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“Il miracolo dell’analogia” – 11 Maggio 2013, Pisa

locandina 11 mag

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A Pisa il 11.5.13, presso Palazzo Reale, è stato presentato il libro di Alessandra Ginzburg Il Miracolo dell’analogia.Saggi su letteratura e psicoanalisi, Pacini Editore, 2011.

 

Erano presenti: l’Autrice, Alessandra Ginzburg – psicoanalista con Funzioni di Training della S.P.I.-, Marina Breccia – psicoanalista Membro ordinario della S.P.I.-, Arrigo Stara, letterato, Docente di Teoria della Letteratura presso l’Università di Pisa, Caterina Sbrana, Artista.

 

La psicoanalisi, pensando di interpretare Freud nella sua infinita sete di conoscenza in ogni ambito del sapere, ha talvolta costruito proposte interpretative applicate ad ambiti non psicoanalitici procurandosi alcune inimicizie, non sempre immotivate.

Il libro di Alessandra Ginzburg, Il Miracolo dell’analogia. Saggi su letteratura e psicoanalisi , oltre forse le sue stesse intenzioni, riscatta da questo errore. L’Autrice va infatti in direzione opposta e ci insegna con sobrietà e propositività a farlo. Si potrebbe dire di lei ciò che Franz Marc , amico e collega di Kandinsky nell’avventura monachese del Blaue Reiter, disse di lui: “capace di capovolgere le montagne” (1). In questo testo infatti, come l’Autrice stessa dice, si rovescia “l’abituale condizione che vede la pretesa degli psicoanalisti di illuminare il testo letterario.. [ed] è invece il testo ad essere visto nella sua capacità di espansione dello strumento psicoanalitico in quanto portatore di significati ben più vasti di quelli esplicitamente evocati nel testo stesso” (p.10). A conferma di ciò è la voce che dà l’incipit al libro attraverso l’esergo iniziale di Proust. Con pochi tratti egli descrive un momento di sé in cui gli si rivela un essere extratemporale, incurante delle vicissitudini del futuro , che non poteva cogliere l’essenza delle cose del presente e non poteva quindi nemmeno usare l’immaginazione. Un tale pensiero, che pare ignorare quello di Freud, è un motore di idee che necessariamente sembra parteciparne, parlando implicitamente o se vogliamo meglio dire, per analogia, delle caratteristiche dell’inconscio freudiano, ma ancor di più della doppia definizione di inconscio di Matte Blanco.

Continuando sempre sul piano dell’analogia, Proust indica lo stato di scissione tipico di alcune alterazione della psicosi dove non si può, con Ogden, più sognare, il rimando è alle patologie dei sogni non sognati descritte da questo autore, non si può, con Freud, Fantasieren, né con Merleau Ponty e Chianese più immaginare. L’autore coglie anche quell’essenza dell’essere, fuori soggetto che con Aulagnier potremmo definire al confine del non essere, un’Io fuori cornice , come viene descritto nella melanconia dalla Lambotte.

Quindi un buon metodo di riferimento, da tenere in conto anche nella lettura di questo libro, credo sia quello di tenere presente che le teorie non possono confluire, ma possono incontrarsi e arricchirsi , o sostenersi, mantenendosi differenziate. Perché ogni pensiero teorico vede un orizzonte di realtà, o meglio immagina e cerca quell’orizzonte, proprio in corrispondenza alle parti più oscure ed inanalizzabili che lo caratterizzano. l’Autrice vuole utilizzare l’esperienza letteraria dunque non per analizzarla da un vertice altro, ma perché da essa stessa sembra poter scaturire l’esperienza che consente la teorizzazione di un’altra metapsicologia, quale quella costruita dal pensiero di Matte Blanco.” L’ipotesi che ho cercato di sviluppare nella lettura dei diversi testi letterari è che l’individuazione di specifici isomorfismi( e funzioni proposizionali) costituisca una via di accesso alla molteplicità di significati che il testo contiene, una sorta di ipertesto, che si dispiega nelle diverse e contrastanti implicazioni simmetriche” dice l’Autrice .

L’opera d’arte procura dunque secondo la Ginzburg un legame intimo tra l’uno e il molteplice espresso attraverso l’emozione, come Dante ci ricorda:” Nel suo profondo vidi che si interna in un volume , ciò che per l’Universo si squaderna.”

Dei vari autori letterari trattati nel libro, quali Proust, Kafka, Hoffman, Morante hanno trattato gli altri relatori: Arrigo Stara , letterato, Docente presso l’Università di Pisa, Caterina Sbrana, artista e l’Autrice.

 

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(1) Claudia Beltramo Ceppi ( a cura di ): “Wassily Kandinsky. Dalla Russia all’Europa”, Ed. Giunti, 2012,p. 96. Catalogo della mostra a Palazzo Blu, Pisa 13.10.12- 3.2.13.

 

 

Marina Breccia 3.6.13

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