Autore: Pietro Caterini

CICLO “A PARTIRE DA”… “Formulazione della psicanalisi” Con Cesar Sandler. Sabato 13 dicembre 10.00-14.00

Intervengono: Cesar Sandler in collegamento dagli Stati Uniti. Luca Trabucco, Gabriella Gabriellini, Francesca Mancia in presenza presso la sede del CPF P.zza Isidoro del Lungo 2 – Firenze. L’evento (gratuito) è aperto a tutti i colleghi psicologi, medici, psicoterapeuti, psichiatri e neuropsichiatri. È possibile partecipare in presenza ed in remoto, iscrizione obbligatoria a: iscrizionieventicpf@gmail.com    «La psicoanalisi è stata scoperta da Freud, non inventata. Questo è stato qualcosa che ho visto per la prima volta, formulato verbalmente in modo chiaro e totalmente esplicito nell’opera di W.R. Bion. Si può scoprire ciò che già esiste, e la psicoanalisi ha avuto una lunga gestazione: i nostri “bisavoli” sono stati Socrate, Platone, Aristotele e Sofocle. Il volume è l’ultimo di una serie di altri sette, che sono uno studio transdisciplinare da un vertice psicoanalitico del percorso storico dell’apprensione della realtà, materiale e psichica. Quest’opera studia i processi mentali coinvolti nell’accidentato percorso della conoscenza – sempre accompagnato da mancanza di conoscenza, motore siamese della prima – in merito alle relazioni che sembrano continuare a essere in funzione nell’apparato psichico, …

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CICLO “A PARTIRE DA”… “Jean Pontalis – la stagione della psicoanalisi” con Chiara Matteini. Sabato 4 ottobre 9.30-13.30

Intervengono: Maurizio Balsamo, Cecilia Ieri. Chair: Stefania Nicasi   La psicoanalisi di Pontalis, la precisione poetica del suo pensiero e della sua scrittura, sono messe al lavoro nel libro di Chiara Matteini in tutta la loro portata di apertura. L’Autrice scrive riuscendo ad abitare quella posizione incerta, sfuggente e al tempo stesso irriducibile che questo Autore, come pochi altri, ha saputo tenere, se pur senza indicarla come maestro attraverso razionalizzanti messe in chiaro, dunque senza reificarla.   Tra frammenti di luminosità e un necessario tenere l’ombra, Pontalis ha saputo trasmettere il senso di un pensiero con uno statuto epistemologico particolare attraverso la mobilità del suo pensiero e una grande capacità evocativa, testimoniate, queste, dal suo attraversamento, con leggerezza, tra lingue, mestieri e linguaggi. Alla capacità di tessere insieme luce e tenebre si accompagna, in Pontalis, quella di ‘andare al punto’ che nasce dal poter perdere di vista, da uno sguardo che sa essere obliquo, volto all’orizzonte, mobile, ironico e al tempo stesso incantato, appassionato.   L’analisi come il giro degli appuntamenti mancati, come dispositivo per …

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“JEAN-BERTRAND PONTALIS. La stagione della psicoanalisi” di Chiara Matteini. Recensione di Elisa Casini

Psicoanalista, saggista, scrittore, fondatore e direttore di rivista, curatore editoriale, Jean-Bertrand Pontalis, figura intellettuale di vasto respiro, ha lasciato un’eredità feconda nella cultura psicoanalitica. Noto per l’intelligenza acuta, la sensibilità clinica e la capacità di muoversi liberamente tra teoria e pratica, Pontalis è stato un pensatore originale che ha saputo integrare il rigore concettuale con una raffinata sensibilità letteraria e filosofica. La sua influenza è stata capillare, rappresentando una figura di riferimento per generazioni di psicoanalisti.   Il libro di Chiara Matteini, Jean-Bertrand Pontalis. La stagione della psicoanalisi, edito da Feltrinelli (2025) per la collana Eredi, esplora i temi centrali dell’Autore e ne evidenzia la profonda e duratura risonanza nella psicoanalisi contemporanea.   Si coglie, fin dalle prime pagine, il grande valore di questa impresa editoriale. Chiara Matteini rinnova il pensiero di Pontalis offrendo al lettore una prosa che assume in sé quell’essenza di libertà che sempre ha animato le riflessioni dell’Autore. Il suo pensiero, lungi dal fornirci una mappa con regioni predefinite, ci offre piuttosto una bussola: “uno strumento apparentemente leggero, trasportabile, che orienta più che definire, …

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“MUNCH. L’in/visibile grido della psicoanalisi” di Luca Trabucco. Recensione di Elisabetta Bellagamba

