Tutti gli articoli della categoria: Archivio relazioni

In questa sezione si trovano i materiali dei seminari organizzati dal Centro Psicoanalitico di Firenze

Ordina per Autori | Ordina per Seminari
 

Nicolò A.M. (2019) Al di là dell’Interpretazione. Note sul cambiamento in psicoanalisi

Testo della relazione presentata al convegno Al di là dell’Interpretazione. Note sul cambiamento in psicoanalisi  Firenze 30 marzo 2019 Pazienti sempre più difficili ci hanno costretto a rivedere la nostra tecnica e a fare particolare attenzione all’esistenza di differenti livelli  di simbolizzazione e di differenti modi di ricordare. Siamo oggi consapevoli che la strada con cui le esperienze traumatiche primitive vengono comunicate non è il linguaggio verbale. Questo ci ha costretto a implicare la persona dell’analista nella stanza di analisi per quanto riguarda le sue sensazioni corporee, le sue percezioni allucinatorie o psicosomatiche (Botella, 2013), i sogni di controtransfert (Ferro, 2005, 2007; Nicolò, 2016), la sua capacità di sognare il sogno che il paziente non fa (Bion, 1992; Ogden, 2004).  Per  molti di questi autori rendere conscio l’inconscio non è più l’obiettivo del lavoro e non si tratta di svelare, ma piuttosto di favorire trasformazioni della coppia analitica e rendere possibili rappresentazioni anche inconsce. In questa prospettiva, il funzionamento psichico dell’analista è parte integrante del processo e del materiale. Anzi nell’ottica di campo, il promotore della …

Leggi tutto

Saraò G. (2019) Introduzione al convegno Al di là dell’Interpretazione

Testo della relazione presentata al convegno Al di là dell’Interpretazione. Note sul cambiamento in psicoanalisi  Firenze 30 marzo 2019   Ci sono concetti e teorie che ci accompagnano nella nostra formazione professionale, nel tempo rappresentano dei compagni di viaggio con cui continuamente siamo costretti a confrontarci.  Un ritornare a casa, rincontrare qualcosa che è familiare, che è lì anche quando non ci pensiamo, qualcosa che fa parte della nostra identità anche a nostra insaputa. Parlare del concetto di interpretazione, per chi lavora con metodi psicoanalitici-psicodinamici,  significa avventurarsi in una vasto territorio, in cui ogni generazione di analisti ha lasciato una traccia. Ma questo ritorno comporta un incontro rinnovato, un quid di nuovo che si aggiunge alla storia di quel concetto, un misto rassicurante ed inquietante. Per quanto possiamo ricostruire la genesi e lo sviluppo di quel concetto ci dobbiamo confrontare con l’attuale, la nostra epoca, la nostra visione del mondo.  La comunità degli analisti, a cominciare da Freud, ha scritto moltissimo sullo strumento dell’interpretazione e come tale permane una costruzione che costituisce un aspetto identitario un …

Leggi tutto

Ponsi M. (2019) Commento alla relazione di A.M. Nicolò Al di là dell’Interpretazione

Testo della relazione presentata al convegno Al di là dell’Interpretazione. Note sul cambiamento in psicoanalisi  Firenze 30 marzo 2019   Che cosa produce il cambiamento?  – è la domanda che promuove le riflessioni che Anna Nicolò ci propone nella sua relazione. E’ una domanda che nasce dal fatto che sempre di più gli analisti si sono resi conto del fatto che la risposta prescritta dalla teoria – che il cambiamento faccia seguito alla comprensione di sé, a sua volta promossa da un’interpretazione corretta – non è convincente. Le cose, nella cura analitica, non procedono in questa felice sequenza. Ci sono molti altri aspetti che entrano in gioco nel processo analitico e nella sua capacità di rispondere alla richiesta di cura. Certamente il misurarsi con i cosiddetti pazienti difficili, come dice Anna Nicolò, ha fornito molto materiale per approfondire la questione del cambiamento. Tuttavia va detto che sono ‘difficili’ non solo perché spesso sono gravi sul piano psicopatologico, ma anche, e direi soprattutto, perché si adattano con difficoltà alle regole classiche della cura analitica. In altre …

Leggi tutto

Graziani G. (2019) Commento alla relazione di A.M. Nicolò Al di là dell’Interpretazione

