Tutti gli articoli della categoria: Cultura e Società

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Come scegliersi lo psicoanalista

Giangaetano Bartolomei Editore Rosenberg & Sellier ( 1° edizione 2000, 2° edizione 2011 )   Psichiatra, psicologo, psicoanalista, psicoterapeuta: quali le differenze, quale la formazione, quale il loro modo di operare? A quali risultati deve portare un’analisi ben riuscita? Come fare a scegliere l’analista giusto per noi? Gli psicoanalisti presenti sul mercato hanno ricevuto formazioni anche molto diverse per impostazioni e serietà; inoltre, anche tra gli psicoanalisti con lo stesso curriculum formativo, le differenze personali sono così grandi da far sì che un analista adatto per un paziente possa risultare totalmente inadatto per un altro. Questa guida semplice e chiara è l’ABC di quello che ognuno dovrebbe sapere prima di iniziare un trattamento psicoanalitico: se riusciremo a fare la scelta giusta – ci assicura l’autore – lo psicoanalista potrà fare per noi quello che nessun altro potrebbe mai fare.   Leggi le recensioni del libro di G.Di Chiara (Riv.Psicoanalisi) e di G.Gorla (Setting).

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Recensione di G.Gorla di “Come scegliersi lo psicoanalista” di G.Bartolomei.

Gorla, G. (2001). Recensione del libro di Giangaetano Bartolomei (2000). Come scegliersi lo psicoanalista. Rosenberg & Sellier, Torino, che pubblichamo per gentile concessione della rivista Setting, 11: 145-147.   Come scegliersi lo psicoanalista è un breve saggio di Gian Gaetano Bartolomei, membro della Società Psicanalitica Italiana e docente all’Università di Pisa di Sociologia della conoscenza, recentemente pubblicato in una veste grafica curata e gradevole nella sua semplicità da Rosenberg & Sellier (Torino, 2000, pagine 142). Il libretto è stato “pensato e scritto” per coloro che, non sapendo nulla, o quasi, di psicoanalisi, avvertono il bisogno di un aiuto psicologico e che, spinti dall’urgenza della loro condizione di sofferenza a “fidarsi e ad affidarsi”, rischiano di perdersi nella babele delle offerte di intervento psicoterapeutico e di fare delle scelte sbagliate, che aggraveranno la situazione o che, nel migliore dei casi, faranno perdere loro tempo e denaro. Ma proprio per il fatto di porsi in modo chiaro e onesto dalla parte di chi è supposto non sapere e quindi di obbligarsi ad usare «un linguaggio semplice e …

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Recensione di G.Di Chiara di “Come scegliersi lo psicoanalista” di G.Bartolomei.

Di Chiara, G. (2001). Recensione del libro di Giangaetano Bartolomei (2000). Come scegliersi lo psicoanalista. Rosenberg & Sellier, Torino, che pubblichamo per gentile concessione della Riv. Psicoanalisi, 47:597-599.   Ho subito letto con interesse questo libro di Giangaetano Bartolomei per un motivo molto semplice : tanti anni fa, all’inizio del mio lavoro, la diffusione della informazione sulla psicoanalisi era assai poca e, il più delle volte, affidata a incerti e poco preparati divulgatori, che penetravano con le loro prospettive fantasiose, idealizzanti o denigranti, nella stanza dell’analisi, a fianco dei sistemi difensivi dei pazienti. La situazione è cambiata, certamente, nell’attuale epoca della diffusa chiacchera psi-psa, ma non in meglio: è aumentato a dismisura il volume degli scritti dedicati all’argomento, ma essi sprofondano, nella generalità dei casi, in un pantano di cattiva informazione su pratiche psicologico-psicoterapiche, che poco o nulla hanno a che fare con la psicoanalisi, che rimane così molto nominata e poco conosciuta. Che uno psicoanalista con, in più, una specifica competenza sociologica, metta mano a un libro di divulgazione e informazione sulla psicoanalisi è …

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Patrizia Bonanzinga: Spazi di Relazione.