”L’arte ha la possibilità di trasformare il caotico e il casuale in qualche cosa di significativo e dotato di senso” (pag.210, Graziano De Giorgio , “Arte e psicoanalisi: il respiro della creatività)   Il desiderio di aprire il cuore è il fondamento di ogni opera d’arte, poiché l’atto creativo non è mai semplice espressione esterna, ma elaborazione interiore, trasformazione del vissuto psichico in forma simbolica. In questo senso, il libro di Luca Trabucco non si limita a raccontare: esso elabora, elabora l’invisibile, dà ulteriore voce alle opere di Munch. L’approccio con il quale si accosta all’artista non è puro esercizio intellettuale “patobiografico”. Il suo avvicinarsi all’arte è un modo per esprimere in modo vivo le condizioni umane che si “incontrano momento per momento nella stanza analitica” (p. 117) cercando di utilizzare il linguaggio dell’effettività. Un linguaggio che possa assumere una forma rappresentativa più che esplicativa, un linguaggio evocativo in grado di creare immagini metaforiche che giungano a quella verità emotiva, l’unico cibo che può davvero nutrire ed espandere la mente.   Fin dalla sua nascita …

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BUIO IN SALA 2025 – Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini. Commento di Enza Quattrocchi

Nel corso della rassegna CINEMA E PSICOANALISI : BUIO in sala 2025, ho commentato per il Centro Psicoanalitico di Firenze il film :Il tempo che ci vuole, primo film di Francesca Comencini, figlia minore dell’omonimo regista Luigi Comencini, il tema della paternità è un tema centrale. Incontriamo Francesca bambina e la seguiamo fino all’età adulta. L’opera esprime l’evidente desiderio della regista dì onorare suo padre e la figura paterna. Colloca la sua telecamera in un percorso orientato esclusivamente verso la relazione di Francesca e del padre Luigi. Il resto della famiglia che sappiamo essere molto affiatata e ricca di valori, viene per il momento accantonato e dunque, in questa occasione, oscurato. Gli episodi dell’infanzia si armonizzano e si collegano con la fase della vita adulta. Francesca ed il padre, solo loro due e il loro rapporto negli anni. Lei è una bambina che bazzica nel set del film Pinocchio e osserviamo gli aspetti ricchi di significato, le pietre miliari che tracciano la sua crescita.   La figura paterna è riconosciuta solo nel corso del 5°secolo …

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BUIO IN SALA 2025- CRESCENDO

Evento speciale Firenze, cinema Astra, 19 giugno 2025 Il film     Ispirato alla West-Eastern Divan Orchestra, voluta da Daniel Barenboim e Eduard Said, Crescendo (2019) è un film tedesco del regista israeliano Dror Zahavi. Presentato in anteprima al Festival del cinema di Monaco il 3 luglio 2019, è stato applaudito per dieci minuti.   Trama. Un celebre direttore, Eduard Sporck, viene incaricato di comporre un’orchestra di giovani musicisti palestinesi e israeliani per poi dirigerla in occasione di una Conferenza per la pace in Medio Oriente. Il clima fra i musicisti è talmente difficile che il Maestro decide di trasferire le prove in Italia, in Alto Adige. Faticosamente le tensioni si allentano, l’orchestra funziona. Ma alla vigilia del concerto, un tragico incidente manda tutto all’aria.   Il Cineforum Al termine della proiezione, al cospetto della platea gremita, film è stato commentato e discusso con il pubblico da Mario Ancillotti, musicista, e Mario Rossi Monti, psicoanalista, con la partecipazione straordinaria di Adele Posani, insegnante di Flauto e Musica da Camera presso il Barenboim Said Center for …

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“I LIMITI DELL’INTERPRETAZIONE. Saggio su Bion e sul campo analitico” di Giuseppe Civitarese. – Recensione di Elisabetta Bellagamba

“I limiti dell’interpretazione. Saggi su Bion e il campo analitico”. Lavoro, fresco di stampa, di Civitarese nel quale percorre alcuni scritti dell’autore mostrandoci, in modo minuzioso e creativo, come fossero già in essere, in questi testi, i semi del cosiddetto “ultimo Bion”.   Il pensiero di Bion, che può essere considerato per alcuni aspetti intersoggettivo, è alla base del modello post-bioniano del campo analitico. Tale modello equipaggia, secondo l’autore, di una maggior forma la tecnica della teoria bioniana e allo stesso tempo la estende. La coppia analista- paziente può essere considerata un gruppo e non più come due persone separate. In tal senso le narrazioni e ciò che succede in analisi possono essere ritenute come un’inconscia co-costruzione, nella quale entrambi i membri partecipano. Infatti, in accordo con Bion, che alla fine del testo “Esperienze nei gruppi” equipara la psicoanalisi individuale a quella di gruppo, Civitarese propone la visione della coppia analitica come un gruppo. L’assunto di base della coppia diventa “l’esperienza emotiva inconscia” (p. 27) che avviene nel qui e ora, quella che viene definita, …