Testo della relazione presentata al convegno Al di là dell’Interpretazione. Note sul cambiamento in psicoanalisi  Firenze 30 marzo 2019 Ringrazio Anna Nicolò per il regalo che ci ha fatto con la sua relazione. Commentarla per esteso è una operazione che non posso assolvere tanto è il materiale che lei ci ha offerto. Mi limiterò pertanto a sottolineare alcuni aspetti. Il primo dato che emerge e che fa da sottofondo è la trasformazione della psicoanalisi nel suo complesso, il suo transitare da una dimensione classica ad una più aperta ai cambiamenti di paradigma. Anna Nicolò rapporta questo mutamento al confronto con una mutata categoria di pazienti, pazienti più gravi e più difficili. Non è forse il solo motivo, ma sicuramente è vero. Basti pensare a come oggi si parli di dissociazione e di trauma, due elementi  che la psicoanalisi classica ha sempre considerato tabù. Il primo perché avulso dall’inconscio dinamico e soprattutto perché riconducibile a Janet, colui che è stato a lungo ed erroneamente considerato come il principale nemico di Freud. Il secondo, il trauma, dopo …

Leggi tutto

Maestro S. (2019)Psicoanalisi e Istituzione

Testo della relazione presentata al convegno “Il contributo della psicoanalisi nei servizi di salute mentale per minori” Firenze 26.01.2019   Psicoanalisi e Istituzione Tra  i  molti  psicoanalisti  che  si  sono  occupati  del  lavoro  nelle  istituzioni,  sceglierò    per    il  mio contributo di oggi  Kaes  e il suo modello di psiche.   Secondo Kaes  “la psiche è strutturalmente organizzata come un insieme di gruppi “: la  rete  delle  identificazioni,  la  struttura  distributiva  permutativa  e  drammatica  dei  fantasmi originari  interni,  le  istanze  dell’apparato  psichico e  specialmente  l’Io. i  sistemi  di  relazione  d’oggetto,  l’immagine  del  corpo,  l’orda  originaria….”(Kaes  1999  pg  123)  formerebbero dei   gruppi interni e l’attività psichica,  rappresentazioni, affetti e oggetti)  si costituirebbe  sulla base  di legami di aggregazione o disaggregazione tra le singole entità gruppali”. l’Istituzione allora  potrebbe  essere  modellizzata  come  una  serie  di  gruppi interni , costituiti dalle singole unità di lavoro, articolate sulla base dei compiti istituzionali  cui sono preposte . Seguendo questo modello le diverse unità operative che compongono una Istituzione Curante, nel mio caso la Fondazione Stella Maris, potrebbero allora  …

Leggi tutto

Galeota M. (2019) Dare senso all’urgenza

Testo della relazione presentata al convegno “Il contributo della psicoanalisi nei servizi di salute mentale per minori” Firenze 26.01.2019 L’esperienza di lavoro in una U.O. di Neuropsichiatria Infantile di un’Azienda Ospedaliera ha promosso un continuo confronto con carenza di personale a vari livelli, carenza di risorse, difficoltà a reperire materiale testologico e difficoltà anche per esami strumentali e di laboratorio.  Naturalmente, contestualmente a queste difficoltà, si sono evidenziate tutte le complessità della sofferenza dell’utenza. Sembrava che i minori incontrati, bambini e adolescenti, ma anche i genitori, singoli o in coppia, proponessero la stessa condizione di carenza di risorse, a volte   risorse da andare a scovare, riorganizzare o semplicemente presentare in quanto non viste o valutate. Vorrei ricordare le parole di S. Freud (1905, Psicoterapia, vol IV, pag.430 OSF Boringhieri, Torino): “…noi medici non possiamo rinunciare alla psicoterapia per la semplice ragione che l’altra parte coinvolta nel processo di guarigione – e cioè il malato – non ha l’intenzione di rinunciarvi…..Vi è un fattore dipendente dalla disposizione psichica dei malati che interviene, senza intenzione da …

Leggi tutto

Meucci P. (2019) Introduzione al convegno “Il contributo della psicoanalisi nei servizi di salute mentale per minori”

