Tutti gli articoli della categoria: Archivio relazioni

In questa sezione si trovano i materiali dei seminari organizzati dal Centro Psicoanalitico di Firenze

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Bolognini S. (2017) Preconscio e creatività

Testo della relazione presentata al convegno “Spunti per una psicoanalisi contemporanea. Il pensiero di Sandra Filippini”  Firenze, sabato 2 dicembre 2017 La segnalazione recente, da parte dei giornali e delle TV, della comparsa di uno squalo bianco di 7 metri a poche centinaia di metri dalla costa romagnola ha suscitato una notevole apprensione, data la pericolosità di questo mostro marino che solitamente abita acque ben più lontane e profonde; così come invece generano sconcerto e pena le notizie riguardo agli spiaggiamenti di altre creature più amabili, come balene e delfini, che pure vivono nelle profondità e che di solito non avvistiamo facilmente. Questa notizia mi era stata data, in prima battuta, da un paziente che l’aveva appena letta al bar prima di venire in seduta, e costituì il punto di partenza per una serie di pensieri del tutto in linea con il suo stile mentale abituale, fondato sullo stupore di fronte all’impatto (peraltro saltuario) con cose profonde e distantissime dalla sua coscienza, data la sua ben scarsa familiarità con il preconscio.  Metaforicamente parlando, questa persona …

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Mitoraj Marzi intervento Pisa Intimità variazioni psicoanalitiche

Marzi A. (2017). Relazione presentata al convegno “Intimità. Variazioni psicoanalitiche”

Testo della relazione presentata al convegno “Intimità. Variazioni psicoanalitiche”  Pisa16 settembre 2017, che pubblichiamo per gentile concessione dell’Autore. Il mio intervento, nel breve tempo concesso, cercherà di focalizzarsi su alcuni punti salienti del rapporto tra psicoanalisi e cyberspazio e in particolare con gli aspetti che concernono l’analisi a distanza. Essendo impossibile qualsiasi pretesa di esaustività, l’intervento cercherà di stimolare riflessioni e partecipazione del pubblico. Sarà innanzitutto importante sottolineare come l’aspetto della virtualità può suggerirci qualcosa sulla “mente” (come oggetto di lavoro analitico) in quanto condivide con essa lo statuto di luogo/non luogo che, pur avendo una base fisica, materiale (il cervello e il sistema nervoso, o la struttura dell’hardware) risulta appunto smaterializzato. Si sottolineerà l’aspetto di luogo-metafora, che tuttavia continua a dover essere colto con le coordinate di spazio e tempo. Qui mentale e spazio virtuale del cyberspace si rimandano reciprocamente – in forma di similitudine o di allusioni reciproche – in quanto entrambi sono immaginati come dotati di un volume atto ad accogliere contenuti specifici di ogni natura: aspetti, stati d’animo, fantasie, oppure innumerevoli …

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edoardo-tresoldi Thinkings-Oltre il Muro 2014, Sapri Matteini soggetti segreti destinatari sconosciuti

Matteini C. (2017). Soggetti segreti, destinatari sconosciuti

Testo della relazione presentata al convegno “Intimità. Variazioni psicoanalitiche”  Pisa 16 settembre 2017, che pubblichiamo per gentile concessione dell’Autrice.   La questione che oggi ci viene proposta è sorprendentemente densa di possibili risonanze, e anche soggetta ad un’infinità di piani di lettura. E’ evidente il rischio di banalizzare una materia tutt’altro che semplice o di forzare in letture rigide una realtà multiforme ed in costante evoluzione. Ho scelto di concentrarmi su una piccola porzione del rapporto umano con il web, ovvero la possibilità di produrre, ricevere, tradurre messaggi. Una caratteristica antropologica fondamentale a cui l’avvento dell’era digitale ha garantito caratteristiche eclatanti. Mi pare che riflettere sul rapporto fra lo spazio intimo e il web richieda prima di tutto di affrontare alcuni dei paradossi che questa rivoluzione comunicativa ha attivato. È uscito da pochi mesi “Il libro digitale dei morti” di Giovanni Ziccardi (UTET, 2017), prontuario per una questione un po’ di anni fa ancora futuribile e arcana, oggi pressante: che ne sarà, dopo la nostra morte, dei nostri dati digitali, delle foto, dei profili, dei …

