Autore: Elisabetta Bellagamba

Abitare il non pensato: dalla ripetizione relazionale alla costruzione del Sé

  Nella pratica clinica contemporanea incontriamo sempre più frequentemente pazienti  che non riescono a mentalizzare la propria esperienza: non portano conflitti narrabili, ma stati  affettivi intensi, ripetizioni relazionali e azioni che si giocano direttamente nella relazione di  cura. Si tratta spesso di quadri legati a trauma relazionale precoce, disturbi di personalità e disregolazione affettiva. Il paziente non racconta il proprio conflitto: lo fa vivere. Il programma scientifico 2027 propone un percorso teorico-clinico sul lavoro con esperienze non rappresentate e non ancora pensabili, che emergono sotto forma di “gesti psichici” e configurazioni relazionali. La questione centrale riguarda i processi di costituzione del Sé quando l’esperienza originaria non è stata sufficientemente pensata o contenuta, e le modalità attraverso cui questa può trasformarsi nel trattamento. In questa prospettiva, il processo terapeutico si fonda sull’uso di ciò che accade nella relazione. Stati emotivi indotti, immagini, sensazioni corporee e movimenti controtransferali diventano dati clinici fondamentali. La pellicola di pensiero di Giovanni Hautmann descrive il processo continuo e preverbale attraverso cui l’esperienza prende forma prima di diventare rappresentazione. Il terapeuta è chiamato a sostenere il contatto con …

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Ciak Si Gira. Cinema e psicoanalisi

Si rinnova l’appuntamento a Siena di Ciak si gira, cinema e psicoanalisi, ripreso l’anno scorso dopo il blocco causa Covid. Quest’anno sarà la 19° edizione, in quanto l’iniziativa ha preso il via nel 2007. L’evento è una emanazione diretta del programma “sul territorio” del CPF, argomento che tanta vivace discussione aveva alimentato nel Centro, all’inizio degli anni 2000, riguardo alla cosiddetta “apertura all’esterno” del Centro medesimo. Da allora, la manifestazione si è caratterizzata come uno degli eventi di maggiore successo culturale del Cinema Pendola a Siena, storica sala d’essai, che ha visto, nel corso del tempo, anche molti Soci del CPF venire a commentare alcuni film proiettati di volta in volta.

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REGOLAMENTO del Centro Psicoanalitico di Firenze (C.P.F.)

REGOLAMENTO del Centro Psicoanalitico di Firenze (C.P.F.)   Art. 1  SOCI (art.3) a) I membri della S.P.I. che desiderano essere iscritti al C.P.F. devono rivolgere domanda scritta al Presidente del Centro. b) La quota societaria annuale, nella misura stabilita dall’Assemblea, deve essere versata entro il 31 Gennaio al Tesoriere del Centro, che rilascia regolare ricevuta e l’annota in apposito registro. c) In caso di morosità è dovuta una soprattassa del 10% entro due mesi dalla data di scadenza, e del 20 %  nei mesi successivi fino ad un anno. I soci con morosità superiore a 1 anno dalla data di scadenza del pagamento della quota,  dopo preavviso del Tesoriere, saranno considerati dimissionari dall’Esecutivo, che ne darà poi informazione all’Assemblea. d) I Soci possono dimettersi inviando una lettera raccomandata al Presidente del C.P.F. entro il 30 novembre; dopo questa data verrà loro addebitata la quota associativa per l’anno successivo.   Art. 2  SOCI ONORARI (art.4) I Soci Onorari non hanno diritto di voto.   Art. 3  MEMBRI OSPITI (art.5) a)  I soci di altri Centri della …

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Musella R. (2026) “Fallo parlare”

Introduzione       Circa trentacinque anni fa, poco dopo il mio ingresso nella scuola di specializzazione in psichiatria, colui che considero il mio primo Maestro — uno degli ultimi psichiatri per cui la psicoanalisi occupava ancora un posto centrale nell’insegnamento universitario — mi affidò la cura di un giovane paziente affetto da una gravissima forma di schizofrenia ebefrenica. Il ragazzo era profondamente regredito, presentava enuresi ed encopresi funzionale, importanti stereotipie motorie e un linguaggio ridotto a poche parole ripetute meccanicamente e pronunciate in modo sincopato e confuso: si-sì, no-no, papà, caffè, fummà, appiccià, ovvero fumare e accendere riferendosi ad una delle circa cento sigarette che fumava ogni giorno, succhiandole voracemente, come a restare attaccato ad un seno da cui non riusciva a staccarsi neanche per comunicare.   Accolsi quell’incarico — che oggi definirei senza esitazione impossibile — con l’entusiasmo giovanile e il desiderio di mettermi alla prova. L’unica indicazione che mi diede il Maestro fu tanto semplice quanto iperbolica:   «Fallo parlare».  Quell’esperienza iniziale introduce il nucleo attorno a cui ruota il nostro seminario: la parola e la sua ombra. Da un lato il ruolo fondativo della …

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NIENTE DI VERO di Veronica Alaimo. Recensione di Enza Quattrocchi

Niente di vero. Veronica oltre ad essere chiamata così, era chiamata in tanti altri modi Oca, Smilzi, Verika, Scarafona; molti la chiamavano Vero. Un gioco fra nomi: Niente di Vero? Siamo qui al Centro Psicanalitico e da circa un anno, a commentare un altro testo con una modalità introspettiva che oggi mi rende esitante perchè questa volta la scrittrice è direttamente l’Io narrante. Veronica sa certamente che una diffusione di questo tipo ha il suo prezzo, anche se gran parte dei suoi familiari è deceduta. Viva e indomita è la madre. Incontriamo tanti personaggi, tutto ha inizio dalle parole della scrittrice, dalla sua visione e questo è, il suo romanzo autobiografico scritto a dispetto del fratello, a sua volta e contemporaneamente, dedito a scrivere un’autobiografia. Se pur indottrinata da Cristian, approdato alla psicoanalisi, Veronica sembra essersi tenuta lontana da questi luoghi. Appare una ragazza interrotta, con le sue fughe imperfette. In fuga da quando aveva 15 anni e con molte relazioni interrotte, con una gravidanza interrotta. e, per quanto asserisca che il sesso le interessa …

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Rassegna Cinema e Psicoanalisi – Pisa

<p>La psicoanalisi, da sempre in dialogo con altre discipline come la filosofia, le neuroscienze, la musica e la letteratura, ha sviluppato con il cinema un rapporto privilegiato. Linguaggio cinematografico e linguaggio onirico rimandano entrambi a una molteplicità di significati che vanno oltre il testo. La visione di un’opera cinematografica sollecita nello spettatore risonanze interiori ma anche curiosità e desiderio di capire di più grave. Su questo territorio che il cinema e la psicoanalisi si incontrano in un dialogo fecondo in cui la rappresentazione disvela i lati nascosti e i punti lasciati in ombra. La psicoanalisi introduce l’idea dirompente che il soggetto non sia interamente padrone di se stesso ma che sia attraversato da desideri inconsci, rimozioni, fantasmi e conflitti. Parallelamente, il cinema, costruisce uno spazio in cui immagini in movimento rendono visibile ciò che è opaco: sogni, ricordi, allucinazioni, proiezioni interiori. Il senso di un film dopo il buio in sala travalica l’intenzione del regista, diventando territorio di co-costruzione di una storia intima e irripetibile con ogni spettatore: la storia privata e la storia del …

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