Non si deve esser sazi di un’amicizia come lo si è di altre cose, perché, quanto più, le amicizie sono vecchie, tanto più vanno tenute care, come quei vini che reggono il tempo; infatti, è vero quel che si dice, che bisogna mangiare insieme molti moggi di sale, affinché sia completo il dono dell’amicizia. Cicerone – De Amicizia.
Tra Haifa e Tel Aviv, questa è la storia di quattro amici dal liceo, amici per e della vita. Yuval, Io narrante, di perfetta educazione anglosassone, racconta. e Questo riguarda aspetti identitari, con le sue due lingue che elegantemente si alternano e con i suoi occhi che pensano. Sta ora dentro, ora fuori dal gruppo, di cui sembra essere l’occulto leader, pacato e costruttivo rispettoso degli altri. Di sé stesso dice: sono un cavallo che resta nel box. Yoann, detto Churchill, è invece sicuro di sé ed è l’evidente il leader indiscusso. Parte da loro due il quartetto che si forma con l’ingresso di Amichai e di Ofir. I quattro sono accomunati dal disagio rispetto alla figura paterna: per Amichai, l’orfanezza precoce, per Ofir, lo scarso e irraggiungibile amore paterno, per disistima nel caso di Yuval, un figlio troppo per bene che resta sbalordito quando il padre, editore, si complimenta per il romanzo e che, per rievocare il padre, ricorda l’episodio in cui lo asciugavamentre era un bambino infreddolito, restituendo un gesto d’amore.“andavo con lui al mare perché avevopaura che annegasse”). Per Yoan, invece, il disagio con il padre era dovuto a certe alleanze diseducative.Prendere distanza dal suo modello, non gli ha impedito di assomigliargli da adulto.
Le loro tre donne, (una è per due) hanno una personalità spiccata, Maria, una danese “mediterranea” che include tutti in un grande abbraccio e risana i vuoti affettivi di Ofir, Ilana riflessiva, defilata, con umore depresso, sembra non esserci, ma tesse una tela immaginaria che, se pur, con una posizione trasversale rispetto agli amici di Amichai, diventa l’osservatrice del gruppo. Le foto da lei scattate che sostituiscono i quadri alle pareti, evidenziano i lati nascosti di ciascuno di loro. Guarisce dalla depressione sempre latente, grazie alla straordinaria intesa con Maria. Un’ amicizia figlia del gruppo che le legittima come effettivimembri, dello stesso.
Yaara, incontestata “principessa” in famiglia, un padre e tre fratelli adoranti, si barcamena tra i due inseparabili amici Yuval e Yoan, alternativamente, l’amico giusto e l’amico sbagliato. La sua prepotente bellezza, la sensualità e la consuetudine a sentirsi sempre Il fulcro dell’attenzione altrui, la spinge a una sorta di coazione a ripetere nel mantenere vivo l’interesse di entrambi. In qualche modo realizza una sintesi degli aspetti dell’uno e dell’altro come se, dentro di sé, li sovrapponesse.
La musica e il calcio sono l’humus delle vicende del gruppo e del racconto medesimo. I Mondiali di calcio del 1998, su proposta di Amichai, portano i quattro amici a scrivere i desideri da realizzare entro i Mondiali successivi.
Rifugio consacrato, è una zattera, questa amicizia, ma anche un luogo che condiziona e che un po’ imprigiona in stabili ruoli. Un luogo da intendere anche come una gattaiola che permette di emanciparsi, verso una vita adulta e che subentra alla famiglia d’origine. Qualcuno si ribella e si allontana per essere richiamato da una forza centripeta. Laddove avvicinamenti e allontanamenti costituiscono l’essenza del gruppo stesso. I Mondiali di calcio dei quattro amici rendono il tempo scandito da tappe (la vita è dunque un progetto?). L’idea dei desideri per i prossimi anni di ciascuno, tra un campionato e l’altro, giustifica il titolo e conferma la complessità delle interazioni, laddove ciascuno, dopo quattro anni, realizza del tutto casualmente, ma secondo assetti interni, il desiderio espresso da un altro del gruppo come un rappresentarsi l’un l’altro e garantirsi la sopravvivenza nel gruppo stesso. Ricordiamo L’Amica Geniale di Elena Ferrante, laddove là rivalità latente non mortifica la profondità di un’amicizia nata nel Rione e sui banchi di scuola.