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donald-winnicott

Ferruta A. (2017), Winnicott come scienziato e come artista

Testo della relazione presentata al convegno “Integrazione e spazio clinico: Winnicott oggi”.  Prato 23 settembre 2017, che pubblichiamo per gentile concessione dell’Autrice.   Abstract L’interesse per le aree primitive della mente ha accompagnato Winnicott lungo il corso di tutta la sua ricerca clinica e teorica: la sua attenzione si concentra sugli aspetti della psiche che presentano sempre potenzialità di sviluppo, nel bambino piccolo come nello psicotico. L’incontro con un’alterità non annientante e capace di entrare in contatto  mette in moto capacità creative di crescita psichica. ‘My latest brain-child’ è un’espressione che si riferisce sia all’inesauribile spirito di ricerca sul funzionamento psichico relazionale, sia alla qualità di ‘non finito’ della costruzione teorica di Winnicott.   Introduzione  Nel saggio letto alla British Psychoanalytical Society nel 1954 e pubblicato sull’International Journal of Psychoanalysis nel 1955 ‘Gli aspetti metapsicologici e clinici della regressione  nell’ambito della situazione analitica’, Winnicott afferma: “L’idea che la psicoanalisi sia un’arte deve gradualmente cedere il posto ad uno studio dell’adattamento dell’ambiente in rapporto alle regressioni dei pazienti. Ma, finché lo studio scientifico dell’adattamento non si sarà …

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winnicott Caldwell 2017 le opere di Winnicott come cornice della ricerca futura

Caldwell L. (2017). Le Opere di Winnicott. Una cornice per la ricerca futura.

Testo della relazione presentata al convegno “Integrazione e spazio clinico: Winnicott oggi”.  Prato 23 settembre 2017, che pubblichiamo per gentile concessione dell’Autrice. Per prima cosa voglio portare la vostra attenzione alle introduzioni di Marco Armellini, Vincenzo Bonaminio, Paolo Fabozzi e Anna Ferruta e dare il giusto rilievo ai loro indispensabili contributi. Essi offrono un panorama approfondito degli studi winnicottiani odierni, che illumina considerevolmente l’intero progetto delle Opere. Essi hanno letto e riletto accuratamente Winnicott  e lo hanno fatto con una mente aperta,  e i loro saggi testimoniano non solo della loro erudizione, ma mostrano anche come tutti noi (compreso lo stesso Winnicott) dipendono dal lavoro degli altri per sviluppare la nostra pratica clinica, e la nostra capacità di essere nel mondo, sia nella stanza di consultazione che al di fuori di essa. Gli autori delle introduzioni ai volumi delle Opere ci hanno dato quello ch costituisce un 13° volume, un filo che ci guida nella globalità dei testi di Winnicott riuniti nelle Opere. Ci portano dentro i testi, sia conosciuti che sconosciuti, con una rinnovata curiosità, e per …

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Bonaminio 2017 Convegno winnicott la follia della madre come fattore egoalieno

Bonaminio V. (2017) La pazzia della madre che appare nel materiale clinico come fattore ego-alieno

Testo della relazione presentata al convegno “Integrazione e spazio clinico: Winnicott oggi”.  Prato 23 settembre 2017, che pubblichiamo per gentile concessione dell’Autore. Così esordisce Winnicott : “In un mio recente caso l’improvvisa intrusione di materiale «estraneo» dovette essere notata, capita e interpretata.” Si noti subito per intanto il significato epistemologico, oltre che tecnico, della sequenza “notare, capire, interpretare” La velocità con cui Winnicott, in modo fulmineo, condensa i processi conoscitivi (epistemologici)  dell’analista che transitano dentro di lui fino all’interpretazione per raggiungere il paziente, riassume, per me in modo. Mirabile, l’essenza del processo psicoanalitico osservato dal vertice dell’epistemologia del caso. Aggiungerei a queste riflessioni quella sull’insistenza sul verbo non optativo, ma “imperativo” dovette che ci dice molto, a mio avviso, del “compito e della responsabilità dell’analista di fronte al paziente. “Il paziente era un bambino di sei anni che mi fu inviato perché non riusciva a usare la sua brillante intelligenza e invece mordeva fino a romperli i guanti, il cappotto, la cravatta e il maglione e defecava solo in un vaso vicino a quello dei genitori. Inoltre esigeva …

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Armellini M. (2017). Squiggles, il cantiere dell’integrazione.

