Intervengono: Maurizio Balsamo, Cecilia Ieri.
Chair: Stefania Nicasi
La psicoanalisi di Pontalis, la precisione poetica del suo pensiero e della sua scrittura, sono messe al lavoro nel libro di Chiara Matteini in tutta la loro portata di apertura. L’Autrice scrive riuscendo ad abitare quella posizione incerta, sfuggente e al tempo stesso irriducibile che questo Autore, come pochi altri, ha saputo tenere, se pur senza indicarla come maestro attraverso razionalizzanti messe in chiaro, dunque senza reificarla.
Tra frammenti di luminosità e un necessario tenere l’ombra, Pontalis ha saputo trasmettere il senso di un pensiero con uno statuto epistemologico particolare attraverso la mobilità del suo pensiero e una grande capacità evocativa, testimoniate, queste, dal suo attraversamento, con leggerezza, tra lingue, mestieri e linguaggi. Alla capacità di tessere insieme luce e tenebre si accompagna, in Pontalis, quella di ‘andare al punto’ che nasce dal poter perdere di vista, da uno sguardo che sa essere obliquo, volto all’orizzonte, mobile, ironico e al tempo stesso incantato, appassionato.
L’analisi come il giro degli appuntamenti mancati, come dispositivo per incontrare la quinta stagione, lo psichico visto come serbatorio di tante temporalità in giacenza, tra il ventaglio delle diverse iscrizioni e il continuo movimento di arresto e di ripresa attraverso cui accadono intrecci e scompaginamenti, tra qualcosa che resta e qualcos’altro che inevitabilmente si perde: questi alcuni elementi dell’eredità del pensiero dell’analista francese ancora ‘nuovi’, irrinunciabili. (Continua a leggere la recensione su SPIWEB).
Per partecipare all’evento scrivere a: cpfhautmann@gmail.com . Si prega dei specificare se si desidera partecipare on-line o in presenza. L’evento è gratuito.