In che modo è visto il quartetto dagli esterni? Cohen e Mendelssohn, detto Nobel, nel ritrovarli, rimanevano sorpresi con un misto di rispetto e meraviglia invidiosa: “Voi siete ancora amici?!”
Yoann, cresce prendendo le distanze dal modello paterno e, con il sostegno dalla madre, persegue un’ottima formazione in particolare per la lingua ebraica, utile alla professione di avvocato. Tanto è ambizioso! Esuberante, prepotente, incurante della sensibilità del suo più caro amico, gli sottrae Yaara e la sposa. Chiede scusa ma prescrive il comportamento che l’amico dovrebbe tenere: lontano solo per un po’, perché sei il mio migliore amico, anche se ti ho ferito a morte. Yoann è anche generoso persino con Choen e nonostante il loro conto aperto. Si gioca l’ambita professione ma riceve la solidarietà di molti, anche se il suo rifugio è solo Yuval. Tutti sentono il bisogno di stare con Churchill per la sua contagiosa voglia di vivere. Il compito di revisore del testo a sorpresa, scritto da Yuval, lo rivela un uomo corretto, che puntualizza, come se fosse una voce parallela, aspetti che lo riguardano nel testo, senza modificarlo. Intanto, parlaaccorato al capezzale dell’amico, confessando i suoi torti. Un’altra cosa è “IO CONFESSO” di Jaume Cabbrè, storia di libri rubati e di due amici.
Yuval, vive ammirando la madre per il suo bel viso, per la sua eleganza, per la sua cultura, mentre è frustrato nel rapporto con la figura paterna. Il padre mette il dito nella piaga, la sua inerzia, rimproverandolo, persino d’aver perduto Yara. Bloccato, inconcludente per la tesi del dottorato sui tanti filosofi critici rispetto alle loro stesse idee, argomento strettamente legato alla sua tendenza a rimuginare. Perdutamente legato a Yara, si preclude ogni sviluppo nella vita affettiva, attaccato a un calzettone feticcio. Ma è proprio l’urgenza verso la realizzazione dei quattro desideri, che lo spinge a uscire dal box e a galoppare verso la scrittura di un romanzo, la storia dei quattro amici, realizzando se non il proprio, il desiderio di Ofir e la sopravvivenza dei quattro amici. Dice di Yoann: “gli auguravo tutto il male possibile e intanto avevo nostalgia di lui e del suo fuoco interiore, le ragazze vanno e vengono, gli amici durano tutta una vita.”
”Ofir, gli amici per lui erano una cosa simile a una famiglia e dall’India si teneva in contatto con loro riuniti, terra ferma. Amici Lontani, ma sempre vicinissimi e, al riparo dalla sua rivoluzione. Bambino cresciuto “solo con la mamma”, come diceva il padre in fuga dalla responsabilità paterna, impegnato in altre famiglie. Solito ai cambiamenti per lo più, annunciati, mette in atto un cambiamento radicale. Un importante successo lavorativo genera una rivoluzione. Crolla con la mente e con il corpo quando sente che la sua brillante creatività grafica e verbale, è al servizio di un inganno. Lascia tutto. Trova Maria e la figlia che diventa anche la sua, riscatta il se di prima, cura le persone invece di ingannarle, mettendo in atto una sorta di formazione reattiva e realizza il desiderio di Amichai, una clinica nella quale si offrono cure alternative.
Amichai, cresciuto senza padre, è un uomo generoso. Dal dolore profondo per la perdita dell’amata Ilana, rivolgendosi nudo, ai potenziali finanziatori, crea un’Associazione in ambito sanitario che è vivo, dirompente, innovativo e socialmente utile. Realizza il desiderio di Yoan e lo colloca ai vertici della sua nuova creatura. Gli consente di spartire la realizzazione del desiderio espresso nel biglietto. Una risorsa, questa grande amicizia dove si mangiano molti moggi di sale, ma che è aria netta che non teme tuoni, un contenitore osmotico aperto all’esterno, che nel suo interno canta una melodia esclusiva.
Riferimenti bibliografici:
Cicerone: De Amicizia
Jaume Cabrè: Io confesso Testo in italiano 2012 Rizzoli editore
Elena Ferrante: L‘amica geniale 2011 editore e/o