Testo della relazione presentata al convegno “Integrazione e spazio clinico: Winnicott oggi”.  Prato 23 settembre 2017, che pubblichiamo per gentile concessione dell’Autore.   Quella che vi presento è un’esplorazione personale di “Consultazioni Terapeutiche nella psichiatria infantile”, uno dei tre grandi progetti che Winnicott concluse con un lavoro intensissimo nei ventisei mesi che separarono la prima manifestazione della malattia cardiaca, nel travagliato viaggio a New York, dalla morte: CT, The Piggle, Gioco e realtà. Sono libri che sono nati sempre da un lavoro fortemente dialogico con le persone che egli scelse come interlocutori, in particolare Masud Khan, o Ishak Ramzy per ‘Piggle’. Personalmente, il mio contributo nasce dal dialogo ormai più trentennale con alcune persone a cui devo l’incontro con Winnicott, prima di tutto ovviamente ad Andreas Giannakoulas, che ha dato un grande contributo indiretto anche al progetto CW, e ovviamente, a Vincenzo e a Paolo, con relazioni generazionali diverse.     La Consultazione Terapeutica L’impegno di Winnicott, come medico e come psicoterapeuta, può essere sintetizzato così: una ricerca di come dare il massimo aiuto nel minor tempo e …

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Bolognini S. (2017) L’intimità e i suoi equivalenti interpsichici

Testo della relazione presentata al convegno “Intimità. Variazioni Psicoanalitiche” Stefano Bolognini 16 settembre 2017 Pisa   Le radici etimologiche sono antichi contenitori di significato, e la ricerca su di esse è sempre riccamente orientativa. “Intimo” deriva dal latino “intra” (= dentro). “Intimus” (“il più dentro possibile”) è il superlativo assoluto di “internus” (ciò che è  dentro), mentre “interior” (più dentro di qualcos’altro, ma non il più dentro in assoluto) ne è il comparativo. L’intimità è la dimensione relazionale in cui i mondi interni degli esseri umani possono fisiologicamente comunicare tra loro e scambiare contenuti, sensazioni e pensieri; i piccoli, alla nascita, hanno un bisogno totale di interscambio (corporeo e psichico) con qualcuno che dia loro ciò che serve allo sviluppo e alla vita. La fase fusionale fisiologica, prototipo dell’intimità, è un passaggio fondamentale nella relazione madre-bambino, un’esperienza primaria assolutamente necessaria che costruisce una competenza relazionale e organizza stati del Sé durevoli e profondamente vitali. Passaggio graduale dal “dentro la madre” al “con la madre”, ne ritroviamo e ne ri-creiamo le condizioni equivalenti in molte fasi …

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Calamandrei S. (2017). La creatività emotivo-simbolica.

Testo della relazione presentata al seminario “Creatività Regole Identità – Riflessioni Psicoanalitiche”, Firenze, Educatorio del Fuligno, 20 maggio 2017.   Le ricerche sulla prima infanzia indicano che il Sé neonatale e la madre sono strettamente intrecciati in una reciproca inter-corporeità. Noi e gli altri condividiamo la stessa natura e i nostri sistemi motori sono organizzati in maniera simile per raggiungere gli stessi scopi intenzionali: l’inter-corporeità neonatale ci dona, per tutta la vita, un accesso privilegiato al mondo dell’altro. Secondo Schore tale diade è sintonizzata bio-psicologicamente, in un contesto di risonanza emotiva, dove la manifestazione comportamentale dello stato interno di ciascun partner è monitorata dall’altro, con un reciproco scambio di feedback affettivi e un’amplificazione dello stato positivo di entrambi. Questo sistema di comunicazione emotiva favorisce l’espressione esterna degli stati affettivi dei bambini. Il care-giver regola i propri livelli di attivazione per promuovere la sincronia dell’intero organismo del neonato, regolazione che viene integrata dai sistemi oppiacei, quindi dal principio di piacere. Il modello psicoanalitico è sempre stato basato sulla relazione, una relazione che è scambio emotivo e …

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D’Agostini C. (2017). Ordine e creatività.

Testo della relazione presentata al seminario “Creatività Regole Identità – Riflessioni Psicoanalitiche”, Firenze, Educatorio del Fuligno, 20 maggio 2017. Un aforisma frequente negli ambienti scientifici recita che nulla è più utile di un buon modello. E certamente quando parliamo dei rapporti tra mente e cervello la spinta a trovare relazioni e parallelismi si avvale di buoni modelli più o meno schematici destinati ad essere invariabilmente superati. Pure, la modestia del pensiero e le necessità della comunicazione fanno sì che non sia facile evitare di ricorrere a questi strumenti che qui saranno illustrati con una narrazione necessariamente semplificata.  Farò dunque riferimento ad un buon modello, relativo alle funzioni dei due emisferi del cervello, al fine di proporre l’ipotesi, suffragata da alcune acquisizioni delle neuroscienze, che l’ordine e la creatività nell’adulto possano essere due polarità condizionate dalla struttura dei due emisferi e dalle condizioni dell’accudimento ricevuto dalla persona nei primi mesi di vita. Ordine e creatività sono presenti costantemente nella nostra mente. Modalità del pensiero che si alternano, si integrano e a volte si combattono. Queste due …

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