto che sempre di più gli analisti si sono resi conto del fatto che la risposta prescritta dalla teoria – che il cambiamento faccia seguito alla comprensione di sé, a sua volta promossa da un’interpretazione corretta – non è convincente. Le cose, nella cura analitica, non procedono in questa felice sequenza. Ci sono molti altri aspetti che entrano in gioco nel processo analitico e nella sua capacità di rispondere alla richiesta di cura. Certamente il misurarsi con i cosiddetti pazienti difficili, come dice Anna Nicolò, ha fornito molto materiale per approfondire la questione del cambiamento. Tuttavia va detto che sono ‘difficili’ non solo perché spesso sono gravi sul piano psicopatologico, ma anche, e direi soprattutto, perché si adattano con difficoltà alle regole classiche della cura analitica. In altre …

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Graziani G. (2019) Commento alla relazione di A.M. Nicolò Al di là dell’Interpretazione

Testo della relazione presentata al convegno Al di là dell’Interpretazione. Note sul cambiamento in psicoanalisi  Firenze 30 marzo 2019 Ringrazio Anna Nicolò per il regalo che ci ha fatto con la sua relazione. Commentarla per esteso è una operazione che non posso assolvere tanto è il materiale che lei ci ha offerto. Mi limiterò pertanto a sottolineare alcuni aspetti. Il primo dato che emerge e che fa da sottofondo è la trasformazione della psicoanalisi nel suo complesso, il suo transitare da una dimensione classica ad una più aperta ai cambiamenti di paradigma. Anna Nicolò rapporta questo mutamento al confronto con una mutata categoria di pazienti, pazienti più gravi e più difficili. Non è forse il solo motivo, ma sicuramente è vero. Basti pensare a come oggi si parli di dissociazione e di trauma, due elementi  che la psicoanalisi classica ha sempre considerato tabù. Il primo perché avulso dall’inconscio dinamico e soprattutto perché riconducibile a Janet, colui che è stato a lungo ed erroneamente considerato come il principale nemico di Freud. Il secondo, il trauma, dopo …

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Maestro S. (2019)Psicoanalisi e Istituzione

Testo della relazione presentata al convegno “Il contributo della psicoanalisi nei servizi di salute mentale per minori” Firenze 26.01.2019   Psicoanalisi e Istituzione Tra  i  molti  psicoanalisti  che  si  sono  occupati  del  lavoro  nelle  istituzioni,  sceglierò    per    il  mio contributo di oggi  Kaes  e il suo modello di psiche.   Secondo Kaes  “la psiche è strutturalmente organizzata come un insieme di gruppi “: la  rete  delle  identificazioni,  la  struttura  distributiva  permutativa  e  drammatica  dei  fantasmi originari  interni,  le  istanze  dell’apparato  psichico e  specialmente  l’Io. i  sistemi  di  relazione  d’oggetto,  l’immagine  del  corpo,  l’orda  originaria….”(Kaes  1999  pg  123)  formerebbero dei   gruppi interni e l’attività psichica,  rappresentazioni, affetti e oggetti)  si costituirebbe  sulla base  di legami di aggregazione o disaggregazione tra le singole entità gruppali”. l’Istituzione allora  potrebbe  essere  modellizzata  come  una  serie  di  gruppi interni , costituiti dalle singole unità di lavoro, articolate sulla base dei compiti istituzionali  cui sono preposte . Seguendo questo modello le diverse unità operative che compongono una Istituzione Curante, nel mio caso la Fondazione Stella Maris, potrebbero allora  …

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Galeota M. (2019) Dare senso all’urgenza

Testo della relazione presentata al convegno “Il contributo della psicoanalisi nei servizi di salute mentale per minori” Firenze 26.01.2019 L’esperienza di lavoro in una U.O. di Neuropsichiatria Infantile di un’Azienda Ospedaliera ha promosso un continuo confronto con carenza di personale a vari livelli, carenza di risorse, difficoltà a reperire materiale testologico e difficoltà anche per esami strumentali e di laboratorio.  Naturalmente, contestualmente a queste difficoltà, si sono evidenziate tutte le complessità della sofferenza dell’utenza. Sembrava che i minori incontrati, bambini e adolescenti, ma anche i genitori, singoli o in coppia, proponessero la stessa condizione di carenza di risorse, a volte   risorse da andare a scovare, riorganizzare o semplicemente presentare in quanto non viste o valutate. Vorrei ricordare le parole di S. Freud (1905, Psicoterapia, vol IV, pag.430 OSF Boringhieri, Torino): “…noi medici non possiamo rinunciare alla psicoterapia per la semplice ragione che l’altra parte coinvolta nel processo di guarigione – e cioè il malato – non ha l’intenzione di rinunciarvi…..Vi è un fattore dipendente dalla disposizione psichica dei malati che interviene, senza intenzione da …

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Meucci P. (2019) Introduzione al convegno “Il contributo della psicoanalisi nei servizi di salute mentale per minori”

Testo della relazione presentata al convegno “Il contributo della psicoanalisi nei servizi di salute mentale per minori” Firenze 26.01.2019 Come è stato da più parti sottolineato, in questi decenni è assai mutata la rilevanza e la presenza della psicoanalisi sia all’interno delle discipline psy che nei servizi della salute mentale.  È mutato il clima culturale, abbiamo subito una velocizzazione nelle pratiche sociali, sono cambiate le modalità diagnostiche e di cura, si è imposto il paradigma biologico, è cambiata la politica sanitaria (con l’aziendalizzazione, le scarsità di risorse) … Tutto vero, ma se la psicoanalisi ha perso lo spazio ed il riconoscimento che aveva -sia come modello teorico che come intervento di tipo tecnico- ed è poco presente nei servizi, ciò accade anche perché, da una parte il paradigma psicoanalitico è stato utilizzato a volte in maniera impropria -colmando il vuoto di discipline e saperi che ancora non avevano una loro fisionomia definita- e dall’altra perché l’offerta psicoanalitica non si era abbastanza confrontata con i cambiamenti in corso. Bolognini (2018) in un recente volume scrive “Il …

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