Autore: Elisabetta Bellagamba

NIENTE DI VERO di Veronica Alaimo. Recensione di Enza Quattrocchi

Niente di vero. Veronica oltre ad essere chiamata così, era chiamata in tanti altri modi Oca, Smilzi, Verika, Scarafona; molti la chiamavano Vero. Un gioco fra nomi: Niente di Vero? Siamo qui al Centro Psicanalitico e da circa un anno, a commentare un altro testo con una modalità introspettiva che oggi mi rende esitante perchè questa volta la scrittrice è direttamente l’Io narrante. Veronica sa certamente che una diffusione di questo tipo ha il suo prezzo, anche se gran parte dei suoi familiari è deceduta. Viva e indomita è la madre. Incontriamo tanti personaggi, tutto ha inizio dalle parole della scrittrice, dalla sua visione e questo è, il suo romanzo autobiografico scritto a dispetto del fratello, a sua volta e contemporaneamente, dedito a scrivere un’autobiografia. Se pur indottrinata da Cristian, approdato alla psicoanalisi, Veronica sembra essersi tenuta lontana da questi luoghi. Appare una ragazza interrotta, con le sue fughe imperfette. In fuga da quando aveva 15 anni e con molte relazioni interrotte, con una gravidanza interrotta. e, per quanto asserisca che il sesso le interessa …

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Rassegna Cinema e Psicoanalisi – Pisa

<p>La psicoanalisi, da sempre in dialogo con altre discipline come la filosofia, le neuroscienze, la musica e la letteratura, ha sviluppato con il cinema un rapporto privilegiato. Linguaggio cinematografico e linguaggio onirico rimandano entrambi a una molteplicità di significati che vanno oltre il testo. La visione di un’opera cinematografica sollecita nello spettatore risonanze interiori ma anche curiosità e desiderio di capire di più grave. Su questo territorio che il cinema e la psicoanalisi si incontrano in un dialogo fecondo in cui la rappresentazione disvela i lati nascosti e i punti lasciati in ombra. La psicoanalisi introduce l’idea dirompente che il soggetto non sia interamente padrone di se stesso ma che sia attraversato da desideri inconsci, rimozioni, fantasmi e conflitti. Parallelamente, il cinema, costruisce uno spazio in cui immagini in movimento rendono visibile ciò che è opaco: sogni, ricordi, allucinazioni, proiezioni interiori. Il senso di un film dopo il buio in sala travalica l’intenzione del regista, diventando territorio di co-costruzione di una storia intima e irripetibile con ogni spettatore: la storia privata e la storia del …

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