Testo della relazione presentata al convegno “Il contributo della psicoanalisi nei servizi di salute mentale per minori” Firenze 26.01.2019 Come è stato da più parti sottolineato, in questi decenni è assai mutata la rilevanza e la presenza della psicoanalisi sia all’interno delle discipline psy che nei servizi della salute mentale.  È mutato il clima culturale, abbiamo subito una velocizzazione nelle pratiche sociali, sono cambiate le modalità diagnostiche e di cura, si è imposto il paradigma biologico, è cambiata la politica sanitaria (con l’aziendalizzazione, le scarsità di risorse) … Tutto vero, ma se la psicoanalisi ha perso lo spazio ed il riconoscimento che aveva -sia come modello teorico che come intervento di tipo tecnico- ed è poco presente nei servizi, ciò accade anche perché, da una parte il paradigma psicoanalitico è stato utilizzato a volte in maniera impropria -colmando il vuoto di discipline e saperi che ancora non avevano una loro fisionomia definita- e dall’altra perché l’offerta psicoanalitica non si era abbastanza confrontata con i cambiamenti in corso. Bolognini (2018) in un recente volume scrive “Il …

Leggi tutto

Boccanegra L. (2018) Per Giovanni Hautmann

Testo della relazione di Luigi Boccanegra presentata al convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”.* Firenze, sabato 19 maggio 2018 *Chi scrive ha cercato di mantenere allo scritto il carattere conversativo che ha avuto l’incontro, in sintonia con il contributo delle testimonianze riportate. Devo ai contributi riferiti poi nel corso della mattinata da A.Marzi, N.Landi e A.Suman il fatto di essermi chiarito meglio le settimane seguenti e di essere stato in grado di scrivere quanto avevo esposto “a braccio” per l’occasione. Il testo non contiene un aneddoto di carattere “migratorio” raccontato in chiave anti-leghista sul tema caro alla  scolastica medioevale dei quattro trascendentali (il bello, il buono, il vero, il giusto). Espresso nel lessico dialettale degli infermieri aveva senso soltanto se comunicato al momento in quella sede (Educatorio del Fuligno).   “La parola è per metà di colui che parla…”  (Jean Starobinski, Archinto, 2013). Vi ringrazio molto perchè è un grande onore per me essere stato invitato ad intervenire con un contributo personale in un’occasione così vostra come questa di oggi. Ho con me un corpo …

Leggi tutto

Suman A. (2018) I seminari di gruppo di Giovanni Hautmann

Testo della relazione di Antonio Suman presentata al convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”.   Firenze, sabato 19 maggio 2018                            PREMESSA STORICA  30 anni fa nel dare inizio, con un primo editoriale, alla rivista Contrappunto, rivolgevo un ringraziamento a Giovanni Hautmann per il suo importante contributo alla formazione della AFPP iniziato negli anni 70 e proseguito per molti anni. I membri del Gruppo Fiorentino di Psicoterapia Psicoanalitica, poi trasformato in AFPP, si incontravano mensilmente presso la Biblioteca dell’Ospedale Psichiatrico di San Salvi, per i seminari clinici da lui condotti. Era un momento importante perché costituiva una mattinata di riflessione che interrompeva l’operare quotidiano conferendo un senso “altro” al nostro lavoro. Un’ottica psicoanalitica applicata in setting non tradizionali e con pazienti di diverse patologie, anche psicotiche. Niente poteva essere dato per scontato, c’erano una prassi e una tecnica tutte da trovare. Era una ricerca che aveva il sapore dell’esplorazione di nuove possibilità operative cliniche. Non si trattava propriamente di un lavoro di supervisione …

Leggi tutto

Saraò G. (2018) Sul pensiero di Giovanni Hautmann

  Testo della relazione di Giuseppe Saraò presentata al convegno “Il pensiero di Giovanni Hautmann”.   Firenze, sabato 19 maggio 2018 “Non molto tempo fa, in compagnia di un amico silenzioso e di un poeta già famoso, feci una passeggiata in una contrada estiva in piena fioritura. Il poeta ammirava la bellezza della natura intorno a noi ma non ne traeva gioia. Lo turbava che tutta quella bellezza era destinata a perire, che col sopraggiungere dell’inverno sarebbe scomparsa: come del resto ogni bellezza umana, come tutto ciò che di bello e nobile gli uomini hanno creato o potranno creare. Tutto ciò che egli avrebbe altrimenti amato e ammirato gli sembrava svilito dalla caducità cui era destinato”. (Freud, 1915)  Freud ha scritto pagine memorabili sulla caducità, sull’inquietante necessità umana di contemplare qualcosa di immensamente più grande di noi, ma che ridefinisce e da senso alla nostra esistenza, e su come gli uomini siano costretti a confrontarsi con la transitorietà, con la finitezza e la precarietà che ci espongono spesso all’esperienza del lutto, e nello stesso tempo …

Leggi tutto