Galleria Passaggi, Pisa, 8 Ottobre- 3 Dicembre 2016 Maria Grazia Vassallo   Bella, interessante e ricca di suggestioni la personale di Patrizia Bonanzinga, fotografa e instancabile viaggiatrice, i cui lavori hanno dato luogo a diverse esposizioni e pubblicazioni- anche internazionali- oltre ad essere presenti nelle collezioni della Galleria Nazionale e al MAXXI di Roma e di altre sedi pubbliche e private in Italia e all’estero. In mostra a Pisa una selezione di opere recenti, relative a tre distinti corpus di immagini che esplorano ciascuno luoghi differenti: il “sublime” naturale delle terre artiche (Groenlandia), gli spazi architettonici di antichi edifici eretti dai colonizzatori portoghesi in Mozambico (Nelle Mie Stanze), e contesti metropolitani contemporanei in America (The Big Data World). Bonanzinga si mette in relazione con questi spazi non con distacco documentaristico, bensì registrandone evocazioni, risonanze, interrogazioni, consegnandoci immagini animate da una complessità di trame emozionali e di senso che contengono molto più di ciò che mostrano, e sotterraneamente collegate da una riflessione sulla temporalità, e di conseguenza sulla memoria. “Io, fotografa, scatto principalmente con l’iPhone, come …

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Mad Men, recensione di Cecilia Ieri

http://eurostreaming.tv/mad-men/   Non sono un’appassionata di serie TV ma quando ho incontrato Mad Men non ho potuto evitare di guardarlo. Nella storia e nelle immagini c’era qualcosa. Quella che segue sarà una recensione necessariamente infedele, non sono un critico e la mia memoria, soprattutto inconscia, attingerà da alcune immagini-stimolo, residui nella mia mente, da usare come un gomitolo da srotolare per sviluppare dei pensieri. Quando ho pensato a qualcosa da recensire la prima cosa che mi è venuta in mente è stato Mad Men, una serie televisiva di qualità1 che mi è parsa seguita poco. La guardavo mentre si parlava molto di In Treatment mentre Mad Men rimaneva nell’ombra. Qualcosa nell’ombra e qualcosa che ha a che fare (anche) con le ombre. La psicoanalisi è un dialogo tra due persone oppure è qualcos’altro? Non è forse la presenza/assenza dell’analista, la sua particolare posizione – interna ed esterna – la precondizione necessaria che consente la messa in forma e il dispiegarsi di qualcosa che rimanda (anche) ad altro rispetto al qui e ora della relazione? Ho pensato …

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Copertina libro postmoderno-1

Post Moderno, un post da decifrare

Presentazione di Andrea Marzi Il libro affronta il tema del “postmoderno”: tema, già, ma soprattutto atmosfera che imbeve l’attualità, o la allaga, secondo alcuni, ma che comunque non può essere trascurata, e che non si costituisce come una corrente esclusiva dei nostri tempi, tutt’altro, ma che intesse con altri aspetti sociali, storici, psicologici e via dicendo, una corrispondenza “cross over”, che ingenera un’intensa dialettica e interrogativi molto importanti. Nel volume gli Autori hanno cercato di offrire la possibilità di una esposizione dialettica, soprattutto nei confronti dei giovani in via di formazione, curiosi di conoscere e approfondire un soggetto così rilevante. I vari contributi si sforzano di mostrare, nelle varie discipline prese in considerazione, come si declini l’approccio postmoderno a partire dal rifiuto di vari modelli di profondità, fra cui quelli freudiani di latente, manifesto e di rimozione, sostituendoli con modalità attinenti soprattutto alla superficie, come discorsi e giochi testuali. Cosa possa significare allora la predilezione per esempio per la pratica ubiquitaria del “pastiche”, o cosa significhi la sottolineatura delle varie “morti” che hanno preceduto e …

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Italian Psychology and Jewish Emigration Under Fascism: from Florence to Jerusalem and New York, di Patrizia Guarnieri

di Patrizia Guarnieri N.Y. Palgrave MacMillan, 2016 Il 1938 è l’anno delle leggi razziali a seguito delle quali tutti gli ebrei vennero esclusi dalle scuole e dalle Università. E’ anche l’anno in cui da Mondadori uscì un libro su La psicoanalisi, subito esaurito e poi pluristampato, che nell’International Journal of Psychoanlysis del ’39 Weiss volle recensire ed elogiare, mentre Musatti mai ne parlò. L’aveva scritto lo psicologo Enzo Bonaventura dell’ateneo di Firenze, il cui nome comparve subito negli elenchi degli “autori non graditi “ in Italia. Pochi mesi dopo Bonaventura ebbe un incarico alla Hebrew University, dove lo preferirono a Max Eitingon, raccomandato dallo stesso Freud. All’emigrazione degli psicologi ebrei dall’Italia è dedicato il libro Italian psychology and Jewish emigration under fascism (New York 2016), di Patrizia Guarnieri, professore di Storia Culturale dell’Età Contemporanea all’Università di Firenze. Un articolo recentemente uscito sulle pagine culturali di La Repubblica dedicate alla Giornata della memoria (27 Genn 2016),«Gli esuli. Renata e gli altri “cervelli” mai più tornati», riguarda un altro caso ricostruito nel libro, quella di Renata Calabresi, psicologa a Firenze e a Roma, poi emigrata a New York.

