Abitare il non pensato: dalla ripetizione relazionale alla costruzione del Sé
Nella pratica clinica contemporanea incontriamo sempre più frequentemente pazienti che non riescono a mentalizzare la propria esperienza: non portano conflitti narrabili, ma stati affettivi intensi, ripetizioni relazionali e azioni che si giocano direttamente nella relazione di cura. Si tratta spesso di quadri legati a trauma relazionale precoce, disturbi di personalità e disregolazione affettiva. Il paziente non racconta il proprio conflitto: lo fa vivere. Il programma scientifico 2027 propone un percorso teorico-clinico sul lavoro con esperienze non rappresentate e non ancora pensabili, che emergono sotto forma di “gesti psichici” e configurazioni relazionali. La questione centrale riguarda i processi di costituzione del Sé quando l’esperienza originaria non è stata sufficientemente pensata o contenuta, e le modalità attraverso cui questa può trasformarsi nel trattamento. In questa prospettiva, il processo terapeutico si fonda sull’uso di ciò che accade nella relazione. Stati emotivi indotti, immagini, sensazioni corporee e movimenti controtransferali diventano dati clinici fondamentali. La pellicola di pensiero di Giovanni Hautmann descrive il processo continuo e preverbale attraverso cui l’esperienza prende forma prima di diventare rappresentazione. Il terapeuta è chiamato a sostenere il contatto con …
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