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Marcella Balconi nel centenario della nascita. Il ricordo di Gina Mori

 

A cura di Paolo Meucci

Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Marcella Balconi, nata a Romagnano Sesia (Novara) l’8 febbraio 1919 e i venti anni dalla sua scomparsa (avvenuta nel febbraio del 1999). E’ stata una dei personaggi più illustri del novecento novarese: partigiana, scienziata, pioniera della neuropsichiatra infantile, pediatra e amministratrice. Socia della Società Psicoanalitica Italiana, che tra le prime in Italia promosse la psicoanalisi infantile ed in particolare la sua diffusione all’interno dei servizi della salute mentale e dell’assistenza per l’infanzia.

Gina Mori – socia del Centro Psicoanalitico di Firenze, e una delle pioniere della psicoanalisi infantile a Firenze- ci ha segnalato la giornata di studio che si svolgerà a Novara il 5 ottobre, organizzata da ANPI e Istituto Storico della Resistenza (convegno Novara 5 ottobre).  Cogliamo questa occasione per rinnovare la memoria di Marcella Balconi, ricordandola attraverso  alcuni brani dello scritto che Gina le dedicò sulla Rivista di Psicoanalisi (Mori, G.F. (1999). Marcella Balconi. Rivista Psicoanal., 45(1):217-222).

Credo di aver sempre sentito parlare di Marcella da quando lavoravo in pediatria e come lei nei consultori O.N.M.I. (l’Opera Nazionale per la Maternità e l’Infanzia, che era allora la organizzazione statale che aveva l’incarico di gestire la prevenzione di tutte le necessità dell’infanzia), poi nel settore della psicologia clinica ed infine nel mondo psicoanalitico; mi erano note le sue varie attività,  professionale, scientifica, sociale e politica , le sue idee; il modello di lavoro che via via poteva essere letto nei suoi contributi e nelle riunioni della Neuropsichiatria Infantile circolava dappertutto, ed il suo nome accanto a quello di Mariolina Berrini e di Giovanni Bollea veniva indicato come appartenente al gruppo dei rinnovatori della neuropsichiatria infantile: divenne così molto forte il mio desiderio di conoscerla personalmente … 

… pur iniziando la sua attività in un periodo tormentato della nostra storia, in un’epoca ancora restia a dare spazio ad una figura femminile nella politica, nelle scienze, nelle istituzioni, si colloca fra coloro che si sono dedicati per tutta la vita alla conoscenza del bambino e del suo ambiente promuovendo interesse, cambiamenti, modelli di ricerca, applicazioni e apprendimenti per almeno due generazioni di addetti ai lavori, che l’hanno ascoltata e seguita.

Marcella si è laureata in Medicina e specializzata in Pediatria, ma durante la guerra la sua attività è tutta rivolta alla lotta partigiana come combattente col grado di Maggiore… Dopo la guerra, dal ’45 al ’48 Marcella lavora in un Ospedale per bambini, inizia a comprendere i bisogni psicologici dei bambini e partecipa alle attività dell’O.N.M.I cercando di apportarvi nuove idee e nuove iniziative per i bambini piccolissimi: come gli asili nido e la preparazione del personale. Sentendo il bisogno di una preparazione e di una formazione specifica che erano veramente difficili da compiere allora in Italia, si trasferisce in Svizzera, dove in un clima “ricco” ed avanzato di scambi e di presenze, allora punto di riferimento e di incontro di molti psicoanalisti provenienti soprattutto dalla Francia e dall’Inghilterra, lavora, fa la sua analisi e si forma come psicoterapeuta. Tornata in Italia apre nella sua città il primo servizio di neuropsichiatria infantile, lavora nel brefotrofio, fa ricerche, inizia a pubblicare i risultati delle sue esperienze. Così lei stessa ed il suo servizio divengono punto di riferimento per colleghi, studiosi e allievi, e Novara, per merito suo, diventa un centro di formazione permanente che attirerà figure importanti, come Donald Meltzer, che in quella sede porterà i suoi importanti e noti contributi, attingendo da quel terreno già così coltivato ispirazione ed entusiasmo….

Facendo parte di una famiglia da sempre partecipe attivamente e con sacrificio delle proprie libertà personali alla vita politica, il suo impegno professionale è stato sempre accompagnato da un impegno politico al quale non ha mai voluto rinunciare, e che sentiva collegato al suo lavoro di medico impegnato nel sociale; così è stata consigliere provinciale, sindaco di Novara, eletta fra una rosa di ben quaranta candidati, deputato al Parlamento, assessore ai lavori pubblici e sempre attenta anche in politica a proporre nuove leggi per una psichiatria più umana, a creare cure per i bambini, ambienti addetti a loro: nidi, giardini, luoghi di ascolto per i loro genitori….

Successivamente inizia una intensa collaborazione con la prof. Giulia Del Carlo Giannini, anch’essa neuropsichiatra infantile, e con lei dopo anni di studi e di ricerche prevalentemente cliniche nel 1987 pubblica un libro, diventato un testo molto apprezzato e ricercato: Il disegno e la psicoanalisi infantile. Introducendo i molti saggi contenuti nel libro, così ricco di esperienza clinica, le autrici scrivono: “Noi abbiamo cercato nei segni, negli scarabocchi, nei tratti grafici del bambino, nelle sue rappresentazioni, di cogliere i vissuti sensoriali, emotivi, le dinamiche del primo rapporto con l’oggetto, le immagini primarie fissate nell’inconscio e iscritte nel disegno, tentando di ricostruire i passaggi dalle sensazioni alle emozioni e al pensiero” …

Marcella è stata una psicoanalista. Membro Associato della nostra Società, è rimasta così per sua scelta, per proporre una psicoanalisi non privata né soggetta al denaro: ha sempre lavorato “fuori” dalla Società, nel “pubblico”, ma non è mai stata estranea o avversa o separata da noi tutti; anzi ha promosso sempre il lavoro psicoanalitico e lo ha sempre coltivato, aggiornandolo e trasmettendolo come indispensabile e specifico strumento di conoscenza e di terapia: d’ora in poi le giovani generazioni di analisti saranno impegnati come lei a lavorare prevalentemente nel pubblico. C’è da sperare che molti di loro lo possano fare con altrettanta passione e sensibilità.

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