Gabbard G.O. (2002). Una prospettiva sul transfert basata sulla neuroscienza cognitiva
Testo della relazione di G.O.Gabbard (Sabato 7 Dicembre 2002 – Convitto Ecclesiastico della Calza) che pubblichiamo per gentile concessione dell’Autore. Traduzione di Maria Ponsi PROSPETTIVE PSICOANALITICHE SUL TRANSFERT Il concetto di transfert di Freud (1912) all’origine implicava la nozione di spostamento. Il transfert era “un clichè” in cui i desideri libidici suscitati nell’infanzia venivano trasferiti dall’oggetto genitoriale originario sull’analista. Nei sui lavori sulla tecnica egli si sforzò di chiarire quanto il transfert fosse una forma di resistenza al processo analitico oppure l’espressione di una relazione oggettuale interna che si poneva al centro del lavoro analitico (Friedman 1991). Freud affrontò e discusse anche il problema di quanto il transfert riflettesse il nuovo e il vecchio. Nel suo classico lavoro sull’amore di transfert (1915), Freud ad un certo punto negò che l’amore di transfert fosse da collegare con un qualsiasi aspetto della situazione o della relazione attuale, affermando che esso “è interamente costituito da ripetizioni e copie di precedenti reazioni ” (p.167). Solo due anni dopo, comunque, egli descrisse il transfert come qualcosa che implica “nuove edizioni …
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