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La coscienza di James – Diario di una psicoterapia

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Recensione di Marta Capuano

“La coscienza di James – Diario di una psicoterapia”, con testo di Philippa Perry e illustrazioni di Junko Graat (Codice Edizioni), è un diario a fumetti. Essendo un’appassionata di fumetti, ha subito attirato la mia attenzione in libreria, pensando scioccamente che fosse dedicato ai bambini! E non ricordandomi di quante persone, giovani e meno giovani, me compresa, affollano Lucca Comics ogni anno alla ricerca di vecchie e nuove edizioni di fumetti. Il libro con le sue illustrazioni è il diario di molti mesi di sedute psicoterapeutiche, anche se la scrittrice ci tiene a precisare che il tipico case study qui illustrato, la storia, è in parte frutto della sua immaginazione; fatto salvo i contenuti di sogni di alcuni suoi pazienti. Questa graphic novel è innanzitutto godibilissima per le illustrazioni di J. Graat, che ha lavorato come product designer in Giappone: le espressioni dei volti della coppia terapeuta-paziente riescono bene a comunicare gli stati d’animo dei personaggi, dei sentimenti e dei pensieri nati nello scambio. Particolarmente ben evidenziata nella grafica la figura del paziente James che ritorna bambino, riprovando nello stesso modo atteggiamenti e sentimenti infantili che aveva in qualche modo tenuto sotto controllo. E ben illustrate, a mio avviso, sono le fantasie nascenti nella coppia via via che le sedute vanno avanti, i sentimenti di transfert e controtransfert, quel che viene detto e quel che viene taciuto . Nell’introduzione al testo, la scrittrice, che è una psicoterapeuta, laureata in arte e sposata con un artista, cosa che forse ci dice qualcosa in più sulla sua creatività, ci invita a porre l’attenzione su alcune frequenti note a fondo pagina, che tuttavia non sono indispensabili, ci avverte, per seguire il filo della storia. Ma certo ci aiutano a capire meglio il percorso terapeutico, i momenti d’impasse, i progressi, le possibili scoperte, la tecnica … insomma, più o meno come può funzionare una psicoterapia. Dalla lettura delle note si evince il modello teorico che sottende gli interventi del terapeuta: a pag 59 dichiara esplicitamente che fa riferimento a Bruce Tuckman e alla dinamica dei gruppi, in cui c’è una prima fase di forming (momento in cui il gruppo si costituisce), poi di storming (clima di conflitto), norming (nasce la coesione), performing (marcia verso gli obiettivi) e adjourming (il gruppo sta per sciogliersi). E il processo terapeutico viene spiegato anche attraverso il passaggio di queste fasi.

Comunque il libro è godibilissimo proprio perché si legge come un fumetto, è divertente e credo che questo possa avvicinare alla psicoterapia soprattutto i giovani che per quanto ne so e per quanto vedo a Lucca Comics son così appassionati di fumetti da interpretarne persino i ruoli, scambiandoseli se si tratta di coppie. E quale sufficientemente bravo terapeuta non è stato a sua volta paziente?

Marzo 2015

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