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Henri de Toulouse-Lautrec - Divan Japonais - Google Art Project-2

Sigmund Freud e la diva del Moulin Rouge

Nota a margine della mostra “Toulouse-Lautrec. Luci e ombre di Montmartre.” Palazzo Blu, Pisa, 16/12/2015-14/2/2016. Che Toulouse-Lautrec abbia frequentato e immortalato le più famose dive dei cabaret parigini di fine ‘800, è cosa risaputa, e questa bella mostra a Pisa rappresenta un’imperdibile occasione per immergersi in quel mondo. Che Sigmund Freud fosse un fan di una di loro, con cui stabilì un lungo rapporto di amicizia, è forse cosa meno nota, e ne parlerò brevemente più avanti. Il Conte Henri de Toulouse-Lautrec naque nel 1864 ad Albi, nel sud della Francia, da una famiglia di antica nobiltà, e per tradizione familiare ben altro sarebbe dovuto essere il suo destino. Bambino bellissimo nei primi anni di vita, Henri cominciò ben presto a mostrare i segni di una grave malattia genetica delle ossa che oltre a varie dolorose complicazioni, lo rese nell’aspetto simile ad un nano. La fragilità del suo corpo, sempre a rischio di fratture e conseguenti periodi di immobilità, lo costringeva a vivere come sotto una campana di vetro, isolandolo dai coetanei e precludendogli gli …

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Monsieur Lazhar, recensione di Cristina Saottini

Regia di Philippe Falardeau Canada 2012 Candidato all’Oscar come miglior film straniero. Quando il film è uscito, ho avuto qualche perplessità nell’accogliere la proposta di vedere una pellicola canadese che raccontava la storia di una classe elementare in cui si era suicidata l’insegnante. Quando si dice: il mio pregiudizio e superficialità! Con mia sorpresa ho trovato il film meraviglioso, contemporaneamente duro e delicato, drammatico e lieve, un cristallo che riflette una luce che illumina in molte direzioni, una scatola cinese che quando credi di averne aperta una ne trovi un’altra. La cornice del film è la storia che va dalla morte di Martine, l’insegnante che s’impicca in classe, alla scena toccante in cui in un abbraccio un padre ritrova una figlia perduta e una figlia un padre che non c’era. E dentro questa cornice c’è un quadro di grande ricchezza. Évelyne de la Chenelière che interpreta la parte della mamma di Alice ed è quindi ben presente sul set, ha scritto la piéce teatrale da cui è stato tratto il film diretto da Philippe Falardeau. …

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The Lesson, Recensione di V. Quattrocchi

  A conclusione dell’undicesima rassegna Cinema e Psicoanalisi, frutto della collaborazione tra il Centro Psicoanalitico di Firenze e Stensen Cinema, sono stata invitata a commentare il film THE LESSON, un film Bulgaro che uscirà in Italia nel 2016. La rassegna 2015 ha consentito di sviluppare il tema sulla scuola, BUIO IN AULA appunto. Prima di addentrarmi nella breve riflessione sul film desidero esprimere qualche considerazione sul tema scuola. Se il potere motivante dell’insegnare descritto da Massimo Recalcati lo porta ad ipotizzare una scuola-Telemaco che vede un’empatica collaborazione tra docente e discente, contrapposta alla scuola Edipo ed alla scuola Narciso, è importante collocare questa indicazione nella nostra storia più recente. Osservo da tempo che l’aver ucciso il principio di autorità avrebbe dovuto aprire la strada all’autorevolezza che ognuno dovrebbe costruirsi a sua misura ed a misura altrui, ma la morte del principio di autorità ha messo in evidenza che questa operazione non è facile anche se non impossibile e che il principio di autorità di allora altro non era che un habitus, uno scudo per proteggere …

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