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CICLO “A PARTIRE DA…” messa al lavoro del volume “Il sentimento del reale” Con Anna Ferruta e Sara Boffito. Sabato 21 giugno 9.30-13.30

Interverngono Benedetta Guerrini degli Innocenti e Stefano Calamandrei   Il sentimento del reale: con quest’espressione Donald Winnicott – lo psicoanalista che ha cambiato il nostro modo di pensare che cos’è un bambino, il significato della violenza delle emozioni, come diventare sé stessi – apre a una dimensione dell’esperienza che riguarda il sentirsi vivi. Il volume contiene scritti inediti di Winnicott, scelti tra quelli più in sintonia con le inquietudini del nostro tempo. Ne emerge un Winnicott determinato a proporre le novità che ritiene di avere introdotto nella psicoanalisi: il “primitivo” nella formazione della psiche, l’inconscio come inesauribile riserva di energie, le affinità con il lavoro degli artisti che attingono all’immaginazione per conquistare il sentimento del reale. Ma anche un Winnicott inedito, ironico e appassionato, di cui seguiamo in diretta la ricerca di un linguaggio per comunicare, capace di sintonizzarsi con chi ascolta. Gli scritti sono accompagnati da saggi critici e da un apparato di note, oltre che da una lista di illuminanti espressioni dell’autore (“Lampi d’intuito”) che aprono al lettore nuovi orizzonti.   Per partecipare …

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CICLO IL GIOCO DELLE PASSIONI – “Passioni e potere” Sabato 7 giugno ore 9.30-13.30 con Anna Cordioli

Un detto siciliano sostiene che, dovendo scegliere, sia preferibile comandare piuttosto che fare sesso. Questa formulazione, espressa in termini psicoanalistici, ci fa riflettere sul piacere che l’essere umano trae non tanto dall’incontro con l’Altro ma dall’assumere una posizione asimmetrica, se non addirittura d’imperio.   Il potere sull’altro ci inebria e, se non ci impegnamo a comprenderne la forza, ci trasforma. Anna Cordioli, nel suo lavoro, si ferma a riflettere su alcune scene in cui è possibile rintracciare l’azione psichica del potere. L’autrice presenterà 4 scene: una scena quotidiana, una clinica, una etico-deontologica e una sociale. In ciascuna, vedremo in azione un grande attrattore di passioni, il nucleo ambiguo, che sfrutta non tanto l’assimetria ma lo scatenarsi di angosce regredienti. Esse evocano e fissano scene di passività, vergogna, annientamento ma anche promesse di salvezza.   Sarà dunque una mattina in cui riflettere sul nostro assetto ma anche sul presente, dentro e fuori la stanza d’analisi.   La relatrice   Anna Cordioli è membro associato della Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana e membro del Centro Veneto di …

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RESTI DI NIENTE, SCARTI DI TUTTO – SULL’ORIGINARIO E L’ATTUALE

Resti e Scarti, oggetti psichici e culturali che sembrano ‘cadere fuori’ da ogni matrice rappresentativa, da ogni possibilità di riconoscimento storico, oggetti che però inesorabilmente “ritornano’nelladimensione dell’attualità, rappresentando specificamente ‘ciò che non è mai stato in scena eppure non esce mai di scena. Tanto nella clinica quanto nelle dinamiche sociali ciò che non può, e non potrà mai, iscriversi in una storia, individuale o collettiva, ciò che costantemente resta al di fuori dello spazio del pensabile, inattuale per definizione, è d’altro canto proprio ciò che costantemente si attualizza: quell’ originario che pervade ogni possibile forma di psichicizzazione. L’attuale diventa allora soprattutto ciò che si manifesta direttamente nel corpo, nell’atto, tutto quanto non può essere inscritto in una temporalità soggettiva, così come l’originario, col suo portato di radicale inattualità, resta il luogo del non-inscrivibile, di ciò che “non cessa di non iscriversi”. Attuale ed originario rimandano allora inesorabilmente l’uno all’altro. Mentre di fronte al lavoro psichico di costruzione di un ‘resto di niente’, si può immaginare l’atto analitico come tentativo di dare consistenza psichica a ciò …

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